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Giurisprudenza Civile

Sospensione feriale termini: no per l’esecuzione
Un contribuente si opponeva a una cartella di pagamento per spese di giustizia. La sua impugnazione in appello veniva dichiarata tardiva perché, secondo i giudici, la sospensione feriale termini non si applica alle opposizioni all'esecuzione. La Cassazione ha confermato questa decisione, chiarendo che anche la presenza di una domanda accessoria di risarcimento danni non modifica la natura del giudizio e, pertanto, non rende applicabile la sospensione.
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Prelazione locazione commerciale: no al riscatto
Una ex conduttrice ha agito in giudizio per la violazione del suo diritto di prelazione locazione commerciale, chiedendo di 'riscattare' l'immobile dal nuovo inquilino. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo in modo definitivo che l'art. 40 della Legge 392/1978, in caso di nuova locazione, conferisce al vecchio conduttore solo il diritto al risarcimento del danno nei confronti del locatore, escludendo qualsiasi forma di riscatto o sostituzione nel contratto.
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Ricorso per cassazione civile: notifica e rito
Un amministratore giudiziario ha impugnato la liquidazione del proprio compenso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, pur nascendo da un procedimento di prevenzione, la controversia ha natura civile. Il ricorrente ha erroneamente seguito il rito penale, omettendo la notifica del ricorso per cassazione civile alla controparte, un vizio procedurale ritenuto insanabile.
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Giurisdizione giudice italiano per compensi legali
La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice italiano in una causa per il pagamento di compensi professionali a un avvocato, anche se il cliente si era successivamente trasferito in Svizzera. La Corte ha chiarito che, in base al Regolamento UE n. 1215/2012, il foro competente è quello del luogo in cui i servizi legali sono stati resi, ovvero l'Italia. È stato inoltre rigettato il ricorso incidentale del cliente che contestava la validità della notifica dell'atto introduttivo, ritenuta correttamente eseguita secondo le convenzioni internazionali.
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Scissione societaria e debiti fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13861/2024, ha stabilito che in caso di scissione societaria e debiti fiscali, la società beneficiaria risponde in solido e illimitatamente per le obbligazioni tributarie della società scissa sorte in periodi d'imposta anteriori all'operazione. Tale responsabilità sussiste anche se l'accertamento fiscale e l'iscrizione a ruolo avvengono dopo la data della scissione. Il momento rilevante è l'insorgenza del presupposto del debito, non la sua successiva formalizzazione.
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Prezzo chiuso appalti: l’annullamento parziale delibera
La Cassazione chiarisce che la decorrenza per il calcolo del meccanismo del prezzo chiuso in un appalto pubblico parte dalla delibera che rende efficace l'offerta, anche se poi annullata per motivi non sostanziali. L'annullamento parziale non incide sul termine iniziale.
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Errore scusabile: appello tardivo, Cassazione rigida
La Cassazione conferma l'improcedibilità di un appello iscritto a ruolo in ritardo. Il deposito telematico presso un ufficio giudiziario incompetente non è stato considerato un errore scusabile, poiché le ricevute PEC indicavano chiaramente il destinatario errato, escludendo la buona fede del depositante e l'applicabilità della rimessione in termini.
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Recesso per inadempimento: la gravità conta sempre
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che il recesso per inadempimento in un contratto preliminare, anche in presenza di caparra, non è automatico. L'assenza di un venditore al rogito non basta: il giudice deve sempre valutare se l'inadempimento è di 'non scarsa importanza'. La Corte ha cassato la decisione precedente che aveva concesso il recesso senza questa fondamentale analisi, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto della reale gravità della mancata presentazione.
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Rinuncia TFR: la Cassazione chiarisce gli accordi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia al TFR da parte di un lavoratore deve essere esplicita e non può essere desunta da un accordo transattivo generico, specialmente se lo stesso accordo contiene clausole che fanno salvo tale diritto. In un caso riguardante una dirigente e un'azienda municipalizzata, la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'azienda. È stato inoltre ribadito che le buste paga non firmate non costituiscono prova del pagamento di anticipi sul TFR, confermando l'onere della prova a carico del datore di lavoro. La sentenza sottolinea che l'interpretazione degli accordi è di competenza del giudice di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione se la motivazione è logica e coerente.
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Contratto a progetto illegittimo: quale risarcimento?
Una lavoratrice, assunta con una serie di contratti atipici, ottiene il riconoscimento di un unico rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione, pur confermando la natura subordinata del rapporto, interviene per correggere il calcolo del danno. Viene stabilito che, in caso di conversione di un contratto a progetto illegittimo, al lavoratore spetta un'indennità onnicomprensiva predeterminata dalla legge, e non l'intero ammontare delle retribuzioni maturate dalla cessazione del rapporto. La decisione chiarisce l'ambito di applicazione della tutela indennitaria, estendendola anche a questa tipologia contrattuale.
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Responsabilità extracontrattuale per difetti immobiliari
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13840/2024, ha stabilito importanti principi in materia di risarcimento per gravi difetti di costruzione. La vicenda riguarda il crollo di una palizzata a servizio di due appartamenti. La Corte ha qualificato il danno come derivante da responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 1669 c.c., specificando che il risarcimento deve includere automaticamente interessi e rivalutazione monetaria, anche senza una richiesta esplicita. Inoltre, ha chiarito che le spese legali per i procedimenti cautelari ante causam devono essere liquidate secondo le tariffe vigenti al momento della decisione finale di merito.
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Appalto pubblico: risarcimento automatico per stop lavori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13832/2024, ha stabilito che in un appalto pubblico, la sospensione dei lavori causata dalla mancanza di autorizzazioni che l'ente appaltante doveva ottenere è illegittima. Di conseguenza, l'impresa appaltatrice ha diritto a un risarcimento automatico e presuntivo per le spese generali e il mancato utile, senza la necessità di fornire una prova specifica del danno subito.
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Interpretazione titolo esecutivo e onere della prova
Il caso riguarda un'opposizione a un atto di precetto basato su un lodo arbitrale. La pretesa del creditore per gli interessi di mora è stata respinta perché generica e non supportata da prove specifiche che ne dimostrassero i criteri di calcolo. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che in tema di interpretazione del titolo esecutivo, il ricorrente ha un preciso onere di indicare e riprodurre gli elementi esterni necessari a chiarire il titolo, onere non soddisfatto nel caso di specie. Anche la richiesta di rimborso dell'imposta di registro è stata negata.
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Calcolo TFS: valido il servizio pre-ruolo in convenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo TFS (Trattamento di Fine Servizio), deve essere considerato anche il periodo di lavoro svolto da un dipendente del settore sanitario in regime di convenzione, prima della sua immissione formale nei ruoli dell'Azienda Sanitaria. La decisione si fonda sul principio della continuità del rapporto di lavoro e sull'automatismo delle prestazioni previdenziali, respingendo la tesi dell'istituto previdenziale che voleva escludere tale periodo dal conteggio.
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Minimale contributivo: quale CCNL applicare?
Una società che gestisce una struttura per anziani ha contestato un avviso di accertamento dell'ente previdenziale per contributi non versati, legati all'applicazione del minimale contributivo. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva scelto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) da applicare basandosi su un criterio di "specificità soggettiva". La Suprema Corte ha invece stabilito che, in presenza di più CCNL applicabili, il criterio corretto è quello della "maggiore rappresentatività" delle associazioni datoriali firmatarie, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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TFS servizio in convenzione: diritto al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto degli eredi di un lavoratore del settore sanitario al ricalcolo del Trattamento di Fine Servizio (TFS) includendo l'intero periodo lavorativo, anche quello prestato in regime di convenzione presso un policlinico universitario prima dell'immissione in ruolo. La decisione si fonda sul principio di automatismo delle prestazioni previdenziali e sulla continuità del rapporto di lavoro, stabilendo che il TFS matura sull'intera carriera del dipendente.
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Revocazione sentenza: proposta relatore non è motivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione sentenza presentato da un Comune. Il motivo del ricorso, un presunto errore di lettura della proposta del relatore, è stato ritenuto infondato, poiché tale proposta è un atto interno, non vincolante e non costituisce un fatto rilevante ai fini della revocazione secondo l'art. 395 c.p.c. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Denuncia vizi appalto: termini e conseguenze legali
La Corte di Cassazione conferma la decisione a sfavore di due committenti in una controversia per lavori di ristrutturazione. La sentenza ribadisce l'importanza cruciale della tempestiva denuncia vizi appalto, stabilendo che la consegna dell'immobile fa decorrere i termini per i vizi palesi. Viene inoltre chiarito che non è possibile modificare in appello la causa della domanda, passando dalla garanzia per vizi all'inadempimento per mancato completamento dell'opera, poiché costituisce una domanda nuova e inammissibile.
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Clausola di salvaguardia: quando si applica al pro rata
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della propria pensione, calcolata con il sistema pro rata tra due diversi regimi, invocando una clausola di salvaguardia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'applicazione di tale clausola non è automatica. È necessario un giudizio comparativo che dimostri, a parità di condizioni (retribuzioni, contributi, massimali), che il trattamento pensionistico sarebbe effettivamente deteriore. L'onere di fornire tale prova specifica ricade sul ricorrente, onere che in questo caso non è stato soddisfatto.
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Lavoro agricolo e onere della prova: la Cassazione
Una lavoratrice agricola si è vista negare il riconoscimento di 101 giornate lavorative. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo un principio chiave sul lavoro agricolo e onere della prova: se l'ente previdenziale cancella l'iscrizione dagli elenchi, spetta interamente al lavoratore dimostrare l'esistenza, la durata e l'onerosità del rapporto di lavoro. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sul procedimento amministrativo (L. 241/1990), inclusi l'obbligo di motivazione e i limiti temporali all'autotutela, non si applicano a questi atti, poiché i diritti previdenziali sorgono direttamente dalla legge in base a presupposti di fatto.
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