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Diritto Civile

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Restituzione beni mobili e decreto ingiuntivo
La Corte d'Appello di Genova ha stabilito che la restituzione beni mobili, nello specifico carriponte industriali, può essere richiesta tramite decreto ingiuntivo se fondata su un rapporto contrattuale. Il tribunale di primo grado aveva erroneamente dichiarato inammissibile il ricorso, qualificandolo come azione di rivendica della proprietà. La Corte ha invece chiarito che il giudice dell'opposizione deve sempre decidere nel merito della pretesa, accertando che i macchinari non erano inclusi nella vendita dell'immobile e non costituivano pertinenze.
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Vendita con riserva di gradimento: quando è conclusa
La Corte d'Appello di Genova ha stabilito che la vendita con riserva di gradimento si perfeziona quando il compratore compie atti incompatibili con il rifiuto, come il pagamento di quasi intero prezzo. Nel caso di specie, una società aveva contestato dei blocchi di marmo solo dopo sei mesi dalla consegna e dopo aver saldato cinque rate su sei. La Corte ha accolto l'appello del venditore, confermando che il comportamento concludente del compratore equivale a un'accettazione definitiva della merce, rendendo tardiva ogni contestazione successiva.
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Risoluzione contratto appalto: guida alla sentenza
La Corte d'Appello ha stabilito che la risoluzione contratto appalto disposta dalla Pubblica Amministrazione è legittima se l'impresa abbandona il cantiere senza giustificazione. Nonostante l'inadempimento dell'appaltatore, la sentenza riconosce il diritto al pagamento delle opere già eseguite a titolo di restitutio in integrum, utilizzando il criterio del valore netto per il calcolo delle varianti progettuali.
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Risoluzione del contratto: effetti e restituzioni
La Corte d'Appello ha affrontato un caso di risoluzione del contratto per inadempimento relativo alla vendita di un natante. Sebbene il venditore avesse già ottenuto la risoluzione del rapporto, la Corte ha stabilito che l'acquirente, avendo alienato il bene a terzi, deve corrisponderne l'equivalente pecuniario. La decisione conferma che la risoluzione del contratto impedisce la richiesta del prezzo ma impone la restituzione del valore del bene non più reperibile.
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Autenticità del testamento olografo: la guida completa
La Corte d'Appello ha confermato l'autenticità del testamento olografo contestato, respingendo l'appello basato sulla presunta falsità della firma del de cuius. La decisione si fonda sul rigetto definitivo della querela di falso precedentemente confermato dalla Cassazione, che ha sancito la validità della scheda testamentaria del 2008, rendendo superflue ulteriori prove testimoniali o perizie.
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Sconto in fattura: validità degli accordi contrattuali
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di un ricorso presentato da un'impresa fornitrice che tentava di ridurre unilateralmente lo sconto in fattura inizialmente pattuito con il cliente. La sentenza ribadisce che gli accordi contenuti in un preventivo accettato sono vincolanti e che la riduzione della pretesa creditoria in primo grado non esclude la condanna alle spese per chi ha agito in modo infondato.
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Azione di classe: inammissibilità e sanzioni
La Corte d'Appello ha confermato l'inammissibilità di una azione di classe promossa per l'annullamento di sanzioni stradali e il relativo risarcimento. Poiché l'ordinamento prevede già strumenti specifici per impugnare i verbali, il ricorso collettivo non può essere utilizzato per aggirare i termini perentori previsti dalla legge.
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Responsabilità custode strada e danni infiltrazioni
La Corte d'Appello ha confermato la condanna dell'ente gestore della strada statale per i danni da infiltrazioni causati a un edificio privato. La responsabilità custode strada si estende ai marciapiedi, in quanto parti accessorie, escludendo il Comune da ogni obbligo manutentivo in tratti non classificati come centro urbano.
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Compenso professionale avvocato: regole di calcolo
La Corte d'Appello ha stabilito i criteri per la liquidazione del compenso professionale avvocato quando i legali subentrano a processo già avviato. Nel caso di specie, la Corte ha riconosciuto il pagamento solo per le fasi di studio e decisionale, riducendo l'importo richiesto dai professionisti poiché l'attività non ha riguardato l'intero iter processuale.
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Multiproprietà alberghiera: comunione o condominio?
La Corte d'Appello ha ribaltato una sentenza di primo grado stabilendo che una multiproprietà alberghiera, in assenza di proprietà esclusive individuali, deve essere qualificata come comunione forzosa e non come condominio. Di conseguenza, la validità delle delibere assembleari deve essere valutata secondo le norme sulla comunione, escludendo l'applicazione dei limiti condominiali sulle deleghe e confermando la legittimità delle decisioni prese.
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Patrocinio a spese dello Stato: calcolo compensi
La Corte d'Appello ha rigettato l'opposizione di un avvocato contro la liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato. Il ricorrente lamentava una liquidazione inferiore ai minimi tariffari, ma il collegio ha confermato che il calcolo, includendo la riduzione obbligatoria di un terzo, era corretto. La sentenza chiarisce che i valori medi rappresentano un tetto massimo e non un parametro di partenza obbligatorio.
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Contratto con se stesso: validità della procura
La Corte d'Appello di Genova conferma l'annullamento di due atti immobiliari. Il primo, un contratto con se stesso basato su una procura troppo generica, è stato dichiarato invalido. Di conseguenza, è caduto anche il secondo atto verso un terzo in malafede.
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Fideiussione coobbligato: i limiti della decadenza
La Corte d'Appello ha stabilito che un soggetto definito come coobbligato in un contratto di finanziamento, se privo di interesse diretto nel prestito, deve essere qualificato come garante. In presenza di una fideiussione coobbligato, il creditore deve agire giudizialmente contro il debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione, pena la decadenza del diritto verso il garante.
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Fondo cassa morosi: quando la delibera è nulla
La Corte d'Appello ha confermato la nullità di una delibera condominiale che istituiva un fondo cassa morosi senza provare un'urgenza indifferibile. Lo spostamento dell'onere economico dai condòmini morosi a quelli virtuosi richiede l'unanimità o la prova di un pericolo imminente per il patrimonio comune, non ravvisato in questo caso.
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Usucapione tra coeredi: requisiti e prova esclusiva
La Corte d'Appello di Genova ha confermato il rigetto di una domanda di usucapione tra coeredi, stabilendo che il semplice godimento e la gestione del bene comune non sono sufficienti per l'acquisto della proprietà esclusiva. Per superare la presunzione di tolleranza tra parenti, è necessaria la prova di un possesso esclusivo e inconciliabile con il diritto degli altri eredi.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lunghi
La Corte d'Appello ha accolto un ricorso per equa riparazione dovuto all'eccessiva durata di un procedimento penale. Poiché la fase di secondo grado ha superato i limiti di legge, il giudice ha liquidato un indennizzo di 800 euro per due anni di ritardo, basandosi sui parametri della Legge Pinto.
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Frode informatica bancaria: la banca deve rimborsare
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un istituto di credito al rimborso di 50.000 euro sottratti a un cliente tramite malware. Il caso riguarda una frode informatica bancaria di tipo man in the browser, in cui un bonifico è stato deviato su un IBAN differente. I giudici hanno stabilito che la banca non ha fornito prove sufficienti della colpa grave del correntista né della sicurezza dei propri sistemi interni.
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Contributi a fondo perduto: serve attività reale
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della richiesta di contributi a fondo perduto per un'associazione priva di una reale struttura imprenditoriale. La decisione sottolinea che il solo possesso della partita IVA, senza l'esercizio effettivo di un'attività economica con mezzi e capitali, non abilita alla ricezione dei ristori COVID-19, poiché manca il presupposto della perdita economica su un'attività operativa.
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Responsabilità custode incendio: chi risarcisce?
La Corte d'Appello ha confermato la responsabilità del proprietario di un natante per un incendio propagatosi ad altre imbarcazioni ormeggiate. La sentenza chiarisce che la responsabilità custode incendio ai sensi dell'art. 2051 c.c. sussiste anche se la causa dell'innesco resta ignota, poiché spetta al custode fornire la prova liberatoria del caso fortuito.
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Surrogazione per pagamento: guida al risarcimento
Il Tribunale analizza un caso in cui una società finanziaria, dopo aver risarcito una cliente per la distrazione di somme da parte di un promotore infedele, agisce tramite surrogazione per pagamento per recuperare l'importo. Il giudice accerta la responsabilità del consulente basandosi su prove documentali e sull'esito dell'interrogatorio formale, condannandolo al pagamento di 90.000 euro.
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