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Mancata convocazione del condomino in lite: decide la Cassazione

Una condomina ha impugnato la delibera dell’assemblea condominiale che nominava un legale per difendere il condominio in una causa contro di lei, lamentando la mancata convocazione del condomino alla riunione. La Corte d’Appello ha annullato la delibera. Il Condominio ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la condomina, trovandosi in palese conflitto di interessi, non avesse diritto a essere convocata. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione giuridica e la mancanza di un orientamento univoco sul punto, ha emesso un’ordinanza interlocutoria con cui ha rinviato la causa alla pubblica udienza della Seconda Sezione Civile per una decisione definitiva.

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Pubblicato il 21 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 11532 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 6 n. 11532/2022)

Il caso della mancata convocazione del condomino in conflitto di interessi

La vita in condominio riserva spesso accese discussioni, ma cosa succede se l’assemblea deve decidere di fare causa a un singolo proprietario? Nel caso in esame, un condominio ha deliberato la nomina di un legale per resistere in un giudizio avviato da una condomina. Tuttavia, l’amministratore non ha inviato l’avviso di convocazione a quest’ultima. La condomina ha quindi impugnato la decisione, lamentando la mancata convocazione del condomino e chiedendo l’annullamento della delibera. La Corte d’Appello ha accolto la sua richiesta, ritenendo che l’invito a partecipare sia sempre obbligatorio, a prescindere dal potenziale conflitto di interessi. Il condominio ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la condomina non avesse alcun diritto di partecipare a una riunione convocata proprio per deliberare contro di lei.

Quando il condominio si divide in fazioni contrapposte

La difesa del condominio si basa su un principio logico: quando sorge una lite tra la collettività dei condomini e un singolo proprietario, la compagine condominiale si scinde. Si creano due gruppi contrapposti con interessi del tutto incompatibili. Da un lato vi è il condominio, che vuole tutelare l’interesse comune; dall’altro il singolo condomino, che agisce per un interesse puramente personale e contrario a quello del gruppo. Secondo questa tesi, la scissione escluderebbe il diritto del condomino avversario di partecipare alla discussione e di votare. Di conseguenza, non essendoci un diritto di partecipazione, non vi sarebbe nemmeno l’obbligo di convocazione. Questa impostazione mira a evitare che il condomino in conflitto possa influenzare o bloccare le decisioni di difesa della controparte.

Le motivazioni della decisione sulla mancata convocazione del condomino

La Corte di Cassazione ha analizzato attentamente la questione della mancata convocazione del condomino in queste specifiche circostanze. I giudici hanno rilevato che la questione non è di facile e immediata soluzione. Se da un lato esiste un orientamento che teorizza la scissione del condominio in due gruppi con la perdita del diritto di voto e di partecipazione del condomino controparte, dall’altro lato vi sono norme rigide che impongono la convocazione di tutti i partecipanti per la validità dell’assemblea. La disciplina del conflitto di interessi, mutuata dal diritto societario, presuppone solitamente che il soggetto in conflitto partecipi all’assemblea ma si astenga dal voto, oppure che il suo voto sia computato per verificarne l’eventuale danno alla collettività. Escludere a monte la convocazione rappresenta una misura estrema che incide sul diritto fondamentale di informazione del comproprietario.

Le conclusioni del rinvio alla pubblica udienza

I giudici della Sesta Sezione Civile hanno ritenuto che la controversia presenti una particolare rilevanza nomofilattica (garantire l’uniforme interpretazione della legge). Non trattandosi di un caso di manifesta fondatezza o infondatezza, la Corte ha deciso di non definire la causa con rito semplificato. Con l’ordinanza interlocutoria, la Cassazione ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, rimettendo la discussione alla pubblica udienza presso la Seconda Sezione Civile. Questo significa che non c’è ancora un vincitore definitivo. La questione cruciale se il condomino in lite debba o meno essere convocato all’assemblea che decide sulla causa contro di lui sarà affrontata in un’udienza pubblica, dove si giungerà a una sentenza chiarificatrice per tutti i condomini d’Italia.

Un condomino in lite con il condominio deve essere convocato all’assemblea che decide sulla causa?
La questione è complessa e dibattuta. La Corte di Cassazione ha rimesso la decisione alla pubblica udienza per stabilire se il conflitto di interessi escluda o meno l’obbligo di convocazione.

Cosa succede se un condomino non viene convocato all’assemblea?
In linea generale, la mancata convocazione rende la delibera assembleare annullabile su richiesta del condomino escluso entro trenta giorni.

Il condomino in conflitto di interessi può votare in assemblea?
Di norma, il condomino in conflitto di interessi può partecipare all’assemblea, ma la validità del suo voto dipende dal fatto che non danneggi l’interesse comune del condominio.

Termini giuridici

Conflitto di interessi
La situazione in cui un condomino ha un interesse personale contrastante con quello generale del condominio.
Ordinanza interlocutoria
Un provvedimento provvisorio con cui il giudice risolve una questione temporanea o rimanda la decisione finale a un'altra udienza.
Annullabilità
Il vizio che colpisce una delibera assembleare contraria alla legge o al regolamento, rendendola invalida se impugnata nei termini.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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