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Sezione Quarta Penale — Anno 2019

Patteggiamento guida in ebbrezza: la revoca patente
Con la sentenza n. 52103/2019, la Cassazione Penale, Sez. 4, ha stabilito che in un caso di patteggiamento per guida in ebbrezza con incidente, la revoca della patente è una sanzione accessoria obbligatoria. Anche se le attenuanti generiche vengono bilanciate con l'aggravante dell'incidente, ciò non esclude l'applicazione della revoca, che opera indipendentemente dal calcolo della pena principale. Il ricorso dell'imputato, che mirava a ottenere una semplice sospensione, è stato dichiarato inammissibile.
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Ingiusta Detenzione: quando la colpa grave la esclude
Con la sentenza n. 52104/2019, la Cassazione Penale, Sez. 4, ha stabilito che la riparazione per ingiusta detenzione non è dovuta se l'interessato ha contribuito con 'colpa grave' a creare una situazione di apparente colpevolezza. Nel caso specifico, un uomo, assolto per furto per insufficienza di prove, si è visto negare l'indennizzo perché non aveva giustificato il possesso di utenze telefoniche, usate da coimputati, attive vicino al luogo del reato, un comportamento che ha contribuito a fondare i gravi indizi di colpevolezza che hanno portato alla sua carcerazione.
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Attualità esigenze cautelari: la Cassazione decide
Con la sentenza n. 52142/2019, la Corte di Cassazione, Sez. 4 Penale, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro la custodia cautelare in carcere. L'indagato, accusato di essere a capo di un'associazione a delinquere dedita a furti a sportelli ATM, sosteneva la mancanza del requisito dell'attualità delle esigenze cautelari, dato il tempo trascorso dall'ultimo reato. La Corte ha stabilito che il mero lasso temporale non è sufficiente a escludere il pericolo di recidiva se altri elementi, come la profonda radicalizzazione criminale e la disponibilità a commettere nuovi illeciti, dimostrano che il pericolo è ancora concreto e attuale.
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Recidiva: la Cassazione annulla condanna per spaccio
Con la sentenza Penale, Sez. 4, n. 52140 del 2019, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della recidiva. Un individuo, condannato in primo e secondo grado per spaccio di eroina, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, l'errata applicazione dell'aggravante della recidiva. La Suprema Corte, pur confermando la responsabilità penale per il reato di spaccio, ha annullato la sentenza d'appello limitatamente al punto sulla recidiva. La motivazione centrale è che l'applicazione della recidiva non può essere un automatismo basato solo sui precedenti penali, ma richiede una valutazione concreta e motivata da parte del giudice sulla maggiore colpevolezza e pericolosità sociale dell'imputato, che nel caso di specie era mancata.
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Custodia cautelare: quando è legittima in carcere
Con la sentenza n. 52141/2019, la Cassazione Penale, Sez. 4, ha stabilito che la custodia cautelare in carcere è legittima anche per un giovane incensurato se il rischio di reiterazione del reato è concreto e attuale, come dimostrato da ripetute evasioni e furti. La Corte ha chiarito che il limite di pena per l'applicazione della misura si calcola sul cumulo dei reati contestati e ha distinto nettamente la finalità della custodia cautelare da quella della sospensione dell'esecuzione della pena, rigettando la questione di legittimità costituzionale.
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