LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto Immobiliare

Riassunzione processo esecutivo: quando scattano i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla riassunzione del processo esecutivo sospeso in attesa della divisione di un bene pignorato. La controversia nasceva dalla richiesta di estinzione di una procedura esecutiva, basata sul presunto decorso del termine semestrale per la riassunzione. La Corte ha chiarito che tale termine non decorre dalla sentenza che si limita a dichiarare lo scioglimento della comunione, ma dalla decisione che definisce l'intero giudizio di divisione, rendendo esecutivo il progetto. Di conseguenza, la procedura esecutiva non era estinta, poiché il giudizio di divisione non era ancora concluso. La Corte ha quindi accolto il ricorso del creditore, annullando la decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato estinta l'esecuzione.
Continua »
Compenso CTU: no a vacazioni se il valore è incerto
Una società di costruzioni ha impugnato la liquidazione del compenso di un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), calcolato con il criterio a tempo (vacazioni) a causa dell'incertezza sul valore della causa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il criterio a vacazioni è puramente residuale e non può essere applicato solo per la difficoltà di determinare il valore. Il giudice deve prima tentare di ricavare tale valore dagli atti di causa. L'ordinanza è stata cassata anche per mancanza di motivazione sull'elevato numero di ore riconosciute al consulente.
Continua »
Responsabilità precontrattuale: quando si può recedere
Una società immobiliare ha citato in giudizio un ente pubblico per responsabilità precontrattuale a seguito del fallimento di una trattativa durata oltre un decennio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado, negando il risarcimento del danno. È stato stabilito che l'ente non aveva mai generato un legittimo affidamento sulla conclusione del contratto, rendendo il suo recesso dalle negoziazioni un atto legittimo.
Continua »
Assegnazione canoni locazione e pignoramento immobiliare
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta il complesso tema dell'assegnazione canoni locazione. Il caso riguarda il conflitto tra un creditore, che aveva ottenuto un'ordinanza di assegnazione su canoni di affitto futuri, e un altro creditore che aveva successivamente pignorato l'immobile da cui provenivano tali canoni. Il Tribunale aveva dato ragione al primo creditore, considerando l'assegnazione come un trasferimento di proprietà del credito. La Cassazione, riconoscendo la 'particolare rilevanza' della questione giuridica, non decide nel merito ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, al fine di chiarire se i canoni maturati dopo il pignoramento immobiliare spettino al creditore assegnatario o rientrino nella procedura esecutiva immobiliare.
Continua »
Servitù coattiva: quando la motivazione è apparente
Una disputa su un confine immobiliare approda in Cassazione. La Corte chiarisce la differenza tra azione di regolamento di confini e accertamento contrattuale, rigettando le doglianze sulla proprietà. Tuttavia, accoglie il ricorso in tema di servitù coattiva, cassando la decisione d'appello per 'motivazione apparente', in quanto il giudice non aveva spiegato adeguatamente le ragioni del rigetto della domanda di passaggio, specie in relazione all'accesso per persone con disabilità.
Continua »
Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Un avvocato ricorre in Cassazione contro la riduzione del compenso liquidato a un CTU. Durante il giudizio, una sentenza definitiva nel merito pone le spese a carico della parte soccombente, che rimborsa l'avvocato. La Cassazione dichiara quindi il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il ricorrente ha già ottenuto quanto richiesto, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
Continua »
Compenso professionista delegato: la riduzione del 60%
La Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di ridurre del 60% il compenso del professionista delegato in un'esecuzione immobiliare. La Corte ha ritenuto che la valutazione sulla semplicità dell'attività spetti al giudice di merito, purché la motivazione rispetti il 'minimo costituzionale' e non sia meramente apparente.
Continua »
Regolamento di confini: poteri del giudice e prove
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice nell'azione di regolamento di confini, affermando che può utilizzare ogni mezzo di prova, inclusa la CTU, per determinare la linea di demarcazione. Il caso riguardava uno sconfinamento edilizio ai danni di un ente ecclesiastico. La Corte ha rigettato il ricorso principale della proprietaria che contestava l'accertamento, ma ha accolto parzialmente il ricorso incidentale dell'ente per un'omessa pronuncia su un impianto di condizionamento.
Continua »
Servitù di veduta: quando le nuove finestre sono lecite
Un proprietario di immobile è stato citato in giudizio per la creazione di nuove finestre e l'installazione di una canna fumaria. La Corte d'Appello, riformando la decisione iniziale, ha stabilito che le nuove finestre erano legittime in virtù di una preesistente servitù di veduta da un terrazzo, che non risultava sostanzialmente aggravata. Tuttavia, ha confermato l'ordine di rimozione della canna fumaria, in quanto invadeva illegalmente la proprietà confinante. La sentenza chiarisce anche che la vendita dell'immobile durante la causa non fa venir meno la legittimazione ad agire del venditore.
Continua »
Servitù di scolo: serre e aggravamento del deflusso
La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, negando l'esistenza di una servitù di scolo a favore di un fondo con serre. La costruzione ha aggravato il deflusso delle acque, e l'eccezione di usucapione è stata respinta per tardività. L'art. 913 c.c. tutela esclusivamente il deflusso naturale, non quello modificato da opere umane.
Continua »
Compenso per espropriazione: i nuovi parametri
Un professionista ha impugnato la liquidazione del suo compenso per una perizia di stima in una procedura di espropriazione, contestando sia l'autorità della società concessionaria a liquidare, sia i criteri di calcolo utilizzati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimazione della società in quanto autorità espropriante delegata e stabilendo che, a seguito dell'abolizione delle tariffe professionali, il compenso per espropriazione deve essere calcolato secondo i parametri del D.M. 140/2012 e non più con le vecchie tariffe. Il criterio a vacazioni è stato ritenuto solo residuale.
Continua »
Giurisdizione consumatore: sito web non basta
La Corte di Cassazione stabilisce che la semplice accessibilità di un sito web dall'estero non è sufficiente a radicare la giurisdizione nel paese di residenza del consumatore. Per applicare il foro del consumatore, l'attività del professionista deve essere intenzionalmente 'diretta' verso quello specifico Stato. Nel caso di specie, un agente immobiliare italiano ha legittimamente agito in Italia contro un cliente austriaco, nonostante questi lo avesse contattato tramite il suo sito web.
Continua »
Proprietà esclusiva garage: la prenotazione vince
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prenotazione di un garage a favore di un socio di una cooperativa edilizia crea un titolo idoneo a garantirne la proprietà esclusiva. Tale prenotazione prevale sulla presunzione di bene comune al momento della costituzione del condominio. La Corte ha annullato la decisione d'appello che, d'ufficio e in assenza di una specifica domanda delle parti, aveva dichiarato nullo l'atto di acquisto del garage ritenendolo bene condominiale. Questo caso sottolinea l'importanza del titolo originario di assegnazione e il limite del potere decisionale del giudice (principio del chiesto e pronunciato).
Continua »
Ripartizione spese riscaldamento: No a quote fisse
In una lunga controversia tra due condomini e il loro condominio, la Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di una delibera che imponeva una quota fissa del 20% per le spese di riscaldamento. La sentenza ribadisce il principio fondamentale secondo cui la ripartizione spese riscaldamento, in presenza di sistemi di contabilizzazione del calore, deve avvenire esclusivamente in base al consumo effettivo. Anche i condomini distaccatisi dall'impianto centrale devono contribuire solo alle spese effettive di manutenzione e conservazione, non a quote forfettarie. Il caso è stato rinviato alla Corte di Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
Continua »
Responsabilità precontrattuale: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità precontrattuale di un venditore che ha interrotto le trattative per la vendita di un immobile. La decisione si fonda sulla constatazione che le parti non avevano mai raggiunto un accordo su un punto essenziale del contratto: la richiesta dell'acquirente di inserire una condizione sospensiva legata all'ottenimento di permessi edilizi, sempre rifiutata dal venditore. Secondo la Corte, in assenza di accordo su elementi chiave, non si forma un legittimo affidamento sulla conclusione del contratto, rendendo lecita l'interruzione delle negoziazioni.
Continua »
Sopraelevazione in condominio: limiti e differenze
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18036/2024, ha chiarito la distinzione fondamentale tra la modifica delle parti comuni e la vera e propria sopraelevazione in condominio. Il caso riguardava la realizzazione di abbaini e un lucernario sul tetto da parte del proprietario dell'ultimo piano. La Corte ha stabilito che tali opere, se comportano l'appropriazione di parti comuni come il tetto, non rientrano nel diritto di sopraelevazione ma costituiscono un'innovazione vietata. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questa distinzione e sulla verifica della sicurezza statica dell'edificio.
Continua »
Presunzione di condominialità: il suolo è di tutti?
In una controversia sulla proprietà del sottosuolo di un complesso immobiliare, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito. I giudici avevano escluso la natura comune del suolo basandosi solo sull'interpretazione del regolamento. La Suprema Corte ha invece ribadito che il punto di partenza deve essere sempre la presunzione di condominialità del suolo stabilita dall'art. 1117 c.c. Tale presunzione può essere vinta solo da un'espressa riserva di proprietà contenuta nel primo atto di vendita che ha dato origine al condominio, documento che i giudici di merito non avevano correttamente individuato e analizzato.
Continua »
Delibera condominiale annullabile: il caso Cassazione
Una società costruttrice, esentata dal pagamento delle spese condominiali per le unità invendute da un regolamento contrattuale, si è vista addebitare tali costi da una delibera assembleare. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale delibera non è nulla, ma si tratta di una delibera condominiale annullabile. Di conseguenza, doveva essere impugnata entro il termine di 30 giorni, altrimenti diventa definitiva. La ripetizione della violazione in più delibere non trasforma il vizio in nullità.
Continua »
Modifica servitù di passaggio: l’accordo è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18004/2024, ha stabilito che un accordo scritto per la modifica servitù di passaggio, completo di planimetria, costituisce un contratto definitivo e vincolante. La parte che ha sottoscritto l'accordo non può rifiutarsi di adempiere, essendo obbligata a realizzare il nuovo percorso a proprie spese. La Corte ha rigettato il ricorso della proprietaria del fondo servente, che sosteneva la natura meramente preliminare e indeterminata dell'accordo, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Legittimazione processuale condominio: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18003/2024, ha stabilito principi fondamentali sulla legittimazione processuale del condominio. Ha chiarito che i singoli condomini possono agire per tutelare i beni comuni in modo concorrente con l'amministratore. Inoltre, ha precisato che un giudice non può sindacare incidentalmente la validità di una delibera assembleare annullabile e che, in caso di difetto di autorizzazione, deve essere concesso un termine per la regolarizzazione.
Continua »