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Striscioni ingiuriosi allo stadio: la Cassazione nega l’assoluzione

Un tifoso ha introdotto ed esposto uno striscione contenente scritte offensive contro la dirigenza sportiva all’interno di uno stadio durante una partita a porte chiuse. Il Giudice per le indagini preliminari lo ha assolto ritenendo che la condotta non avesse creato un reale pericolo per l’ordine pubblico. La Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che il reato di introduzione di striscioni ingiuriosi allo stadio punisce la semplice introduzione di scritte offensive o minacciose, a prescindere dalla presenza di un pericolo concreto per la sicurezza pubblica. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di proscioglimento e ha ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale per il proseguimento del procedimento.

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Pubblicato il 16 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 10760 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 3 n. 10760/2022)

Striscioni ingiuriosi allo stadio: la decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha affrontato di recente un caso molto comune ma spesso sottovalutato che riguarda l’esposizione di striscioni ingiuriosi allo stadio. Molti tifosi ritengono che manifestare il proprio dissenso in modo colorito o offensivo rientri nella normale dialettica sportiva. Tuttavia, la legge italiana prevede regole molto severe per prevenire la violenza e tutelare il decoro all’interno degli impianti sportivi. La Suprema Corte ha chiarito i confini della responsabilità penale per chi introduce scritte offensive, stabilendo un principio fondamentale per la sicurezza negli stadi.

Il caso: l’esposizione della scritta offensiva durante la partita

La vicenda trae origine dal comportamento di un tifoso che ha fatto ingresso in uno stadio durante lo svolgimento di una partita di calcio. Il tifoso ha esposto lungo gli spalti della tribuna uno striscione contenente frasi chiaramente ingiuriose e offensive rivolte alla dirigenza della squadra di casa. Lo stadio era chiuso al pubblico per motivi di sicurezza, ma il tifoso è riuscito comunque a introdurre lo striscione e a mostrarlo. Il Giudice per le indagini preliminari ha inizialmente assolto il tifoso perché ha ritenuto che il fatto non sussistesse. Secondo il giudice di primo grado, la condotta non aveva creato un effettivo pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza degli spettatori, data anche l’assenza di pubblico. Il Pubblico Ministero non ha accettato questa decisione e ha proposto ricorso direttamente in Cassazione per chiedere l’annullamento dell’assoluzione.

La differenza tra pericolo pubblico e semplice offesa

La difesa del tifoso e la prima decisione del giudice si basavano sull’idea che, per punire il comportamento, fosse necessario un pericolo concreto per l’ordine pubblico. La legge sui reati negli stadi contiene diverse norme. Una norma punisce il lancio di oggetti o l’invasione di campo che creano un pericolo reale per le persone. Un’altra norma, invece, vieta specificamente l’introduzione di striscioni ingiuriosi o minacciosi. Questa seconda regola mira a prevenire la nascita di tensioni e a mantenere un clima civile all’interno degli impianti sportivi. La Cassazione ha chiarito il rapporto tra l’offesa scritta e la presenza di un pericolo immediato di scontri o violenze.

Le motivazioni della Cassazione sugli striscioni ingiuriosi allo stadio

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso del Pubblico Ministero e hanno spiegato nel dettaglio le ragioni della decisione. La norma che vieta l’introduzione di striscioni ingiuriosi allo stadio ha una funzione preventiva molto chiara. Il legislatore vuole evitare che messaggi d’odio, insulti o minacce entrino negli impianti sportivi, perché questi messaggi possono accendere gli animi e scatenare violenze in un secondo momento. Di conseguenza, il reato si perfeziona con la semplice introduzione e l’esposizione dello striscione offensivo. Non occorre che si verifichi un tumulto o che la sicurezza pubblica sia messa in pericolo in quel preciso istante. Il fatto che la partita si svolgesse a porte chiuse non cancella la gravità della condotta, poiché lo striscione era comunque visibile e diretto a colpire la reputazione dei destinatari.

Le conclusioni della Cassazione e le conseguenze per il tifoso

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di assoluzione emessa dal Giudice per le indagini preliminari. Questo significa che la decisione di proscioglimento è stata completamente cancellata perché fondata su un errore di interpretazione della legge. La Suprema Corte ha ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale per consentire la prosecuzione del procedimento penale a carico del tifoso. Il tifoso dovrà ora affrontare il giudizio per la violazione della legge speciale sugli impianti sportivi, rischiando la pena dell’arresto da tre mesi a un anno. Questa pronuncia conferma che la tolleranza verso le offese scritte negli stadi è pari a zero e che la tutela del decoro sportivo prescinde dalla presenza fisica del pubblico sugli spalti.

Quali sanzioni rischia chi introduce scritte offensive negli impianti sportivi?
La legge prevede la pena dell’arresto da tre mesi a un anno per chi introduce negli stadi striscioni o cartelli contenenti ingiurie o minacce.

È necessario un pericolo concreto per l’ordine pubblico per configurare il reato?
No, il reato si consuma con la semplice introduzione del materiale offensivo nello stadio, senza che sia necessario un effettivo pericolo di disordini.

Cosa comporta l’annullamento senza rinvio con trasmissione degli atti al GIP?
La decisione cancella l’assoluzione precedente e impone al giudice di primo grado di riprendere il procedimento penale applicando la corretta norma di legge.

Termini giuridici

Decreto penale di condanna
Un provvedimento rapido emesso dal giudice su richiesta del pubblico ministero per reati minori, senza svolgere il dibattimento in aula.
Annullamento senza rinvio
La decisione con cui la Cassazione cancella definitivamente una sentenza senza disporre un nuovo giudizio di merito sullo stesso punto.
GIP
Il Giudice per le indagini preliminari, ossia il magistrato che interviene nella prima fase del procedimento penale per assumere le decisioni urgenti.
Sussumere
L'operazione logica con cui si riconduce un caso concreto sotto la descrizione di una norma di legge generale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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