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Giurisprudenza Civile

Usi civici: giurisdizione del Commissario speciale
Una società energetica, succeduta a un ente ferroviario statale, si opponeva alla richiesta di un Comune di reintegrare alcuni terreni espropriati nel 1932 ma gravati da usi civici. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha risolto la questione di giurisdizione, stabilendo che la competenza a decidere sulla natura dei terreni e sulla legittimità dell'esproprio spetta al Commissario per la liquidazione degli usi civici. La Corte ha chiarito che la controversia sull'espropriabilità di tali beni investe direttamente l'accertamento della loro natura giuridica ('qualitas soli'), materia riservata alla giurisdizione speciale del Commissario.
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Ordinanza inesistente: la Cassazione corregge sé stessa
Una cittadina ricorre in Cassazione per un errore nella liquidazione delle spese legali. La Corte emette un'ordinanza che, per un errore materiale, contiene la motivazione e la decisione di un'altra causa. A seguito del ricorso per revocazione, la Suprema Corte non si limita a correggere l'errore, ma dichiara la precedente ordinanza giuridicamente inesistente, definendola un "simulacro di provvedimento". Successivamente, decide nel merito il ricorso originario, accogliendolo e cassando la sentenza d'appello sul punto delle spese legali per violazione dei minimi tariffari.
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Indennità di risoluzione agente: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13946/2024, ha stabilito che l'indennità di risoluzione agente spetta anche in caso di recesso non motivato da giusta causa, se un accordo collettivo prevede condizioni più favorevoli rispetto alla legge. La Corte ha inoltre dichiarato nullo un patto di non concorrenza perché troppo generico e non conforme ai requisiti dell'art. 1751 bis c.c., accogliendo così le ragioni dei subagenti contro l'agenzia generale preponente.
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Foro erariale: la competenza per debiti della P.A.
Un consorzio in stato di fallimento ha impugnato una decisione del Tribunale di una grande città che negava la propria competenza in una causa contro una Pubblica Amministrazione. La Corte di Cassazione, applicando il principio del foro erariale, ha annullato la decisione, stabilendo che per i debiti pecuniari degli enti pubblici la competenza spetta al tribunale del luogo in cui si trova l'ufficio di tesoreria dell'ente debitore.
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Revocazione ordinanza cassazione: l’errore di fatto
La Cassazione respinge un ricorso per la revocazione di una propria ordinanza, escludendo l'errore di fatto. Il caso riguardava una richiesta di usucapione respinta nei gradi di merito. La Corte chiarisce che la revocazione ordinanza cassazione non può essere usata per ottenere un riesame nel merito o per criticare l'attività interpretativa dei giudici.
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Retribuzione feriale: sì alle indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità accessorie intrinsecamente collegate alle mansioni, come l'indennità di assenza dalla residenza e il premio irregolarità. Escluderle crea un deterrente illegittimo alla fruizione delle ferie, violando la normativa europea. La decisione conferma che lo stipendio durante le vacanze deve essere paragonabile a quello dei periodi lavorativi.
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Decorrenza interessi indennizzo: la decisione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13903/2024, ha stabilito che la decorrenza interessi indennizzo e della rivalutazione monetaria, in caso di riliquidazione giudiziale di un indennizzo per beni persi all'estero, parte dalla data della domanda giudiziale. Viene rigettata la tesi dei ricorrenti che chiedevano una decorrenza anteriore, basata su presunti atti di costituzione in mora non tempestivamente prodotti nel processo. La Corte ha ribadito che il giudizio di rinvio ha una natura "chiusa" e non ammette, di norma, la produzione di nuove prove.
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Proroga trattenimento straniero: la Cassazione decide
Un cittadino straniero ha impugnato la proroga del suo trattenimento in un centro per i rimpatri, lamentando la mancata diligenza dell'amministrazione. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sui requisiti per la concessione della proroga trattenimento straniero, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, sospendendo di fatto la decisione finale.
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Retrocessione esproprio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che chiedevano la restituzione di un terreno espropriato e non utilizzato per la costruzione di un'opera pubblica. Il punto centrale della decisione riguarda il calcolo della prescrizione del diritto alla retrocessione esproprio. La Corte ha stabilito che, se la dichiarazione di pubblica utilità è stata emessa prima dell'entrata in vigore del Testo Unico sull'Espropriazione (D.P.R. 327/2001), continua ad applicarsi la vecchia normativa (legge 2359/1865). Di conseguenza, il diritto dei ricorrenti era già prescritto al momento dell'avvio dell'azione legale.
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Giurisdizione scorrimento graduatoria: chi decide?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia sull'assunzione da una graduatoria esistente rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, e non di quello ordinario, quando la Pubblica Amministrazione decide di indire un nuovo concorso invece di procedere allo scorrimento. Questa scelta, essendo espressione di potere discrezionale organizzativo, configura in capo al candidato un interesse legittimo e non un diritto soggettivo. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sulla giurisdizione scorrimento graduatoria nel pubblico impiego.
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Indennizzo beni ex Jugoslavia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un erede che chiedeva un integrale indennizzo per i beni di famiglia persi nei territori ceduti alla ex Jugoslavia. La Corte ha confermato la prescrizione dei diritti derivanti dalle leggi più datate (L. 135/85 e L. 98/94) e ha ribadito che la L. 137/2001 ha istituito un diritto all'indennizzo nuovo e autonomo, non una revisione dei precedenti. È stato inoltre negato il diritto a un indennizzo pieno a valore di mercato, affermando che le misure legislative in materia di indennizzo beni ex Jugoslavia si fondano su un principio di solidarietà nazionale e non su un obbligo risarcitorio dello Stato italiano.
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Sospensione necessaria e brevetto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13923/2024, ha stabilito che il giudizio per contraffazione di brevetto deve essere obbligatoriamente sospeso se è pendente un'altra causa sulla nullità dello stesso brevetto. Questa sospensione necessaria è obbligatoria finché il giudizio sulla nullità si trova in primo grado, per evitare decisioni contrastanti. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda produttrice, confermando che la validità del brevetto è una questione pregiudiziale che deve essere decisa prima di poter valutare la contraffazione.
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Cessata la materia del contendere: cosa succede?
Un'amministrazione comunale ha presentato ricorso alla Corte Suprema contro un cittadino per una questione di esenzione dall'imposta municipale. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato la 'cessata la materia del contendere', specificando che tale dichiarazione priva di efficacia la sentenza precedentemente impugnata, poiché l'accordo tra le parti diventa l'unica fonte che regola la controversia.
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Obbligo di indennizzo assicuratore: quando sorge?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13897/2024, ha chiarito un punto cruciale sull'obbligo di indennizzo dell'assicuratore. Un professionista, a seguito di un errore che ha causato un danno ai suoi clienti, ha richiesto l'intervento della propria assicurazione di responsabilità civile. L'assicurazione è rimasta inerte. La Corte ha stabilito che l'obbligo dell'assicuratore di tenere indenne l'assicurato sorge al momento del verificarsi del fatto dannoso e non è subordinato al preventivo pagamento del danno al terzo da parte dell'assicurato. L'inerzia dell'assicuratore, a fronte di una denuncia di sinistro e di una responsabilità non seriamente contestabile, costituisce un inadempimento che giustifica la condanna al pagamento dell'indennizzo direttamente all'assicurato.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13888/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza. Il caso nasce da una disputa ereditaria tra fratelli, avente ad oggetto la presunta donazione dissimulata di quote societarie. La Corte ha stabilito che l'ordinanza del tribunale di primo grado, che rigetta l'eccezione di incompetenza e dispone la prosecuzione del giudizio, non ha natura decisoria e definitiva. Pertanto, non può essere impugnata con il regolamento di competenza, che è riservato solo ai provvedimenti che risolvono la questione in modo incontrovertibile.
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Credito fiscale e fallimento: la Cassazione chiarisce
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto l'ammissione di un credito fiscale al passivo di un fallimento. Il Tribunale lo ha ritenuto prescritto per mancata emissione di una nuova cartella dopo un contenzioso. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che le sentenze tributarie definitive costituiscono titolo sufficiente per provare il credito e interrompono la prescrizione, rendendo non necessaria una nuova cartella.
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Diritto di abitazione e confessione stragiudiziale
In una disputa ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito che la confessione stragiudiziale di una donazione, confermata da una missiva successiva, non può essere revocata da una semplice negazione. Inoltre, ha riaffermato l'ampiezza del diritto di abitazione del coniuge superstite, che include la facoltà di ospitare un figlio nell'immobile familiare senza dover corrispondere indennità agli altri coeredi. L'ordinanza accoglie il ricorso incidentale su questo punto e rigetta quello principale sulla donazione.
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Riscatto pensione: quando matura il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13925/2024, ha respinto il ricorso di un ex dipendente che chiedeva un ricalcolo del riscatto della pensione complementare. La Corte ha stabilito che il diritto al riscatto pensione sorge al momento della cessazione del rapporto di lavoro, e non quando si maturano i requisiti per la pensione statale. Di conseguenza, il calcolo della somma da liquidare deve basarsi sui dati certi al momento della cessazione del lavoro, come il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, e non su requisiti contributivi futuri e incerti.
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Prova presuntiva del credito nel fallimento: la Cassazione
La Cassazione conferma che la titolarità di un credito in un fallimento può essere dimostrata tramite prova presuntiva, anche se l'atto di cessione originale (richiedente forma scritta) non viene prodotto. L'esistenza del trasferimento è un fatto storico provabile con altri indizi, come atti di fusione successivi e visure camerali. Il ricorso del fallimento è stato respinto.
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Inammissibilità del ricorso: no al riesame del merito
Un consorzio per la gestione dei rifiuti ha citato in giudizio un commissario governativo per il rimborso dei costi, basandosi su un accordo specifico. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, legando il rimborso alla disponibilità di fondi dedicati. La Corte di Cassazione ha successivamente dichiarato l'inammissibilità del ricorso, stabilendo che le argomentazioni del consorzio non costituivano motivi di legittimità, ma un tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti e del contratto, attività preclusa nel giudizio di cassazione.
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