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Doppia Incriminazione e MAE: Evasione Fiscale Rumena, Consegna Convalidata

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno condannato per evasione fiscale nel suo paese, confermando la sua consegna alle autorità rumene tramite Mandato di Arresto Europeo. La questione centrale riguardava la doppia incriminazione: se il reato fosse punibile anche in Italia. La Corte ha chiarito che per i reati fiscali non è necessaria una perfetta corrispondenza tra le leggi dei due Stati, ma basta che il fatto sia considerato reato in entrambi gli ordinamenti, indipendentemente dalle soglie di punibilità o dalla denominazione del tributo. Il Condannato non ha fornito prove che l’evasione fosse sotto la soglia penale italiana.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. Feriale Num. 31270 Anno 2022 (Cass. pen. sez. feriale n. 31270/2022)

Il Principio di Doppia Incriminazione nel Mandato di Arresto Europeo

Il Mandato di Arresto Europeo (MAE) è uno strumento cruciale per la cooperazione giudiziaria tra i paesi dell’Unione Europea. Esso permette la consegna rapida di persone ricercate per l’esecuzione di una pena o per un procedimento penale. Un principio fondamentale che regola il MAE è quello della doppia incriminazione. Questo principio stabilisce che un individuo può essere consegnato a un altro Stato membro solo se il fatto per cui è ricercato è considerato reato da entrambi gli ordinamenti giuridici coinvolti. La Corte di Cassazione ha recentemente fornito importanti chiarimenti sull’applicazione di questo principio, soprattutto in relazione ai reati fiscali.

Il Caso: Evasione Fiscale e Mandato di Arresto Europeo

La vicenda riguarda un cittadino rumeno, che chiameremo “Il Condannato”, condannato in Romania per reati di evasione fiscale. Le autorità rumene avevano emesso un Mandato di Arresto Europeo per la sua consegna all’Italia, affinché scontasse la pena residua. Inizialmente, una Corte d’Appello italiana aveva rifiutato la consegna. Tuttavia, la Corte di Cassazione aveva annullato questa decisione, rinviando il caso per una nuova valutazione. La Corte d’Appello, in sede di rinvio, ha poi ordinato la consegna del Condannato. Quest’ultimo ha quindi presentato un nuovo ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato di evasione fiscale, per come era configurato in Romania e per l’ammontare evaso, non avrebbe dovuto essere considerato punibile in Italia secondo le soglie previste dalla legge nazionale.

La Doppia Incriminazione: Un Requisito Fondamentale

Il principio della doppia incriminazione è una garanzia per lo Stato richiesto. Esso assicura che un cittadino non venga consegnato per un fatto che, nel proprio ordinamento, non costituisce reato. La legge italiana, in particolare il D.lgs. n. 161 del 2010, stabilisce che il riconoscimento di una sentenza di condanna straniera è possibile se il fatto è previsto come reato anche dalla legge italiana, “indipendentemente dagli elementi costitutivi o dalla denominazione del reato”. Questo significa che non è richiesta una copia esatta della norma, ma una corrispondenza sostanziale del disvalore penale del fatto.

Le Specificità della Doppia Incriminazione per i Reati Fiscali

Nel caso specifico dei reati fiscali, la legge n. 69 del 2005, all’articolo 7 comma 2, introduce una mitigazione del principio di doppia incriminazione. Per le materie fiscali, doganali e valutarie, non è necessario che la legge italiana imponga lo stesso tipo di tasse o imposte, né che contenga la stessa disciplina. È sufficiente che le fattispecie risultino “analogicamente assimilabili”. Questo è un punto cruciale: non si cerca una perfetta identità normativa, ma una somiglianza nel comportamento illecito e nel bene giuridico tutelato. La Corte ha ribadito che non rilevano la denominazione del tributo o le specifiche soglie di punibilità previste dalla legge italiana, ma il nucleo essenziale della condotta.

Le Motivazioni della Cassazione sulla Doppia Incriminazione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Condannato. Ha spiegato che la Corte d’Appello aveva correttamente applicato i principi stabiliti nella precedente sentenza di annullamento. La Corte ha chiarito che, sebbene per il riconoscimento di una sentenza straniera si applichi il D.lgs. n. 161 del 2010, per la decisione sulla consegna (come nel caso del MAE) torna applicabile l’articolo 7 della Legge n. 69 del 2005, che disciplina la doppia incriminazione in modo più flessibile per i reati fiscali.

La Corte d’Appello aveva tentato di acquisire informazioni precise dalle autorità rumene sull’ammontare esatto dell’evasione in euro, ma queste avevano risposto che tale calcolo spettava a un esperto contabile. Di fronte a questa impossibilità di ottenere dati specifici e all’assenza di allegazioni concrete da parte del Condannato stesso (che avrebbe potuto fornire i dati in suo possesso), la Corte d’Appello ha ritenuto che la condizione per la consegna fosse soddisfatta. La Cassazione ha confermato che il Condannato non aveva dimostrato che l’ammontare complessivo degli elementi sottratti all’imposizione fosse inferiore alle soglie di punibilità italiane.

Le Conclusioni: Consegna Convalidata

In definitiva, la Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso del Condannato. Ha confermato che il principio della doppia incriminazione era stato correttamente applicato dalla Corte d’Appello. La sentenza rumena indicava un danno all’erario superiore a 130.000 euro, una cifra che, anche considerando le diverse soglie di punibilità italiane nel tempo, superava comunque la soglia penale di 100.000 euro vigente al momento della decisione sulla consegna. Pertanto, la Corte ha rigettato il ricorso e ha condannato il Condannato al pagamento delle spese processuali, convalidando la decisione di consegnarlo alle autorità rumene in esecuzione del Mandato di Arresto Europeo.

Cos’è il principio di doppia incriminazione nel contesto del Mandato di Arresto Europeo?
È la condizione fondamentale per cui un paese può consegnare una persona a un altro Stato membro dell’UE: il fatto per cui la persona è ricercata deve essere considerato reato da entrambi gli ordinamenti giuridici.

La doppia incriminazione si applica in modo rigido per i reati fiscali?
No, per i reati fiscali e tributari, la legge prevede una maggiore flessibilità. Non è richiesta una perfetta sovrapponibilità tra le normative dei due paesi, ma è sufficiente che il nucleo essenziale del fatto sia comunque considerato reato in entrambi gli Stati, indipendentemente dalle specifiche soglie di punibilità o dalla denominazione del tributo.

Cosa succede se l’autorità straniera non fornisce tutte le informazioni richieste per valutare la doppia incriminazione?
Se le informazioni essenziali per la valutazione non vengono fornite dall’autorità richiedente e nemmeno la persona ricercata le allega, il giudice italiano può procedere con la valutazione basandosi sugli elementi disponibili, potendo concludere per la sussistenza della doppia incriminazione e quindi per la consegna.

Termini giuridici

Mandato di Arresto Europeo (MAE)
Un provvedimento giudiziario emesso da un paese dell'Unione Europea per chiedere l'arresto e la consegna di una persona da parte di un altro paese membro, al fine di eseguire una condanna o un procedimento penale.
Doppia incriminazione
Il principio secondo cui un individuo può essere consegnato a un altro Stato solo se il fatto per cui è ricercato è considerato reato sia nello Stato richiedente che nello Stato richiesto.
Favor rei
Un principio del diritto penale che impone di applicare la legge più favorevole all'imputato, specialmente in caso di successione di leggi nel tempo.
Sentenza rescindente
Una sentenza della Corte di Cassazione che annulla una decisione precedente e rinvia il caso a un altro giudice (o alla stessa Corte in diversa composizione) per un nuovo esame, indicando i principi di diritto da seguire.
Onere di allegazione
L'obbligo di una parte in un processo di indicare e presentare i fatti e gli elementi a sostegno delle proprie pretese o difese.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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