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Getto pericoloso di cose: colpevoli ma salvi per prescrizione

Il Rappresentante Legale e il Responsabile Tecnico di una società di gestione idrica, insieme a un Dirigente Comunale, sono stati ritenuti responsabili del reato di getto pericoloso di cose. Gli imputati avevano omesso di eseguire le necessarie manutenzioni al depuratore cittadino, consentendo lo sversamento diretto in mare di reflui fognari non depurati ad alta carica batterica. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza del reato, ribadendo che la condotta omissiva equivale a quella attiva per chi ricopre una posizione di garanzia. Tuttavia, accertato che la condotta illecita è cessata nel 2018 con la riparazione delle condutture, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna poiché il reato è ormai estinto per prescrizione.

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Pubblicato il 16 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 39196 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 3 n. 39196/2023)

Il caso dello sversamento di liquami in mare

La tutela dell’ambiente e della salute pubblica rappresenta un dovere fondamentale per chi gestisce impianti pubblici. Quando questo dovere viene meno, possono scattare gravi responsabilità penali. La Corte di Cassazione ha affrontato un caso riguardante il malfunzionamento di un impianto di depurazione comunale. I responsabili della gestione e un dirigente pubblico hanno omesso di eseguire le necessarie manutenzioni. Questa omissione ha causato lo sversamento diretto in mare di reflui fognari non depurati. I giudici hanno analizzato la vicenda sotto il profilo del reato di getto pericoloso di cose, confermando principi giuridici di grande rilievo per la collettività.

Quando si configura il getto pericoloso di cose per omissione?

Il reato di getto pericoloso di cose, previsto dall’articolo 674 del codice penale, punisce chi versa o lancia cose atte a molestare o offendere le persone. Tradizionalmente, si pensa a questo reato come a un’azione positiva, come il lancio fisico di oggetti o liquidi. Tuttavia, la giurisprudenza ha chiarito che la condotta può essere anche omissiva. Chi ha il dovere giuridico di impedire un evento pericoloso e non agisce, risponde del reato allo stesso modo di chi lo ha provocato attivamente. Nel caso del depuratore, il Rappresentante Legale e il Responsabile Tecnico della società di gestione avevano l’obbligo di garantire il corretto trattamento dei reflui. Il Dirigente Comunale aveva invece il dovere di vigilare e imporre le soluzioni necessarie. La loro inattività ha permesso il sistematico sversamento di liquami non depurati in mare, integrando perfettamente la condotta illecita.

I doveri di controllo e la tutela della salute pubblica

Le indagini hanno rivelato la presenza di una grande chiazza marrone e maleodorante vicino alla costa. I prelievi microbiologici hanno confermato un’altissima concentrazione di batteri nocivi, in particolare l’Escherichia coli. La difesa ha sostenuto che il mare aperto diluisce i batteri e che non vi era un danno concreto per la salute. La Cassazione ha respinto questa tesi. Per la configurabilità del reato non serve un danno effettivo alle persone. È sufficiente la presenza di un pericolo concreto per l’incolumità pubblica. Lo sversamento di liquami fognari a poca distanza dalla spiaggia frequentata dai bagnanti costituisce un pericolo evidente. I soggetti in posizione di garanzia, ovvero il ruolo di protezione imposto dalla legge, dovevano attivarsi per deviare i flussi eccedenti verso altri impianti funzionanti. La mancata adozione di queste semplici misure ha determinato la loro responsabilità.

Le motivazioni della sentenza sul getto pericoloso di cose

Nelle motivazioni della sentenza sul getto pericoloso di cose, la Suprema Corte ha chiarito due aspetti fondamentali. Primo, il principio di equivalenza tra l’agire e l’omettere si applica pienamente ai reati che offendono la salute pubblica. Chi gestisce un servizio essenziale ha un obbligo di risultato e deve evitare eventi pericolosi. Secondo, la valutazione del pericolo non richiede necessariamente una perizia tecnica complessa. Il giudice può fondare il proprio convincimento sulle testimonianze della polizia marittima e dei tecnici ambientali che hanno percepito visivamente e olfattivamente l’inquinamento. La presenza della chiazza scura e l’odore nauseabondo vicino alla riva erano prove sufficienti dell’idoneità dei liquami a molestare le persone.

Le conclusioni sul caso di getto pericoloso di cose

Nelle conclusioni sul caso di getto pericoloso di cose, la Cassazione ha dovuto applicare le regole sul decorso del tempo. Nonostante la colpevolezza degli imputati fosse accertata, il reato contestato è una contravvenzione e si estingue in cinque anni. Gli sversamenti sono cessati definitivamente nel giugno del 2018, quando la condotta sottomarina principale è stata finalmente riparata. Di conseguenza, il termine di prescrizione è scaduto nel giugno del 2023. Poiché l’udienza di Cassazione si è tenuta a luglio del 2023, i giudici hanno dovuto annullare la condanna senza rinvio. Dal punto di vista pratico, gli imputati non dovranno pagare l’ammenda originariamente inflitta, ma la sentenza conferma la gravità delle loro omissioni nella gestione del depuratore.

Quando lo sversamento di liquami in mare costituisce reato?
Lo sversamento costituisce reato quando i reflui non depurati vengono rilasciati vicino alla costa, creando un pericolo concreto per la salute dei bagnanti e molestando le persone con esalazioni maleodoranti.

Chi risponde del mancato funzionamento di un depuratore comunale?
Rispondono penalmente sia i gestori privati dell’impianto, che hanno l’obbligo di manutenzione, sia i dirigenti comunali che omettono di vigilare e imporre le necessarie riparazioni.

Il reato di getto pericoloso si configura anche senza un danno effettivo?
Sì, si tratta di un reato di pericolo, per il quale è sufficiente dimostrare l’idoneità della condotta a offendere o molestare le persone, senza che sia necessario un danno reale alla salute.

Termini giuridici

Getto pericoloso di cose
Reato contravvenzionale che punisce chi getta o sversa cose atte a offendere, imbrattare o molestare le persone nei casi non consentiti dalla legge.
Reato omissivo improprio
Fattispecie in cui il mancato compimento di un'azione, che si aveva l'obbligo giuridico di compiere per impedire un evento, equivale a causare l'evento stesso.
Prescrizione
Causa di estinzione del reato che si verifica quando decorre il periodo di tempo massimo previsto dalla legge senza una sentenza definitiva.
Annullamento senza rinvio
Decisione con cui la Corte di Cassazione cancella definitivamente la sentenza impugnata senza disporre un nuovo giudizio di merito.
Posizione di garanzia
Obbligo giuridico di protezione o di controllo gravante su un soggetto per tutelare determinati beni da eventi dannosi o pericolosi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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