Una società, titolare di una concessione amministrativa perpetua per servizi di cremazione dal 1884, si è vista ingiungere da un Comune la cessazione delle attività a seguito di una legge del 2001 che ha qualificato la cremazione come servizio pubblico locale. Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione, ritenendo la concessione estinta per effetto del mutato quadro normativo. La società ha fatto ricorso in Cassazione per eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che i giudici avessero creato una nuova norma retroattiva. Le Sezioni Unite hanno rigettato il ricorso, stabilendo che il Consiglio di Stato ha correttamente esercitato la sua funzione interpretativa della legge, senza invadere la sfera del legislatore. L'interpretazione di una norma, anche se con effetti estintivi su un rapporto, non costituisce eccesso di potere, ma rientra nell'attività giurisdizionale.
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