LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto di Famiglia

Pagina 59 di 50

Assegno alimentare: da quando decorre? Il caso
Un ex coniuge richiedeva la revoca di una donazione per ingratitudine e, in subordine, un assegno alimentare. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza dell'assegno alimentare: esso spetta dalla data della domanda giudiziale e non dalla data della sentenza. Questo diritto non viene meno neanche se, nel frattempo, la persona bisognosa ha ricevuto aiuto da altri familiari, poiché tale circostanza non esonera l'obbligato per legge dal suo dovere.
Continua »
Azione di riduzione: l’ordine corretto da seguire
Un figlio, escluso dal testamento, intenta una causa per ridurre presunte donazioni simulate fatte dal padre. La Corte di Cassazione respinge la sua richiesta, chiarendo che l'azione di riduzione deve essere prima diretta contro le disposizioni testamentarie a favore dell'erede designato, specialmente quando il patrimonio ereditario è cospicuo. Solo se tale patrimonio è insufficiente, si possono contestare le donazioni.
Continua »
Divisione ereditaria parziale: si può fare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9869/2025, ha stabilito che la divisione ereditaria parziale è pienamente legittima. Anche se gli eredi hanno già diviso una parte dei beni (in questo caso, gli immobili), possono successivamente procedere alla divisione dei beni rimanenti, come le somme di denaro. La Corte ha chiarito che l'omissione di beni non rende nulla la divisione, ma consente di procedere con un 'supplemento di divisione' ai sensi dell'art. 762 c.c., indipendentemente dal fatto che l'esistenza di tali beni fosse nota o meno al momento del primo accordo.
Continua »
Coobbligazione come garanzia: no regresso tra coniugi
Un marito ha richiesto alla ex moglie il rimborso del 50% delle rate di un finanziamento pagate. I tribunali di merito avevano stabilito che la firma della donna sul contratto costituiva una coobbligazione come garanzia e non un debito solidale primario. La Corte di Cassazione ha confermato questa interpretazione, dichiarando inammissibile il ricorso del marito. La Suprema Corte ha ritenuto plausibile e ben motivata la lettura del contratto effettuata dai giudici di merito, che identificava la moglie come mera garante, escludendo così il diritto di regresso del marito nei suoi confronti.
Continua »
Conto cointestato: prova della provenienza del denaro
In una causa tra coniugi separati per la restituzione di somme prelevate da un conto cointestato, la Cassazione conferma la decisione d'appello. Viene rigettata la richiesta della moglie, poiché il marito ha superato la presunzione di comproprietà dimostrando, con documenti prodotti in appello, la provenienza esclusiva dei fondi versati sul conto. Il ricorso della moglie è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali.
Continua »
Legato in sostituzione di legittima: effetti rinuncia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9734/2025, chiarisce le conseguenze della rinuncia a un legato in sostituzione di legittima. La Corte stabilisce che, a seguito della rinuncia, il legittimario non acquisisce un legato in conto legittima, ma diventa un legittimario pretermesso. In questa veste, egli ha il diritto di agire in riduzione per ottenere la quota di eredità che la legge gli riserva, e la disposizione testamentaria a suo favore perde efficacia retroattivamente.
Continua »
Successione nel processo: gli eredi e l’appello
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione prende atto della successione nel processo da parte degli eredi del ricorrente originario. Il caso riguarda un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma, in cui gli eredi subentrano al defunto per proseguire il giudizio, garantendo la continuità dell'azione legale.
Continua »
Azione revocatoria: il conferimento in società estera
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un conferimento di tutti i beni immobili di un debitore in una società estera di nuova costituzione. L'operazione, volta a sottrarsi al pagamento di assegni di mantenimento, è stata colpita da azione revocatoria. La Suprema Corte ha ritenuto provata la consapevolezza del pregiudizio (participatio fraudis) in capo alla società terza attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, come la tempistica sospetta della costituzione societaria e il controllo totale del debitore sulla stessa.
Continua »
Patto successorio: quando un accordo è valido?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo con cui una madre trasferisce una somma di denaro alla figlia, con l'obbligo per quest'ultima di assisterla e di versare metà dell'importo al fratello entro un anno dalla morte della madre, non costituisce un patto successorio vietato. L'operazione è stata considerata un valido negozio 'inter vivos', in quanto il trasferimento del denaro era immediato e finalizzato a soddisfare interessi attuali delle parti, mentre la morte della madre fungeva solo da termine per l'adempimento dell'obbligazione verso il fratello, non da causa del trasferimento.
Continua »
Pignorabilità stipendio: i termini per l’opposizione
Un ex marito si oppone al pignoramento della sua retribuzione carceraria da parte dell'ex moglie. Il Tribunale dichiara l'opposizione inammissibile perché la contestazione sulla pignorabilità dello stipendio è stata sollevata troppo tardi, ovvero dopo l'emissione dell'ordinanza di assegnazione che conclude il processo esecutivo. La sentenza sottolinea i termini perentori per contestare il diritto del creditore.
Continua »
Accettazione tacita eredità e diritto di abitazione
Un istituto di credito ha agito contro i due figli di una debitrice defunta. I tribunali di merito hanno ritenuto che i figli avessero effettuato un'accettazione tacita eredità rimanendo nella casa di famiglia, diventando così responsabili del debito. I figli hanno presentato ricorso, sostenendo che la loro convivenza nella casa, soggetta al diritto di abitazione del padre superstite, non costituisse possesso legale idoneo a determinare l'accettazione. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione, ha rinviato la causa a pubblica udienza per approfondire il dibattito.
Continua »
Donazione indiretta: l’impatto del giudicato
In una causa di successione, la Corte di Cassazione ha analizzato il concetto di donazione indiretta a favore di un figlio. La Corte ha confermato che l'acquisto di beni da parte di un figlio senza mezzi propri, con denaro del padre, costituisce una donazione indiretta soggetta a collazione. Tuttavia, ha cassato la decisione di merito per violazione di un precedente giudicato. Una sentenza definitiva tra due fratelli aveva già qualificato i pagamenti delle rate di un mutuo, impedendo di considerarli come parte della donazione indiretta del padre nella successiva causa ereditaria.
Continua »
Amministratore di sostegno: poteri e nomina estera
In un caso di risarcimento danni per un grave incidente stradale, il Tribunale di Venezia ha esaminato le eccezioni sulla legittimità dell'amministratore di sostegno a rappresentare la vittima, cittadina straniera. La corte ha respinto le contestazioni relative alla delega dei poteri e alla coesistenza di un provvedimento di tutela estero, affermando la piena validità dei poteri dell'amministratore di sostegno a procedere con la causa, privilegiando la protezione effettiva della persona incapace.
Continua »
Errore revocatorio: quando non è ammesso l’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un presunto errore revocatorio in una causa di gestione di un'azienda ereditaria. La Corte ha stabilito che l'errore revocatorio non può riguardare un punto controverso già discusso e deciso nel merito, ma solo una svista su un fatto pacifico e non dibattuto. La decisione sottolinea la distinzione tra un errore di percezione e una diversa valutazione giuridica dei fatti.
Continua »
Onere della prova testamento olografo: il caso
Una controversia ereditaria su una somma di 40.000 euro, ritenuta una donazione nulla, giunge in Cassazione. La beneficiaria sosteneva fosse il corrispettivo per un contratto di mantenimento, provato da un testamento olografo. La Corte ha stabilito che l'onere della prova del testamento olografo, se disconosciuto, grava su chi intende avvalersene, che deve richiederne la verificazione. In assenza di tale richiesta, il documento non ha valore probatorio e il trasferimento di denaro, privo di altra causa, è considerato una donazione nulla.
Continua »
Patrocinio a carico dello Stato: spese legali allo Stato
La Corte di Cassazione corregge un'ordinanza per errore materiale, chiarendo che in caso di vittoria di una parte ammessa al patrocinio a carico dello Stato, le spese legali liquidate non vanno pagate alla parte stessa, ma direttamente allo Stato. La decisione si fonda sull'art. 133 del d.P.R. 115/2002, che impone il versamento delle spese processuali in favore dell'Erario per recuperare i costi del patrocinio gratuito concesso.
Continua »
Azione di riduzione: l’eredità irrisoria ti esonera
Un figlio, escluso dall'eredità paterna a causa di ingenti donazioni fatte in vita dal genitore a favore del fratello e di una società, avvia un'azione di riduzione. Le corti di merito rigettano la domanda, ritenendo necessaria l'accettazione con beneficio d'inventario data la presenza di un minimo patrimonio residuo (relictum) di circa 30 euro. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che un relictum di valore economico talmente irrisorio non osta alla qualifica di erede totalmente pretermesso. Di conseguenza, l'azione di riduzione contro terzi donatari è proponibile anche senza la preventiva accettazione beneficiata, poiché un patrimonio insignificante non costituisce un "asse ereditario da dividere" che giustifichi la tutela richiesta dalla legge.
Continua »
Conguaglio divisionale: sì alla compensazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito derivante da un conguaglio divisionale, stabilito in una sentenza di scioglimento della comunione, è certo, liquido ed esigibile. Non è subordinato all'effettivo trasferimento della proprietà e può quindi essere legittimamente utilizzato in compensazione per estinguere altri debiti, come quelli per il mantenimento dell'ex coniuge. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente negato la compensazione, qualificando la trascrizione del dispositivo di una sentenza in un atto di precetto come una dichiarazione confessoria.
Continua »
Affidamento esclusivo: disinteresse del genitore
La Corte di Cassazione conferma l'affidamento esclusivo di una minore alla madre, respingendo il ricorso del padre residente all'estero. La decisione si basa sul conclamato disinteresse del padre, desunto dalla mancata richiesta di incontri, dal mancato versamento del mantenimento e dalla scarsa collaborazione. La Corte ha ritenuto che tale comportamento giustificasse la deroga al principio dell'affidamento condiviso.
Continua »
Ricorso improcedibile: la notifica tardiva è fatale
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della prova di notifica dell'atto alla controparte entro il termine perentorio di venti giorni. La vicenda, nata da una causa di separazione con assegno di mantenimento, si è conclusa per un vizio puramente procedurale. La Corte ha stabilito che la produzione tardiva della prova di notifica non può sanare l'irregolarità, confermando la rigidità dei termini processuali e sanzionando il ricorrente per aver insistito nella trattazione nonostante la palese inammissibilità.
Continua »