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Diritto Civile

Risoluzione permuta cosa futura: è inadempimento?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di risoluzione permuta cosa futura. La controversia nasce da un contratto preliminare per lo scambio di un terreno contro due villette da costruire. I proprietari del terreno avevano richiesto la risoluzione per inadempimento, accusando il costruttore di aver agito in malafede richiedendo i permessi a proprio nome. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il promissario acquirente era legittimato a richiedere il titolo edilizio e che il comportamento dei proprietari, che si erano rifiutati di collaborare per la creazione di un vincolo a parcheggio, era contrario a buona fede.
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Azione revocatoria: il debito pagato non la invalida
Una professionista avvia un'azione revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale da parte di una sua debitrice. Sebbene il debito venga saldato durante il processo, la Cassazione stabilisce che l'azione revocatoria era originariamente fondata. La Corte d'Appello ha errato nel rigettarla; avrebbe dovuto dichiarare la cessata materia del contendere e decidere le spese secondo il principio della soccombenza virtuale, condannando la parte che avrebbe perso la causa.
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Diritto d’uso e servitù: chi prova la compatibilità?
Un acquirente non riesce a utilizzare il posto auto acquistato a causa di una servitù di passaggio preesistente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17956/2024, stabilisce un principio fondamentale: in caso di conflitto tra diritto d'uso e servitù, spetta al venditore, e non all'acquirente, dimostrare la compatibilità tra i due diritti. La sentenza chiarisce che la coesistenza di diritti reali limitati sullo stesso bene crea una presunzione di conflitto, invertendo l'onere probatorio a carico di chi ha concesso il nuovo diritto.
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Clausola rischio cambio nel leasing: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17958/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato la nullità di una clausola rischio cambio in un contratto di leasing. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione della 'meritevolezza' di una clausola atipica, ai sensi dell'art. 1322 c.c., non deve basarsi su un'analisi astratta della sua convenienza economica o del suo squilibrio, ma deve indagare lo scopo pratico (causa concreta) perseguito dalle parti, verificando che non sia in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento come solidarietà e parità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Competenza acque pubbliche: rinvio alle Sezioni Unite
Una società agricola ha citato in giudizio un consorzio di bonifica per i danni subiti a causa di un'interruzione nella fornitura d'acqua. Il tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente, indicando il Tribunale regionale delle acque pubbliche come foro corretto. La Corte di Cassazione, investita della questione sulla competenza acque pubbliche, ha riscontrato un contrasto giurisprudenziale sul tema e ha disposto il rinvio della decisione, in attesa di un pronunciamento chiarificatore da parte delle Sezioni Unite.
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Adeguamento triennale: Cassazione rinvia alle SS.UU.
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa relativa alla richiesta di un adeguamento triennale di un emolumento. La decisione è stata sospesa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite, chiamate a risolvere la medesima questione giuridica in un altro procedimento, garantendo così uniformità di giudizio.
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Responsabilità precontrattuale: promessa condizionata
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità precontrattuale. Un ente pubblico aveva subordinato il pagamento di una somma alla ricezione di fondi da un'altra amministrazione. Poiché i fondi non sono mai arrivati, la Cassazione ha escluso la responsabilità, affermando che una promessa esplicitamente condizionata a un evento incerto non può generare un legittimo affidamento nella controparte.
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Appello incidentale condizionato: quando è d’obbligo?
Una società costruttrice, dopo aver citato in giudizio una società appaltante per il pagamento di riserve su un contratto d'appalto, ha perso la sua causa in appello per non aver proposto un appello incidentale condizionato. Nonostante avesse vinto in primo grado contro un terzo chiamato in causa (un ente universitario), era risultata soccombente nei confronti della controparte originaria. La Corte di Cassazione ha confermato che, in tale situazione, la mancata proposizione di un appello incidentale ha reso definitiva la sentenza di rigetto della sua domanda principale, evidenziando un punto cruciale della procedura civile.
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Legittimazione passiva Poste: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della legittimazione passiva Poste nel contesto delle notifiche di atti giudiziari. In un caso riguardante la richiesta di pagamento per il ritiro di avvisi di ricevimento, la Corte ha stabilito che l'agente postale agisce come mero ausiliario dell'ufficiale giudiziario. Pertanto, il rapporto obbligatorio intercorre unicamente tra chi richiede la notifica e l'ufficiale giudiziario, escludendo una responsabilità diretta e la legittimazione passiva del servizio postale nei confronti del richiedente.
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Legittimazione passiva: chi paga il debito d’impresa?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata a pagare per lavori agricoli. Nonostante sostenesse di aver agito per conto della sua società, la Corte ha confermato la sua responsabilità personale. La decisione si fonda su prove decisive, come una fattura emessa con la partita IVA personale dell'imprenditrice e non quella societaria, evidenziando un classico caso di difetto di legittimazione passiva mal contestato. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle prove è di competenza dei giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità.
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Sanzioni agenzie pratiche auto: obblighi e doveri
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del titolare di un'agenzia di pratiche automobilistiche, confermando le sanzioni per la mancata trascrizione di un passaggio di proprietà e il mancato aggiornamento della carta di circolazione. La sentenza sottolinea che il ritiro del vecchio documento è un obbligo di legge per l'agenzia, non una facoltà discrezionale. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare la buona fede per evitare le sanzioni per agenzie pratiche auto spetta al professionista sanzionato.
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Totem per giochi online: sanzione legittima
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa di 20.000 euro a un esercente per l'installazione di totem per giochi online. Il ricorso, basato sulla presunta motivazione apparente della sentenza di merito e sulla mancanza di prove di vincite in denaro, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e che la loro motivazione era coerente e completa, rendendo legittima la sanzione applicata.
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Servitù di passaggio: limiti del diritto gratuito
Una società, il cui fondo era divenuto intercluso a seguito di un acquisto, ha chiesto una servitù di passaggio coattiva. Il fondo su cui doveva gravare la servitù era stato però donato dall'originario venditore a terzi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto speciale a una servitù di passaggio gratuita (art. 1054 c.c.) vale solo nei confronti del venditore originario o dei suoi eredi, ma non verso i successivi proprietari che hanno ricevuto il bene tramite donazione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Sanzioni apparecchi: cumulo illecito di multe
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17864/2024, ha stabilito che non si possono cumulare le sanzioni per apparecchi da intrattenimento non conformi con quelle per la mancanza di autorizzazione. Se un apparecchio viola le norme tecniche, si applica la sanzione più grave, assorbendo quella minore. La Corte ha accolto il ricorso di un operatore su questo punto per omessa pronuncia del giudice di merito, cassando la sentenza e rinviando alla Corte d'Appello. È stato invece respinto il motivo basato sulla presunta finalità terapeutica degli apparecchi, ritenuta una mera finzione.
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Responsabilità del committente: quando si risponde?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità del committente in caso di danni causati dall'impresa appaltatrice. A seguito di un incendio divampato durante lavori di ristrutturazione, che ha distrutto uno studio legale, la Corte ha escluso la colpa dei proprietari dell'immobile. La responsabilità è stata attribuita esclusivamente all'appaltatore per l'errata esecuzione dei lavori. La sentenza, tuttavia, accoglie le doglianze della danneggiata sulla liquidazione del danno esistenziale e sulla valutazione del nesso causale per la chiusura di una sede secondaria, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Usucapione e Animus Possidendi: il caso del socio
La Corte di Cassazione nega l'usucapione a due coniugi che abitavano un immobile di proprietà di una società di famiglia. La Corte ha stabilito che il marito, essendo socio e garante di un mutuo per la stessa società, era privo dell'animus possidendi necessario. Di conseguenza, anche la moglie convivente non poteva vantare un possesso utile all'usucapione. Il caso evidenzia come il riconoscimento della proprietà altrui impedisca l'acquisto del bene per possesso prolungato.
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Correzione errore materiale: limiti e nullità sentenza
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello per uso improprio della procedura di correzione errore materiale. La Corte d'Appello aveva inizialmente omesso di pronunciarsi sulla nullità di un contratto di vendita, per poi 'aggiungere' la decisione tramite correzione. La Cassazione ha stabilito che tale procedura non può sanare un'omissione di pronuncia, ma solo vizi formali del documento. Inoltre, ha censurato la sentenza per non aver considerato un fatto decisivo: il mancato pagamento del prezzo della compravendita.
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Responsabilità proprietario strada: la Cassazione chiarisce
Un cittadino ha citato in giudizio un comune per le lesioni subite a seguito di una caduta su una strada provinciale che attraversava il suo territorio. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del proprietario della strada spetta alla Provincia, e non al Comune, quando il tratto di strada in questione attraversa un centro abitato con una popolazione inferiore a 10.000 abitanti, anche se la popolazione totale del Comune è superiore a tale soglia. Di conseguenza, la richiesta del cittadino è stata definitivamente respinta.
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Errore di fatto in Cassazione: il caso della revoca
La Corte di Cassazione ha revocato una sua precedente ordinanza a causa di un palese errore di fatto, consistente nell'aver omesso di esaminare uno dei motivi di ricorso. Una società aveva concesso in uso gratuito delle autovetture a due professioniste in cambio di assistenza legale. Sorta una controversia, la Cassazione, nel decidere il ricorso della società, aveva saltato per errore un motivo di gravame. La società ha quindi proposto ricorso per revocazione. La Corte ha prima accolto il ricorso nella fase rescindente, riconoscendo l'errore di fatto, per poi, nella fase rescissoria, rigettare nel merito il motivo originariamente omesso, ritenendolo infondato.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cliente contro il proprio legale, stabilendo che, ai fini di una condanna per responsabilità professionale dell'avvocato, non è sufficiente dimostrare l'esistenza del contratto d'opera. È onere del cliente fornire la prova concreta dell'inadempimento del professionista, del danno subito e del nesso di causalità tra i due. In assenza di tali prove, anche la richiesta di ammettere testimoni per dimostrare l'esistenza del rapporto professionale diventa irrilevante e quindi inammissibile.
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