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Giurisprudenza Civile

Riposo compensativo: non può coincidere con festività
La Cassazione chiarisce che il riposo compensativo per lavoro domenicale è un diritto distinto dal riposo per festività. È illegittimo per il datore di lavoro collocare tale riposo in un giorno festivo, annullando di fatto uno dei due diritti. I lavoratori hanno diritto a un giorno di riposo aggiuntivo.
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Credito postegato: compensazione nel fallimento?
La Corte di Cassazione esamina il caso di soci che chiedono la compensazione del loro credito postergato verso la società fallita con un proprio debito. A causa della novità e della complessità della questione, che contrappone il diritto alla compensazione (art. 56 L.F.) alla norma sulla postergazione dei finanziamenti soci (art. 2467 c.c.), la Corte non decide nel merito ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. La decisione del Tribunale, che aveva negato la compensazione per il credito postergato, è quindi in attesa di una pronuncia definitiva.
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Opposizione precetto: sospesa esecuzione eccessiva
Un terzo pignorato, che aveva dichiarato un debito di circa 90.000 euro in una procedura esecutiva, ha proposto opposizione a un atto di precetto per un importo quasi triplo. Il Tribunale ha accolto l'istanza di sospensione parziale, affermando che l'obbligo del terzo è limitato a quanto dichiarato in quella specifica procedura. La decisione chiarisce che il creditore non può pretendere somme basate su dichiarazioni rese in altri e distinti procedimenti. La sospensione è stata quindi concessa per l'importo eccedente la dichiarazione originaria.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da una Pubblica Amministrazione contro l'erede di un ex dipendente per ferie non godute. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, anziché a denunciare reali violazioni di legge. La decisione sottolinea l'importanza di formulare correttamente i motivi del ricorso e di rispettare il giudicato formatosi in precedenza.
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Esclusività pubblico impiego e obblighi di comunicazione
Un dipendente di un ente previdenziale è stato sanzionato per non aver comunicato un incarico esterno. La Cassazione ha confermato la sanzione, ribadendo l'importanza del principio di esclusività pubblico impiego e l'obbligo di preventiva comunicazione per consentire al datore di lavoro di valutare eventuali incompatibilità, a prescindere dalla gratuità dell'incarico.
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Errore materiale: la Cassazione corregge l’ordinanza
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 14895/2024, ha disposto la correzione di un errore materiale presente in un suo precedente provvedimento. L'errore consisteva in una frase palesemente estranea e priva di senso logico inserita nel testo della motivazione. La Corte ha ordinato la sua eliminazione, specificando che tale intervento non modifica in alcun modo né le ragioni di fondo né la decisione finale della causa tra un privato e un ente pubblico.
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Confessione stragiudiziale: la prova di proprietà
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito in una causa sulla proprietà di tre dipinti di valore. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, ribadendo che una confessione stragiudiziale contenuta in un documento scritto e non revocata costituisce prova piena della proprietà, precludendo una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità. La sentenza chiarisce anche i limiti del sindacato della Cassazione in presenza di una "doppia conforme" e l'autonomia del giudice civile nella quantificazione del danno rispetto al processo penale.
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Usucapione abbreviata: no se acquisti dal vero proprietario
La Corte di Cassazione stabilisce che l'usucapione abbreviata non è configurabile quando l'acquisto di un immobile avviene dal legittimo proprietario, anche in presenza di una precedente trascrizione di una domanda giudiziale volta a ottenere il trasferimento dello stesso bene. La sentenza che accoglie tale domanda ha efficacia 'ex nunc' (dal momento della decisione), trasferendo la proprietà solo quando diventa definitiva. Di conseguenza, l'acquisto non può essere considerato 'a non domino', requisito essenziale per l'usucapione abbreviata.
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Sanzioni amministrative: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di sanzioni amministrative irrogate da un'autorità di vigilanza bancaria a un ex componente del collegio sindacale di un istituto di credito. Il ricorso, basato sulla presunta irragionevolezza e sproporzione della sanzione, è stato respinto. La Corte ha chiarito che la proporzionalità va valutata in relazione al massimo edittale previsto dalla legge, non al minimo. Inoltre, ha ribadito che l'esito di giudizi separati riguardanti altri soggetti coinvolti non può essere utilizzato come metro di paragone e che la censura per omesso esame di un fatto decisivo richiede l'individuazione di uno specifico fatto storico trascurato dal giudice di merito.
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Frazionamento del credito: Cassazione attende le SU
Una società cooperativa ha contestato l'abusivo frazionamento del credito per compensi professionali da parte di un avvocato. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema, ha sospeso il giudizio. La Corte attende la decisione delle Sezioni Unite per chiarire se tale pratica comporti l'improponibilità della domanda o solo conseguenze sulle spese processuali.
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Frazionamento del credito: la Cassazione si interroga
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato alle Sezioni Unite la questione sulle conseguenze del frazionamento del credito. Il caso nasce da un ricorso per il pagamento di compensi professionali, a cui la parte debitrice si è opposta sollevando l'abusivo frazionamento del credito da parte del professionista. Data l'esistenza di un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte ha ritenuto necessario un intervento chiarificatore per stabilire se tale pratica comporti l'improponibilità della domanda o solo conseguenze sulla ripartizione delle spese processuali.
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Prova del credito nel fallimento: l’onere del fornitore
Un fornitore di energia si è visto respingere la richiesta di ammissione al passivo fallimentare di una società cliente. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che né le fatture commerciali né un decreto ingiuntivo non definitivo costituiscono adeguata prova del credito nel fallimento. L'onere di dimostrare l'effettiva esecuzione della fornitura ricade interamente sul creditore, specialmente nei confronti del curatore, considerato un terzo estraneo al rapporto contrattuale.
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Ferie non godute: spetta l’indennità anche senza prove
Una dirigente medico, dopo le dimissioni volontarie, ha chiesto il pagamento dell'indennità per ferie non godute. L'azienda ospedaliera si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando il diritto della lavoratrice. La Corte ha stabilito che la prova dell'impossibilità di fruire delle ferie può essere fornita anche tramite testimoni, senza necessità di richieste o dinieghi scritti, e ha ribadito importanti principi procedurali sui motivi di ricorso.
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Sanzione Disciplinare: Quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una dipendente pubblica contro una sanzione disciplinare di 14 giorni di sospensione. I motivi, incentrati sulla proporzionalità della sanzione e su vizi di motivazione, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che non è possibile sollevare questioni nuove in sede di legittimità né richiedere un riesame dei fatti, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Decadenza azione disciplinare: quando scattano i termini?
Un dipendente pubblico, sanzionato con la sospensione, ha impugnato il provvedimento sostenendo la decadenza dell'azione disciplinare per superamento dei termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il termine per contestare l'illecito non decorre dai primi accertamenti ispettivi, ma dal momento in cui l'ufficio competente acquisisce una "notizia di infrazione" completa e dettagliata, idonea a formulare un addebito preciso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Inammissibilità ricorso: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di una socia che chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di un credito di 25.000 euro. Il rigetto si fonda sulla carenza di specificità dei motivi di appello, che non hanno criticato puntualmente la ratio decidendi della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che il ricorso non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni dei gradi precedenti, ma deve individuare e contestare specifici errori di diritto.
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Responsabilità collegio sindacale: doveri e oneri
La Corte di Cassazione conferma la sanzione irrogata dall'Organo di Vigilanza a un membro del collegio sindacale di un istituto di credito. La decisione sottolinea la gravità dell'omessa vigilanza attiva, anche su problematiche preesistenti, e ribadisce che la responsabilità del collegio sindacale non è esclusa dalla non vincolatività dei pareri di una banca tutor. L'ordinanza chiarisce che spetta al sindaco sanzionato provare di aver agito senza colpa.
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Termine decadenziale contributi: la Cassazione decide
Una professionista si è opposta a una richiesta di pagamento di contributi previdenziali. La sua domanda per un versamento ridotto era stata respinta per superamento del termine decadenziale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione precedente, stabilendo che il termine decadenziale imposto dall'ente previdenziale era illegittimo perché rendeva eccessivamente difficile l'esercizio del diritto della contribuente, violando l'articolo 2965 del Codice Civile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Cancellazione albo: decorrenza e diritto alla pensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della cancellazione dall'albo professionale dipende dalla volontà dell'iscritto. Un ente previdenziale non può contestare la data se l'ordine professionale l'ha confermata, anche a distanza di anni, e se i contributi relativi al periodo contestato sono stati regolarmente accettati. La decisione conferma il diritto alla pensione di una professionista.
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Conguaglio espropriazione: quando non è dovuto
La richiesta di un Comune per un conguaglio espropriazione verso i membri di cooperative edilizie è stata respinta. La Cassazione ha confermato che la pretesa è infondata se l'ente non ha mai effettivamente pagato tale somma al proprietario originario dei terreni. La decisione si basa sul principio del pareggio economico e sull'inammissibilità di un ricorso che non contesta tutte le ragioni autonome della sentenza impugnata.
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