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Sezione Sesta Penale — Anno 2019

Ricorso per saltum: quando l’appello è convertito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 52108/2019, ha stabilito che un ricorso per saltum proposto dal Pubblico Ministero avverso una sentenza di condanna per evasione, non può essere accolto se tra i motivi vi è la censura per vizio di motivazione. In questo caso, l'impugnazione non è inammissibile, ma viene convertita in un regolare appello e trasmessa alla Corte di Appello competente. La decisione ribadisce i limiti procedurali del ricorso per saltum, specialmente in relazione a sentenze emesse con rito abbreviato.
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Esigenze cautelari: la Cassazione annulla custodia
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un magistrato e altri due indagati per corruzione. La Corte ha stabilito che le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di inquinamento probatorio, non possono basarsi su motivazioni generiche o astratte. È necessaria una valutazione concreta e specifica del rischio, nonché una giustificazione dettagliata sul perché misure meno afflittive, come gli arresti domiciliari, siano inadeguate. Il caso è stato rinviato al Tribunale del riesame per una nuova valutazione.
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Concorso di persone: coabitare non basta per la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di una donna, accusata di detenzione di droga e armi trovate nell'abitazione condivisa con il coniuge. La Suprema Corte ha stabilito che la mera coabitazione e la conoscenza dell'attività illecita del partner non sono sufficienti per configurare un concorso di persone nel reato. È necessaria la prova di un contributo causale attivo, che non può essere presunto dalla sola presenza o da comportamenti ambigui come il fingere di dormire durante una perquisizione.
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Sequestro del profitto: limiti e non estensibilità
Con la sentenza n. 52115/2019, la Cassazione Penale, Sez. 6, dichiara inammissibile il ricorso del PM contro la revoca di un sequestro preventivo. Il caso riguarda un appalto illecito e un'estorsione ai danni dei lavoratori. La Corte stabilisce che il sequestro del profitto non può essere esteso alla società committente se il suo vantaggio economico, pur esistente, non è stato specificamente quantificato e risulta solo futuro o potenziale, a differenza del profitto diretto e calcolato della società appaltatrice.
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Pena illegale: Cassazione annulla per nuovo calcolo
Con la sentenza n. 52109/2019, la Corte di Cassazione, Sez. 6 Penale, ha stabilito che una condanna per spaccio è affetta da pena illegale se basata su una norma poi dichiarata incostituzionale. Nel caso di specie, la pena minima era stata ridotta da 8 a 6 anni. La Corte ha annullato la sentenza con rinvio per la rideterminazione della pena, pur confermando la responsabilità penale e rigettando il motivo sul 'fatto di lieve entità'.
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Rito abbreviato pena: la Cassazione chiarisce
Con la sentenza n. 52106/2019, la Cassazione Penale, Sez. 6, affronta il tema del calcolo della pena nel rito abbreviato. Un imputato, condannato per vari reati, contestava l'errata determinazione della sanzione. La Corte ha accolto il ricorso, specificando che in caso di rito abbreviato pena, la riduzione per i delitti è di un terzo, mentre per le contravvenzioni è della metà. Questa distinzione deve essere applicata separatamente anche in caso di reato continuato, portando all'annullamento con rinvio della sentenza per un nuovo calcolo.
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Difensore di fiducia: notifica nulla e prescrizione
Con la sentenza n. 52107/2019, la Cassazione Penale, Sez. 6, ha stabilito che l'omessa notifica dell'avviso di udienza al difensore di fiducia dell'imputato integra una nullità assoluta e insanabile. Tale vizio viola il diritto di difesa. Tuttavia, nel caso di specie, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio perché il reato era nel frattempo caduto in prescrizione, una causa estintiva che prevale sulla nullità processuale.
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Bis in idem cautelare: quando è legittima una nuova misura
La Cass. Pen., Sez. 6, n. 52113/2019, analizza il principio del bis in idem cautelare. La Corte rigetta il ricorso contro una custodia cautelare, stabilendo che non c'è preclusione se la prima decisione non è definitiva. Si chiarisce anche la competenza territoriale per i reati associativi legati alla 'ndrangheta.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione annulla misura
Con la sentenza n. 52114/2019, la Corte di Cassazione, Sez. 6 Penale, ha annullato con rinvio un'ordinanza di arresti domiciliari. La Corte ha ritenuto contraddittoria la motivazione sul pericolo di reiterazione criminosa. Sebbene vi fossero gravi indizi di partecipazione a un'associazione a delinquere, il rischio di recidiva non può basarsi su una generica 'riorganizzazione' dell'attività, ma deve fondarsi su elementi concreti e attuali, specie se i vertici del gruppo criminale sono stati arrestati.
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Concordato in appello e pena illegale: la Cassazione
La Cass. Pen., Sez. 6, n. 52110/2019, stabilisce che la sopravvenuta illegalità della pena, a seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, travolge l'intero accordo basato sul concordato in appello. La Cassazione ha annullato la sentenza impugnata, ritenendo l'accordo sulla pena inscindibile dalla rinuncia ai motivi di appello, e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce dei nuovi e più favorevoli parametri edittali.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 52111/2019, chiarisce i limiti di impugnazione di una sentenza emessa a seguito di patteggiamento. In questo caso, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile perché basato su motivi non consentiti dalla legge, come la contestazione sulla durata della pena accessoria (fissata per legge a 5 anni e non parametrata alla pena principale) e sulla valutazione del merito del fatto. La Corte sottolinea che il ricorso patteggiamento è limitato a vizi specifici, escludendo censure sulla motivazione.
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