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Giurisprudenza Penale

Parcheggiatore abusivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un individuo condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati, generici e privi di una critica specifica alla sentenza impugnata, confermando così la condanna e imponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23849/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha ribadito che il cosiddetto ricorso patteggiamento è consentito solo per vizi specifici previsti dalla legge, escludendo la possibilità di contestare la motivazione sulla responsabilità penale, poiché la scelta del rito alternativo implica una rinuncia a contestare le prove. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: precedenti penali decisivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La valutazione si fonda sui numerosi precedenti penali dell'imputato, che giustificano una prognosi negativa sulla sua futura condotta e rendono i motivi del ricorso una mera ripetizione di argomentazioni già respinte.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una sentenza per reati di droga. L'ordinanza sottolinea che i motivi di appello sono tassativamente limitati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. e non includono la presunta carenza di motivazione sulle cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una condanna per violazione della legge sugli stupefacenti. L'ordinanza ribadisce che, a seguito della Riforma Orlando (L. 103/2017), i motivi di ricorso sono tassativamente limitati e non includono la generica carenza di motivazione sulla mancata applicazione delle cause di proscioglimento.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per omicidio stradale. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di negare le attenuanti generiche, sottolineando che tale diniego è legittimo quando motivato da elementi come i precedenti penali, la particolare gravità della colpa e la pericolosità sociale del soggetto, rientrando nell'ampio potere discrezionale del giudice.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di hashish, marijuana e cocaina. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta, poiché la Corte ha ritenuto che la varietà delle sostanze, la quantità (170 grammi di hashish), le modalità professionali di trasporto e il complessivo giro d'affari indicassero un'attività criminale non modesta, incompatibile con l'ipotesi di minima offensività richiesta dalla norma.
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Rinuncia impugnazione: inammissibilità e conseguenze
Un imputato, dopo aver patteggiato una pena per spaccio, presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, la successiva rinuncia impugnazione porta la Corte a dichiarare il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Prescrizione reato: la Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per porto illegale di un coltello a causa della intervenuta prescrizione reato. La Corte ha stabilito che, essendo il reato contravvenzionale estinto prima della sentenza d'appello, la relativa condanna doveva essere eliminata. Di conseguenza, la Cassazione ha proceduto direttamente a rideterminare la pena residua per il reato di detenzione di stupefacenti, senza rinviare il caso a un altro giudice. È stato invece respinto il motivo di ricorso relativo alla mancata sostituzione della pena detentiva breve, poiché non era stata presentata un'apposita richiesta dall'imputato.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
Un imputato ha presentato appello contro una sentenza di patteggiamento per un reato legato agli stupefacenti, sostenendo che la pena fosse eccessiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena è consentita solo per motivi specifici e tassativi, tra i quali non rientra la contestazione sulla congruità della pena concordata tra le parti.
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Uso personale di stupefacenti: i criteri del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per detenzione di stupefacenti. Viene chiarito che il grande quantitativo di dosi, il possesso in luogo pubblico e la mancanza di prove dello stato di consumatore abituale sono elementi sufficienti per escludere l'ipotesi di uso personale di stupefacenti e configurare il reato di spaccio.
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Abitualità del reato e art. 131-bis: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una violazione del codice della strada. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata respinta a causa dell'abitualità del reato, dimostrata da precedenti condanne per fatti analoghi.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla genericità e manifesta infondatezza dei motivi, i quali non criticavano in modo specifico la sentenza d'appello. Questa ordinanza sottolinea l'importanza di formulare ricorsi precisi e pertinenti, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per spaccio di stupefacenti. La decisione sottolinea come, a seguito della riforma Orlando, il ricorso patteggiamento sia limitato a specifiche questioni di diritto, escludendo contestazioni sulla responsabilità e sulla misura della pena. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Revoca patente per guida in ebbrezza: quando è certa
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca patente per guida in ebbrezza a un'automobilista coinvolta in un sinistro con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ribadendo che la revoca è una sanzione accessoria obbligatoria in questi casi e che le attenuanti generiche possono essere negate in presenza di precedenti specifici.
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Art. 131-bis c.p.: esclusione per disvalore del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, che richiedeva l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. per la particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la causa di non punibilità è stata correttamente esclusa in ragione del significativo disvalore oggettivo della condotta accertata, ritenendo la motivazione della sentenza impugnata logica e coerente.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I giudici hanno respinto le doglianze sulla genericità dell'imputazione e sulla mancata concessione del lavoro di pubblica utilità, sottolineando come la provocazione di un sinistro stradale sia una circostanza aggravante che preclude l'accesso a sanzioni sostitutive.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. Il ricorso è stato giudicato generico e manifestamente infondato, in quanto non si confrontava adeguatamente con la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva negato il beneficio basandosi sulla personalità negativa dell'imputato e sulla gravità del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che non può effettuare una nuova valutazione sulla congruità della pena se la decisione del giudice di merito non è arbitraria o illogica.
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Causa di non punibilità: no se si guida ubriachi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza, respingendo il ricorso di un automobilista. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica, data la gravità delle circostanze: guida notturna, tasso alcolemico superato in modo non lieve e uso di un veicolo potente. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La difesa lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la questione, non sollevata in appello, era stata comunque implicitamente rigettata dai giudici di merito, i quali avevano correttamente valutato il 'disvalore oggettivo' della condotta basandosi sul numero non minimale di dosi detenute, elemento sufficiente a escludere la particolare tenuità.
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