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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente spese se tempestiva

Il Tribunale di Milano confermava l’aggravamento della misura cautelare per l’Imputato. Quest’ultimo proponeva ricorso per cassazione ma, due giorni dopo il deposito, presentava formale dichiarazione di rinuncia presso lo stesso Tribunale del riesame. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Tuttavia, data la quasi totale contemporaneità tra la presentazione del ricorso e la sua rinuncia, avvenuta prima della trasmissione degli atti alla Suprema Corte, i giudici hanno escluso la condanna dell’Imputato al pagamento delle spese processuali.

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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 24912 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 6 n. 24912/2023)

La rinuncia al ricorso per cassazione e le spese processuali

La vicenda esamina gli effetti della rinuncia al ricorso per cassazione presentata subito dopo il deposito dell’atto. Un cittadino, sottoposto a una misura cautelare, riceve un provvedimento di aggravamento dal Tribunale di Milano. Il suo difensore propone ricorso per cassazione tramite posta elettronica certificata. Tuttavia, appena due giorni dopo, l’interessato deposita una formale dichiarazione di rinuncia presso lo stesso ufficio giudiziario. Questo comportamento solleva un problema pratico importante relativo alle spese del procedimento.

Il contesto della decisione e il ruolo del Tribunale del Riesame

Il Tribunale di Milano conferma la decisione del Giudice per le indagini preliminari. Questo giudice dispone l’aggravamento della misura cautelare a carico dell’indagato per violazione delle prescrizioni. L’ordinanza del tribunale dichiara inammissibile il primo appello per violazione delle regole procedurali introdotte dalla riforma Cartabia. L’indagato decide quindi di impugnare questa decisione davanti alla Corte di Cassazione. Il difensore deposita l’atto di ricorso tramite posta elettronica certificata. Tuttavia, l’indagato cambia idea quasi subito dopo il deposito. La difesa presenta la rinuncia formale prima che la cancelleria del tribunale locale organizzi la spedizione dei fascicoli a Roma. Questo tempismo perfetto impedisce l’avvio della macchina burocratica della Suprema Corte.

Gli effetti della rinuncia al ricorso per cassazione sulla procedura

La legge penale prevede che la parte interessata possa rinunciare all’impugnazione in ogni stato e grado del procedimento. Questa scelta consapevole produce conseguenze immediate e irreversibili sul processo penale. La dichiarazione di rinuncia estingue definitivamente il diritto di ottenere una decisione sul merito della questione. Di conseguenza, i giudici della Suprema Corte non possono esaminare i motivi di doglianza proposti dal difensore. La rinuncia determina automaticamente la fine del giudizio di legittimità. La Corte deve limitarsi a prendere atto della volontà espressa dalla parte e dichiarare la chiusura formale del procedimento senza entrare nel merito della vicenda cautelare.

Le motivazioni della decisione sulla rinuncia al ricorso per cassazione

I giudici della Corte di Cassazione spiegano in modo chiaro le ragioni della loro decisione. La rinuncia all’impugnazione comporta normalmente la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Di solito, la legge impone anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. In questo caso specifico, i giudici applicano una importante eccezione. L’indagato presenta la rinuncia quasi contemporaneamente al deposito del ricorso. Entrambi gli atti giungono al Tribunale del riesame a distanza di pochissimi giorni. Il tribunale locale non deve nemmeno inviare i documenti fisici alla Corte di Cassazione a Roma. Questa rapidità evita sprechi di tempo e di risorse pubbliche. Per questo motivo, la Corte decide di non condannare l’indagato al pagamento delle spese processuali.

Le conclusioni sul caso della rinuncia al ricorso per cassazione

La sentenza stabilisce una regola pratica molto favorevole per i cittadini. La tempestività della rinuncia evita sanzioni economiche inutili. Chi decide di ritirare un ricorso deve farlo immediatamente presso l’ufficio giudiziario di partenza. Questo comportamento impedisce la trasmissione inutile dei fascicoli e azzera i costi per lo Stato. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso ma non applica alcuna condanna pecuniaria. L’indagato evita così un ulteriore danno economico oltre alla misura cautelare già subita.

Cosa succede se si rinuncia a un ricorso per cassazione già depositato?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile senza esaminare i motivi della richiesta.

Chi rinuncia al ricorso deve sempre pagare le spese del processo?
No, se la rinuncia avviene quasi contemporaneamente al deposito e prima dell’invio degli atti alla Corte, si evitano le spese.

Dove si deve depositare l’atto di rinuncia al ricorso?
L’atto di rinuncia si deposita presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.

Termini giuridici

Misura cautelare
Provvedimento provvisorio adottato dal giudice per limitare la libertà di un indagato prima della sentenza definitiva, al fine di evitare pericoli come la fuga o l'inquinamento delle prove.
Inammissibilità
La condizione di un atto giudiziario che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché non rispetta i requisiti di legge.
Rinuncia all'impugnazione
La dichiarazione formale con cui una parte decide di non voler più proseguire nel giudizio di impugnazione precedentemente proposto.
Tribunale del Riesame
Organo giudiziario competente a valutare la legittimità e la fondatezza dei provvedimenti relativi alle misure cautelari.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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