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Giurisprudenza Tributaria

Esenzione IMU enti religiosi: la prova concreta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17878/2024, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU per gli enti religiosi non è sufficiente produrre documenti generici come statuti o decreti di riconoscimento. È necessario fornire una prova concreta e specifica, relativa all'anno d'imposta in questione, che dimostri l'utilizzo esclusivo dell'immobile per attività non commerciali. L'onere della prova ricade interamente sul contribuente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva concesso l'esenzione basandosi su prove documentali non idonee.
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Esenzione ICI università: quando è valida?
Una università privata ha richiesto l'esenzione ICI per l'anno 2010. La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'esenzione ICI università non è sufficiente dimostrare un bilancio in pareggio. Il contribuente deve provare che l'attività didattica sia svolta gratuitamente o dietro versamento di un corrispettivo puramente simbolico, un'analisi che il giudice di merito non aveva compiuto. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Imposta di registro e abuso del diritto: Cassazione
Una società ha effettuato un'operazione complessa (conferimento, cessione di quote, fusione), che l'Agenzia delle Entrate ha riqualificato come cessione d'azienda per applicare una maggiore imposta di registro. La Corte di Cassazione ha annullato l'accertamento, stabilendo che l'imposta si applica al singolo atto e ai suoi effetti giuridici, non all'operazione economica complessiva, ribadendo i confini tra interpretazione dell'atto e la diversa disciplina dell'abuso del diritto.
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Tardività appello tributario: notifica e termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un ente comunale a causa della sua tardività. La Corte ha stabilito che la notifica della sentenza di primo grado, effettuata dal contribuente a un ufficio specifico dell'ente, era valida per far decorrere il termine breve per l'impugnazione. La decisione, incentrata sulla tardività dell'appello tributario, ha di fatto confermato l'esenzione fiscale per un istituto religioso, annullando la sentenza d'appello per un vizio procedurale preliminare.
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Esenzione TARI enti ecclesiastici: la Cassazione decide
Un istituto religioso si opponeva al pagamento della TARI. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della municipalizzata, confermando l'esenzione TARI per gli enti ecclesiastici in base a una nuova legge retroattiva (d.l. 146/2021) che si applica anche ai rapporti pendenti.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo contestando sia la prescrizione di alcuni crediti sia la mancata notifica delle cartelle esattoriali per altri. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17751/2024, ha rigettato il ricorso. Applicando una recente normativa (art. 3-bis D.L. 146/2021), ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è ammissibile solo sulla base della presunta omessa notifica della cartella. Il contribuente deve invece dimostrare un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare ad appalti pubblici, per avere interesse ad agire. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile.
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Costi manutenzione straordinaria: deducibilità e oneri
La Corte di Cassazione ha deliberato sulla corretta deducibilità dei costi manutenzione straordinaria sostenuti su un immobile in leasing. Una società aveva dedotto integralmente nell'anno il costo per la rimozione dell'amianto dal tetto. La Corte ha confermato la posizione dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che tali spese, in quanto aumentano la sicurezza e il valore del bene, devono essere capitalizzate e ammortizzate su più esercizi. La decisione sottolinea inoltre l'impossibilità di introdurre nuovi motivi di contestazione nel corso del processo se non presenti nell'atto di ricorso originario.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la retta è simbolica?
La Corte di Cassazione nega l'esenzione IMU a un istituto religioso che gestisce una scuola paritaria. La Corte chiarisce che per ottenere il beneficio fiscale, l'attività didattica deve essere svolta gratuitamente o dietro un corrispettivo puramente simbolico. Poiché la scuola incassava rette significative, l'attività è stata considerata di natura commerciale, escludendo così il diritto all'esenzione IMU enti non commerciali, a prescindere dal fatto che l'ente operasse in perdita.
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Definizione agevolata e inammissibilità del ricorso
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione avvisi di accertamento sintetico, ha aderito alla definizione agevolata. La Corte Suprema, pur non potendo accertare il perfezionamento della procedura, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La richiesta di estinzione del giudizio da parte del contribuente è stata interpretata come una manifestazione inequivocabile della volontà di rinunciare, determinando una carenza di interesse a proseguire la causa.
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Inammissibilità ricorso tributario: la Consulta salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che non si verifica l'inammissibilità del ricorso tributario se depositato prima dei 90 giorni dal reclamo. Ciò in virtù di una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma sanzionatoria, con effetti retroattivi sui procedimenti ancora in corso.
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Termine dilatorio: non si applica all’accertamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17540/2024, ha chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni, previsto dallo Statuto del Contribuente, non si applica agli avvisi di accertamento basati su indagini bancarie o controlli 'a tavolino'. Tale garanzia è riservata ai soli casi di verifiche fiscali effettuate presso la sede del contribuente. La Corte ha cassato la sentenza di merito, rinviando il caso per una nuova valutazione alla luce di questo principio, specificando anche gli oneri probatori a carico del contribuente per la violazione del contraddittorio in materia di IVA.
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Prova Notifica: Cassazione su Querela di Falso
Un contribuente ha presentato querela di falso contro le attestazioni di un agente postale relative alla spedizione delle comunicazioni di avvenuto deposito (CAD) di alcuni atti fiscali. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la prova notifica per la validità procedurale in un giudizio tributario è diversa dalla prova richiesta per dimostrare la falsità di un atto pubblico in una querela di falso. L'assenza dell'avviso di ricevimento non è sufficiente a provare la falsità dell'attestazione dell'agente postale.
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Accertamento sintetico e reddito agricolo: il caso
La Corte di Cassazione ha annullato un accertamento sintetico a carico di un imprenditore agricolo. Nonostante le spese elevate (case, auto, barca) non fossero coperte dal reddito dichiarato, il contribuente ha dimostrato che erano sostenute con il reddito effettivo della sua attività, tassato in modo forfettario. La Corte ha stabilito che la prova del reddito effettivo, anche se tassato forfettariamente, è sufficiente per superare la presunzione del redditometro.
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Rottamazione quater: estinzione del processo tributario
Una contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento per IRPEF, ma durante il giudizio in Cassazione ha aderito alla definizione agevolata dei carichi, nota come Rottamazione quater. Avendo pagato l'importo dovuto, sia la contribuente che l'Agenzia delle Entrate hanno chiesto di chiudere il caso. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto pagamento e della conseguente cessazione della materia del contendere, ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Imposta fondi immobiliari: no disapplicazione per contrasto UE
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune società di investimento che chiedevano il rimborso dell'imposta sostitutiva sui fondi immobiliari, introdotta nel 2010. La Corte ha stabilito che la norma non contrasta con il diritto dell'Unione Europea, non potendo essere disapplicata dal giudice nazionale, e ha giudicato manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, confermando la validità del prelievo fiscale transitorio.
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Accertamento socio e giudicato: la sentenza non vincola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17531/2024, ha stabilito che un accertamento socio non può fondarsi su una sentenza non definitiva emessa nei confronti della società. La Corte ha cassato la decisione che rideterminava il reddito di una socia sulla base di un accertamento societario non ancora passato in giudicato, riaffermando il principio fondamentale dell'articolo 2909 del codice civile.
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Condanna alle spese: revocata se la parte è assente
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente ordinanza nella parte in cui condannava i ricorrenti al pagamento delle spese legali a favore di un Comune. Il motivo della revoca risiede in un errore di fatto: il Comune, pur vittorioso nel merito, non si era costituito in giudizio e quindi non aveva sostenuto alcuna spesa. La Corte ha chiarito che non è possibile disporre una condanna alle spese a favore di una parte rimasta 'intimata', ovvero assente dal procedimento.
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Plusvalenza immobile A/10: esenzione se è prima casa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17528/2024, ha stabilito che la plusvalenza immobile A/10, derivante dalla vendita infraquinquennale di un bene accatastato come ufficio ma di fatto utilizzato come abitazione principale, non è tassabile. La Corte ha chiarito che l'effettiva destinazione d'uso, se provata dal contribuente con elementi oggettivi (residenza, utenze), prevale sulla classificazione catastale formale, escludendo l'intento speculativo che la norma intende colpire.
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Tassazione indennità esproprio: la Cassazione decide
Una contribuente ha richiesto il rimborso di tasse su un'indennità di esproprio, sostenendo che il suo terreno non rientrava nelle zone tassabili. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, la Corte di Cassazione ha esaminato il caso. La questione centrale è se la tassazione indennità esproprio si applichi a tutte le opere pubbliche o solo a quelle realizzate in specifiche zone urbanistiche (A, B, C, D). Riconoscendo la complessità della materia, la Corte ha disposto un rinvio a pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Rinuncia al ricorso: come estingue il giudizio
Un contribuente, a cui era stata contestata una plusvalenza immobiliare, aveva impugnato l'avviso di accertamento fino in Cassazione. Durante il processo, ha aderito a una definizione agevolata dei carichi fiscali, presentando di conseguenza una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese processuali tra le parti.
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