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Diritto del Lavoro

Appello Indennità Accompagnamento: Quando è Ammesso?
Una cittadina si vede negare l'indennità di accompagnamento perché assente alla visita medica, ma la convocazione era arrivata tardi. La Corte d'Appello ribalta la decisione, stabilendo un importante principio sull'ammissibilità dell'appello per indennità di accompagnamento quando non si è svolto l'accertamento tecnico preventivo e riconosce il diritto alla prestazione.
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Superiore inquadramento: l’onere della prova del lavoratore
Una lavoratrice di un'emittente televisiva ha richiesto il riconoscimento di un superiore inquadramento da 'assistente alla regia' a 'aiuto regista'. La sua domanda è stata rigettata in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17216/2024, ha confermato la decisione, sottolineando che l'onere della prova grava interamente sul lavoratore. La semplice menzione della qualifica superiore nei titoli di coda dei programmi non è stata ritenuta una prova sufficiente, in assenza di una dimostrazione concreta della prevalenza delle mansioni rivendicate.
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Onere della prova demansionamento: la Cassazione decide
Un lavoratore ha citato in giudizio la sua azienda, un'importante emittente radiotelevisiva, chiedendo il riconoscimento di mansioni superiori e il risarcimento per demansionamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che l'onere della prova del demansionamento spetta al dipendente. Quest'ultimo deve fornire allegazioni specifiche sulla natura e le caratteristiche del pregiudizio subito, non essendo sufficiente una generica denuncia di inattività per ottenere il risarcimento.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una lavoratrice aveva citato in giudizio una società di radiotelevisione per ottenere il riconoscimento di mansioni superiori e il risarcimento del danno. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso e la società ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti che prevedeva anche la compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, ha stabilito che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Danno da dequalificazione: la prova spetta al lavoratore
Un lavoratore ha citato in giudizio un'azienda automobilistica per dequalificazione professionale. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta di risarcimento, sostenendo che non erano stati allegati fatti specifici a sostegno del danno subito. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e sottolineando che per ottenere un risarcimento per danno da dequalificazione è fondamentale fornire fin dall'inizio allegazioni precise sul pregiudizio patito, non essendo sufficiente la sola prova del demansionamento.
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Inquadramento superiore: quando è inammissibile il ricorso
Un lavoratore di un'azienda di trasporti ha richiesto un inquadramento superiore, ma la sua domanda è stata respinta in appello per mancanza di autonomia e competenza professionale elevata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso del lavoratore inammissibile perché mirava a una rivalutazione delle prove testimoniali, compito che non spetta al giudice di legittimità.
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Interpretazione accordo aziendale: i limiti in Cassazione
L'appello di una società di trasporti contro la promozione di un dipendente, basata su accordi aziendali, viene respinto. La Corte di Cassazione ribadisce che l'interpretazione accordo aziendale spetta ai tribunali di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, a meno che non emergano vizi logici o violazioni delle norme di ermeneutica. Il ricorso è stato considerato un mero tentativo di sostituire un'interpretazione con un'altra.
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Omesso esame di un fatto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale che aveva negato a un lavoratore l'ammissione del suo credito T.F.R. allo stato passivo dell'ex datore di lavoro. Il motivo del rigetto era un presunto debito del lavoratore verso una finanziaria. La Cassazione ha rilevato che il Tribunale ha commesso un errore di omesso esame di un fatto, ignorando un documento cruciale che provava l'estinzione anticipata di tale debito. Tale documento, se esaminato, avrebbe cambiato l'esito della decisione. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Pensione di reversibilità: no all’esclusione per età
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che negava la pensione di reversibilità alla vedova di un ex sportivo. L'ente previdenziale si basava su una clausola che escludeva il diritto se il matrimonio era avvenuto dopo i 50 anni dell'iscritto. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato non considerando le eccezioni previste nella stessa clausola, come la durata del matrimonio, ordinando un nuovo esame del caso.
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Scissione societaria e debiti: responsabilità illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17188/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di scissione societaria. La Corte ha chiarito che i debiti previdenziali e assistenziali, al pari di quelli tributari, comportano una responsabilità solidale e illimitata per tutte le società coinvolte nell'operazione. Questa decisione deroga alla regola generale del codice civile che limita la responsabilità della società beneficiaria al valore del patrimonio netto trasferito. Inoltre, la Corte ha ribadito che l'eccezione di limitazione della responsabilità deve essere sollevata entro il termine perentorio di 40 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, pena l'inammissibilità dell'opposizione.
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Lavoro subordinato: come riconoscerlo in concreto
Una psichiatra, formalmente legata da un contratto di collaborazione, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Cassazione ha confermato che le modalità effettive di svolgimento della prestazione, come il rispetto di turni e direttive, prevalgono sul nome del contratto. Tuttavia, ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per errori nel calcolo del risarcimento e per non aver considerato i guadagni percepiti dalla lavoratrice dopo il licenziamento (aliunde perceptum).
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Domanda amministrativa: errore non la rende nulla
Un cittadino si è visto negare la trasformazione della sua prestazione previdenziale in pensione perché ha inviato la richiesta via PEC anziché tramite il canale telematico imposto dall'ente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17159/2024, ha stabilito che un mero errore nella modalità di trasmissione della domanda amministrativa non ne causa l'improponibilità, a condizione che l'istanza giunga a conoscenza dell'ente e sia idonea a manifestare la pretesa. La sentenza di appello è stata annullata con rinvio.
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Correzione errore materiale: cosa fare se la sentenza?
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. L'errore riguardava l'errata indicazione dei nominativi dei magistrati componenti il collegio giudicante. La Corte, agendo d'ufficio, ha disposto la rettifica dell'epigrafe del provvedimento, sostituendo i nomi errati con quelli corretti dei giudici che avevano effettivamente composto il collegio. Questa decisione sottolinea l'importanza del meccanismo di correzione per garantire l'accuratezza formale degli atti giudiziari.
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Obbligo di assunzione: vale il capitolato d’appalto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'azienda al risarcimento per non aver assunto un lavoratore dopo un cambio appalto. La decisione si fonda sull'obbligo di assunzione previsto non dal CCNL, ma da una clausola specifica e più ampia del capitolato speciale d'appalto, volta a salvaguardare i posti di lavoro della precedente società in liquidazione. Il ricorso dell'azienda è stato respinto perché non coglieva la vera ragione giuridica della decisione della Corte d'Appello.
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Clausola sociale appalti: vale il contratto di servizio
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di assunzione per un'azienda subentrante in un appalto pubblico, basando la decisione non sul contratto collettivo, ma su una specifica clausola sociale appalti inserita nel capitolato d'appalto con il Comune. Questa clausola, volta a salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti della precedente società, è stata ritenuta un obbligo contrattuale autonomo e vincolante per la nuova impresa.
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Sospensione feriale termini: quando non si applica
Un ex funzionario pubblico ha citato in giudizio un ente regionale per ottenere il trattamento di fine mandato e il versamento di contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato in ritardo. La decisione chiarisce che la sospensione feriale termini non è applicabile alle controversie di natura previdenziale, come quella in esame, rendendo l'appello tardivo.
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Fondo di garanzia TFR: obbligo anche post-cessione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di garanzia TFR dell'INPS è tenuto a corrispondere l'intero trattamento di fine rapporto ai lavoratori, anche per la quota maturata prima di una cessione d'azienda. L'obbligo scatta quando il nuovo datore di lavoro (cessionario) diventa insolvente, poiché è questo evento a rendere esigibile il credito. La Corte ha inoltre chiarito che l'obbligazione del Fondo non è sussidiaria, quindi i lavoratori non sono tenuti a rivalersi prima sull'originario datore di lavoro (cedente).
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Iscrizione fondo pensione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17111/2024, ha stabilito che l'iscrizione a un fondo pensione integrativo è illegittima se la legge la subordina all'emanazione di un decreto ministeriale attuativo, e tale decreto non è mai stato pubblicato. Anche se l'ente previdenziale ha effettuato per anni le trattenute, ciò non sana l'irregolarità. La Corte ha quindi ritenuto legittima la cancellazione retroattiva dei lavoratori dal fondo, specificando che in assenza del decreto, i lavoratori vantavano solo un'aspettativa e non un diritto pieno all'iscrizione fondo pensione.
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Clausola di salvaguardia: sì ai docenti precari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione statale, confermando il diritto di una docente a tempo determinato alla progressione economica basata sull'anzianità di servizio, equiparandola a quella del personale di ruolo. La Corte ha stabilito che escludere i lavoratori a termine dai benefici della clausola di salvaguardia prevista dal CCNL viola il principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea, poiché le esigenze di bilancio non costituiscono una giustificazione oggettiva per la disparità di trattamento.
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Lavoro straordinario: pagamento anche senza autorizzazione
Un operatore sanitario ha prestato ore extra per un servizio di "dialisi estiva" senza essere retribuito per un certo periodo. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale attività costituisce lavoro straordinario e deve essere compensata, in quanto svolta con il consenso del datore di lavoro, anche in assenza di autorizzazione formale. Il diritto alla giusta retribuzione, sancito dall'art. 36 della Costituzione, prevale sulle irregolarità procedurali.
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