LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Violazione del DASPO: condanna anche per la partita amichevole

Un tifoso colpito da DASPO non si presenta in questura per l’obbligo di firma durante una partita amichevole. La Corte di Cassazione conferma la condanna per violazione del DASPO, respingendo la tesi difensiva secondo cui il divieto non si applicasse agli incontri non ufficiali. I giudici evidenziano che il provvedimento del Questore includeva espressamente tali eventi. Inoltre, la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto viene rigettata a causa della gravità della condotta del tifoso, che aveva aggredito gli steward e minacciato le forze dell’ordine. Il ricorso è dichiarato inammissibile.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 4331 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 3 n. 4331/2022)

Il caso del tifoso e la violazione del DASPO nelle partite amichevoli

Il rispetto delle misure di prevenzione negli stadi rappresenta un tema centrale per la sicurezza pubblica e la prevenzione della violenza. Molti cittadini pensano erroneamente che i divieti di accesso riguardino soltanto i campionati ufficiali o le coppe europee. Tuttavia, la violazione del DASPO (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) può configurarsi anche durante un semplice incontro amichevole. Un tifoso ha subito una condanna penale per non essersi presentato in questura a firmare durante una partita amichevole tra due squadre locali. L’uomo riteneva che l’obbligo di firma non fosse valido per gli incontri non ufficiali. La Corte di Cassazione ha affrontato questo scenario, chiarendo i limiti dei provvedimenti questorili e le gravi conseguenze per chi non rispetta le regole stabilite dall’autorità di pubblica sicurezza.

La difesa del tifoso e la tesi sulle partite non ufficiali

Il tifoso ha proposto ricorso davanti ai giudici di legittimità (la Corte di Cassazione) per contestare la precedente condanna inflitta dalla Corte di appello. La sua difesa si basava principalmente su due argomenti giuridici molto specifici. In primo luogo, il ricorrente sosteneva che il testo del provvedimento amministrativo non includesse in modo chiaro e inequivocabile le partite amichevoli. Secondo questa tesi difensiva, l’obbligo di firma doveva limitarsi esclusivamente alle partite di campionato o ai tornei ufficiali della federazione. In secondo luogo, il difensore chiedeva l’applicazione della particolare tenuità del fatto (una causa di esclusione della punibilità per reati di scarso rilievo). La difesa considerava la condotta isolata e di scarsa gravità, ritenendo che non vi fossero elementi di reale pericolo per l’ordine pubblico.

Le motivazioni della sentenza sulla violazione del DASPO

I giudici della Suprema Corte hanno respinto fermamente le tesi della difesa. La sentenza spiega che il provvedimento di prevenzione emesso dal Questore conteneva una dicitura chiara, precisa e priva di ambiguità. Il divieto di accesso allo stadio si estendeva espressamente anche alle partite amichevoli della squadra. Di conseguenza, l’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia (il cosiddetto obbligo di firma) scattava in modo automatico anche per questi eventi sportivi non ufficiali. La Corte ha poi analizzato con attenzione la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici di merito avevano già accertato la gravità della condotta del tifoso con una motivazione logica e coerente. L’uomo aveva aggredito fisicamente gli steward addetti ai conti di sicurezza dello stadio. Inoltre, il tifoso aveva minacciato ripetutamente le forze dell’ordine e aveva lanciato bottiglie di vetro nel piazzale dove si trovava la Polizia di Stato. Questi comportamenti violenti e pericolosi escludono qualsiasi possibilità di considerare il fatto come lieve o di scarsa importanza sociale.

Le conclusioni sulla violazione del DASPO

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del tifoso del tutto inammissibile per la genericità dei motivi presentati. Questa decisione conferma in via definitiva la condanna penale inflitta nei precedenti gradi di giudizio. Il tifoso deve quindi subire tutte le conseguenze penali previste dalla legge per non aver rispettato l’ordine dell’autorità. Oltre alla pena principale, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento giudiziario. Il tifoso deve anche versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende (l’organo che raccoglie le sanzioni pecuniarie). La decisione dei giudici di legittimità ribadisce un principio fondamentale per la sicurezza negli stadi. Le prescrizioni imposte dal Questore devono essere rispettate alla lettera in ogni occasione indicata. I cittadini non possono interpretare i divieti a proprio piacimento, specialmente quando i provvedimenti amministrativi specificano chiaramente i doveri da osservare per tutelare l’ordine pubblico.

L’obbligo di firma del DASPO si applica anche alle partite amichevoli?
Sì, l’obbligo si applica anche alle partite amichevoli se il provvedimento emesso dal Questore include espressamente questo tipo di incontri.

Si può evitare la condanna per DASPO se il fatto è considerato lieve?
No, la particolare tenuità del fatto non si applica se il soggetto ha compiuto atti gravi come minacce alle forze dell’ordine o lancio di oggetti.

Cosa rischia chi non rispetta l’obbligo di firma previsto dal DASPO?
Chi viola l’obbligo rischia una condanna penale, il pagamento delle spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

DASPO
Misura di prevenzione che vieta l'accesso alle manifestazioni sportive per prevenire violenze.
Obbligo di firma
Prescrizione di presentarsi presso un ufficio di polizia in coincidenza con determinati eventi.
Inammissibilità
Rigetto di un ricorso dovuto a difetti formali o alla mancanza di requisiti di legge.
Particolare tenuità del fatto
Causa di non punibilità applicata quando l'offesa è minima e il comportamento non è abituale.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)