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Danni da cose in custodia: senza nesso causale niente risarcimento

Un cittadino ha citato in giudizio una Parrocchia per ottenere il risarcimento dei danni da cose in custodia dopo una caduta avvenuta durante una processione religiosa. L’attore sosteneva di essere scivolato a causa di una rampa metallica predisposta per superare un dislivello stradale. La Parrocchia ha chiamato in causa la propria assicurazione. Il Tribunale ha respinto la domanda e la Corte d’Appello ha confermato la decisione. Le testimonianze dei portatori della statua e un filmato hanno accertato che la caduta è avvenuta nella piazza, a diversi metri di distanza dalla pedana. Non sussiste alcun legame di causa ed effetto tra la rampa e le lesioni. I giudici hanno condannato il danneggiato a pagare le spese processuali sia della Parrocchia sia dell’assicurazione.

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Pubblicato il 28 ottobre 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Sentenza della Corte d'Appello di Catania n. 1382/2026 del 19/10/2026 (App. Catania n. 1382/2026)

Principio di diritto La responsabilità per danni da cose in custodia esige la prova certa del nesso di causalità tra la cosa e l'evento lesivo, con la conseguenza che l'accertamento di una caduta avvenuta a distanza dal bene esclude ogni obbligo risarcitorio del custode. In virtù del principio di causazione, le spese legali del terzo chiamato in garanzia gravano sull'attore la cui domanda principale sia risultata infondata.

Il legame causale nella richiesta per danni da cose in custodia

Ottenere un risarcimento per i danni da cose in custodia richiede la prova rigorosa del nesso causale. L’articolo 2051 del codice civile impone al danneggiato di dimostrare che il bene custodito ha provocato direttamente l’evento lesivo. Se manca questa dimostrazione, il custode non risponde delle conseguenze dannose subite dalla vittima.

La vicenda decisa dalla Corte d’Appello di Catania riguarda un fedele caduto durante una processione religiosa patronale. L’uomo trainava il carro sacro insieme ad altri partecipanti. Nello scendere verso la piazza, l’uomo è rovinato al suolo, riportando lesioni fisiche. Il danneggiato ha convenuto in giudizio la Parrocchia organizzatrice, chiedendo oltre 250.000 euro di risarcimento. La tesi accusatoria indicava come causa della caduta una pedana metallica, posizionata per raccordare un dislivello tra due strade. La Parrocchia ha chiamato in garanzia la propria compagnia assicuratrice, negando ogni difetto dell’opera e contestando la dinamica dei fatti.

L’accertamento dei fatti tramite testimonianze e filmati

I giudici d’appello hanno confermato integralmente il rigetto della domanda risarcitoria. L’istruttoria ha smentito la versione del danneggiato.

Le dichiarazioni dei testimoni presenti a diretto contatto con il carro hanno chiarito l’esatta successione degli eventi. Il capovara e il portatore collocato accanto alla vittima hanno confermato che il carro aveva già superato interamente la pedana di raccordo. La perdita di equilibrio si è verificata all’interno della piazza, a circa quattro o cinque metri di distanza dalla rampa metallica. L’infortunato ha cercato di aggrapparsi al braccio del compagno di traino prima di scivolare a terra.

Un filmato acquisito agli atti ha corroborato queste testimonianze visive. Il video mostra chiaramente il passaggio del carro sopra la rampa e la sua successiva corsa regolare per alcuni secondi nella piazza prima dell’arresto. Inoltre, gli articoli di cronaca locale riportavano dichiarazioni dello stesso infortunato, il quale attribuiva lo scivolamento alle calzature nuove indossate per la festa.

I motivi giuridici dell’assenza di responsabilità del custode

La responsabilità prevista dall’articolo 2051 del codice civile ha natura oggettiva. Il danneggiato deve provare il fatto storico e il nesso di causalità tra la cosa e il danno. Il custode si libera solo provando il caso fortuito, ossia un elemento esterno imprevedibile ed eccezionale.

Nel caso esaminato, l’attore non ha superato il primo scoglio probatorio. La pedana non ha partecipato alla produzione dell’evento dannoso. La caduta è avvenuta lontano dal manufatto per ragioni estranee alla sua conformazione. Di conseguenza, il presunto danno non deriva dalla cosa in custodia.

La Corte d’Appello ha applicato anche il principio di causazione in merito alle spese di lite. Quando l’attore formula una domanda infondata e costringe il convenuto a chiamare la propria assicurazione, l’attore soccombente deve rimborsare le spese legali a entrambe le controparti. L’iniziativa difensiva della Parrocchia era del tutto giustificata dalla pretesa economica avanzata.

Le ricadute concrete per chi subisce una caduta accidentale

Chi intende richiedere un risarcimento per una caduta su una struttura temporanea deve raccogliere prove certe sull’esatto punto dell’incidente. Non basta affermare la vicinanza a un ostacolo o a una pedana. Serve dimostrare che l’anomalia del bene ha determinato la perdita di equilibrio.

Le immagini video e la vicinanza visiva dei testimoni prevalgono su ricostruzioni generiche di persone lontane dal luogo esatto. Avviare una causa civile senza prove inconfutabili sul nesso causale comporta gravi rischi economici. La parte soccombente rischia di pagare non solo le spese della propria difesa, ma anche quelle del presunto responsabile e delle compagnie assicuratrici chiamate nel giudizio.

Quale prova deve fornire chi agisce per i danni causati da una cosa in custodia?
La persona danneggiata deve dimostrare l’evento lesivo e il legame diretto di causa ed effetto tra la cosa custodita e la caduta.

Cosa succede se la caduta avviene a pochi metri dalla struttura ritenuta pericolosa?
Se la caduta si verifica lontano dal bene, il nesso causale viene escluso e la domanda di risarcimento viene respinta.

Chi paga le spese legali dell’assicurazione chiamata in causa dal convenuto?
Se la domanda principale viene respinta, l’attore che ha perso la causa deve pagare anche le spese sostenute dalla compagnia assicuratrice.

Termini giuridici

Cose in custodia
Beni mobili o immobili sui quali un soggetto esercita un controllo materiale ed effettivo.
Nesso di causalità
Legame di causa ed effetto necessario per attribuire un danno a una specifica condotta o a un bene.
Principio di soccombenza
Regola processuale per cui la parte che perde la causa deve rimborsare le spese legali sostenute dalla parte vincitrice.
Principio di causazione
Criterio secondo cui chi promuove una richiesta infondata deve pagare le spese legali del terzo trascinato in giudizio.
Caso fortuito
Evento imprevedibile e inevitabile, come la condotta della stessa vittima, che esclude la responsabilità del custode.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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