LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto di Famiglia

Pagina 66 di 50

Deducibilità assegno divorzile: le tasse si scaricano?
Un ex coniuge, obbligato a pagare le imposte sull'assegno di mantenimento per conto dell'altro, ne chiedeva la deduzione fiscale. Le corti di merito accoglievano la richiesta, ma l'Agenzia delle Entrate si opponeva. La Corte di Cassazione, vista la particolare rilevanza della questione sulla deducibilità dell'assegno divorzile e la mancanza di precedenti recenti, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza quindi risolvere la controversia nel merito.
Continua »
Azione revocatoria fondo patrimoniale: la Cassazione
Una creditrice, co-fideiussore che aveva parzialmente saldato un debito, ha agito con successo tramite azione revocatoria contro altri co-fideiussori che avevano costituito dei fondi patrimoniali per sottrarre i loro beni alla garanzia. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando i ricorsi dei debitori. La Suprema Corte ha ribadito che la costituzione del fondo patrimoniale è un atto gratuito revocabile e che, per dimostrare il pregiudizio, è sufficiente rendere più incerta la riscossione del credito, essendo irrilevante la capienza del patrimonio residuo.
Continua »
Litisconsorzio eredi: obbligo di integrare il giudizio
In una causa nata da una compravendita immobiliare tra familiari, a seguito del decesso della parte attrice, gli eredi riassumevano il giudizio omettendo di notificare l'atto a una nipote, erede per rappresentazione. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della sentenza di primo grado, stabilendo che in caso di morte di una parte si crea un litisconsorzio eredi di natura processuale. Di conseguenza, il processo deve essere obbligatoriamente riassunto nei confronti di tutti i chiamati all'eredità, a prescindere dalla prova della loro accettazione, che spetta a loro eccepire.
Continua »
Spese straordinarie figli: quando serve l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17017/2025, interviene sul tema delle spese straordinarie per i figli di genitori separati. La Corte ha stabilito che alcune spese, come i corsi di lingua inglese, pur essendo straordinarie, rispondono a esigenze educative ormai consolidate e non necessitano del preventivo consenso dell'altro genitore, in quanto preminente è l'interesse del minore. La sentenza del Tribunale, che aveva negato il rimborso di tali spese, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Arricchimento senza causa: i limiti dei doveri coniugali
Un ex marito ha agito per arricchimento senza causa dopo aver contribuito all'acquisto di un immobile intestato esclusivamente all'ex moglie e concesso in uso ai genitori di lei. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, considerandola un dovere coniugale. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che le esigenze abitative dei suoceri non rientrano nei 'bisogni della famiglia', configurando quindi un arricchimento senza causa per la moglie. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Errore di fatto Cassazione: il conto cointestato
Una controversia tra coniugi su un conto cointestato approda in Cassazione. La moglie chiede la revocazione di una precedente ordinanza, lamentando un errore di fatto. Sosteneva che la Corte avesse erroneamente affermato che la dimensione familiare della lite non fosse mai stata discussa nei gradi precedenti. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo la distinzione tra errore di fatto (una svista materiale) ed errore di giudizio (una valutazione errata). Poiché la questione riguardava l'interpretazione degli atti processuali, non si configurava un errore di fatto, ma un insindacabile errore di valutazione.
Continua »
Diritto di abitazione: non serve la domanda esplicita
In una causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul diritto di abitazione del coniuge superstite. L'ordinanza chiarisce che tale diritto è automatico e non necessita di una domanda esplicita da parte dell'interessato. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva, ma la Cassazione ha cassato la sentenza, sottolineando che il diritto sorge "ex lege" come un prelegato. Di conseguenza, il suo valore deve essere detratto dall'asse ereditario prima della divisione, imponendo un nuovo esame della causa.
Continua »
CTU esplorativa: legittima se basata su prove iniziali
In una disputa ereditaria, la Cassazione ha stabilito che una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) non è da considerarsi 'CTU esplorativa' se la parte ha già fornito elementi di prova iniziali, come l'indicazione di conti correnti con movimenti anomali. In tal caso, il consulente può legittimamente acquisire la documentazione bancaria per accertare i fatti. La Corte ha anche riaffermato il diritto del coerede, escluso dal godimento di un bene, a ricevere un'indennità, chiarendo che la richiesta di 'rendimento dei conti' include la domanda di pagamento delle somme dovute.
Continua »
Valutazione quote societarie: la Cassazione decide
In una causa di successione per lesione della quota di legittima, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva rigettato la domanda di un figlio. L'ordinanza critica la Corte d'Appello per non aver ammesso nuove prove, per aver ritenuto tardive le contestazioni alla consulenza tecnica e per una superficiale valutazione quote societarie, il cui valore era stato considerato azzerato dalla presenza di ipoteche. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo esame, sottolineando la necessità di una valutazione concreta e non astratta dei beni ereditari.
Continua »
Simulazione donazione: onere della prova in eredità
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di divisione ereditaria, al centro del quale vi era l'accusa di simulazione di donazione. Gli eredi ricorrenti sostenevano che alcune compravendite fossero in realtà donazioni dissimulate a favore di un altro erede, lesive della loro quota. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione delle prove sulla simulazione spetta esclusivamente ai giudici di merito (Tribunale e Corte d'Appello). La Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Poiché la Corte d'Appello aveva ritenuto le prove della simulazione insufficienti, la sua decisione è stata confermata, così come la divisione dei beni e la condanna alle spese per la parte soccombente.
Continua »
Compenso Avvocato: Fase Istruttoria Sempre Dovuta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso avvocato per la "fase istruttoria e/o di trattazione" è sempre dovuto, anche nei casi di patrocinio a spese dello Stato. Un legale aveva contestato la decisione di un Tribunale che aveva escluso tale fase dal calcolo della parcella in una causa di divorzio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso su questo punto, chiarendo che la fase di trattazione è ineludibile in ogni causa, giustificando così il relativo compenso. Ha invece confermato che la valutazione sulla complessità del caso spetta al giudice di merito.
Continua »
Arricchimento senza causa: quando restituire i soldi
Un uomo ha versato 45.000 euro alla compagna. Al termine della loro relazione, ha chiesto la restituzione della somma, agendo per arricchimento senza causa. La donna si è difesa sostenendo che si trattasse di una donazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso della donna. È stato stabilito che spetta a chi riceve il denaro dimostrare l'esistenza di un titolo che giustifichi il trattenimento della somma. In assenza di tale prova, il versamento è considerato privo di causa e deve essere restituito.
Continua »
Restituzione somme ereditate: il caso in Cassazione
In una causa di successione tra fratelli, la Corte di Cassazione affronta il tema della restituzione somme ereditate. Due figli, che avevano ricevuto ingenti somme dalla madre defunta, si vedono qualificare tali trasferimenti non come donazioni, ma come indebito oggettivo. La Suprema Corte conferma che, in assenza di una valida causa o della forma richiesta per la donazione, le somme costituiscono un credito dell'eredità verso i figli. Tuttavia, corregge la sentenza d'appello sul calcolo degli interessi, stabilendo che questi decorrono dalla domanda giudiziale e non dal momento della dazione, stante la presunzione di buona fede dei riceventi.
Continua »
Azione Revocatoria: trasferimento tra coniugi inefficace
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un trasferimento immobiliare tra coniugi, avvenuto il giorno dopo la notifica di un pignoramento. L'azione revocatoria del creditore ha successo perché la consapevolezza del danno (scientia damni) da parte della moglie è stata provata tramite presunzioni, come il rapporto coniugale e la sospetta tempistica dell'atto, rendendo l'operazione pregiudizievole per le ragioni creditorie.
Continua »
Proprietà casa coniugale su suolo esclusivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la proprietà della casa coniugale, costruita in regime di comunione legale su un terreno di proprietà esclusiva di un solo coniuge, appartiene interamente a quest'ultimo per il principio di accessione. Il coniuge non proprietario non acquista una quota dell'immobile, ma ha solo diritto a un rimborso per le spese sostenute per la costruzione, a condizione di fornirne rigorosa prova. Nel caso specifico, la domanda di rimborso è stata respinta per mancanza di prova del contributo economico.
Continua »
Crediti ereditari: le regole se il debitore è coerede
Una coerede ha citato in giudizio il fratello, anch'egli coerede, per un debito che quest'ultimo aveva nei confronti del genitore defunto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo le regole sui crediti ereditari quando il debitore è un altro coerede. A differenza dei debiti di terzi, questi crediti non vengono riscossi per intero da un singolo erede, ma vengono regolati durante la divisione ereditaria tramite imputazione alla quota del coerede debitore. La decisione della Corte d'Appello di riconoscere solo una somma pro quota è stata quindi confermata.
Continua »
Comunione legale: dichiarazione del coniuge non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20332/2025, chiarisce la valenza della dichiarazione resa dal coniuge non acquirente in un atto di compravendita in regime di comunione legale. La Corte ha stabilito che tale dichiarazione, pur essendo una condizione necessaria per escludere un bene dalla comunione, non è sufficiente. Non opera come rinuncia né crea una presunzione assoluta, potendo essere considerata un 'generico asserto qualificatorio' senza valore di confessione se non descrive fatti specifici. Di conseguenza, la prova dell'effettiva provenienza personale dei fondi utilizzati per l'acquisto rimane a carico del coniuge acquirente.
Continua »
Presunzioni semplici: un solo indizio basta?
Un cittadino si oppone a un pignoramento basando la sua difesa su un unico indizio. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che le presunzioni semplici richiedono prove gravi e precise. La Corte conferma che, sebbene un solo elemento possa bastare, deve possedere una forza probatoria tale da fondare il convincimento del giudice, altrimenti la pretesa è infondata e giustifica la revoca del gratuito patrocinio.
Continua »
Azione revocatoria: credito litigioso e simulazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un padre e un figlio contro la decisione che rendeva inefficace un atto di retrocessione immobiliare. L'atto, compiuto a favore del padre, mirava a sottrarre il bene alla garanzia patrimoniale del figlio nei confronti della sua ex coniuge, creditrice in una causa di divorzio. La Corte ha confermato che un'azione revocatoria è esperibile anche in presenza di un credito litigioso e che il motivo di ricorso non può limitarsi a riproporre tesi già respinte, ma deve criticare specificamente la motivazione della sentenza impugnata.
Continua »
Fondo patrimoniale: la sua costituzione è revocabile
Una coppia ha costituito un fondo patrimoniale su un nuovo immobile, in sostituzione di uno precedente. I creditori hanno impugnato con successo l'atto tramite azione revocatoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della coppia, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha ritenuto il ricorso carente del requisito di autosufficienza, ribadendo che la costituzione del nuovo fondo patrimoniale è un atto autonomo e potenzialmente lesivo per i creditori.
Continua »