La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per reati tributari, nello specifico per dichiarazione fraudolenta tramite fatture false e occultamento di scritture contabili. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e ha chiarito che il termine di prescrizione per tali delitti è di 10 anni, e non di 7 anni e 6 mesi come sostenuto dalla difesa, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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