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Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE): art. 267

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Mandato di arresto europeo: sì alla consegna senza avvocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esecuzione di un mandato di arresto europeo non può essere rifiutata solo perché l'imputato è stato condannato in assenza e senza l'assistenza di un difensore nello Stato di emissione. In aree armonizzate come questa, il diritto dell'Unione Europea prevale sugli standard nazionali, a patto che siano garantiti i diritti fondamentali come la possibilità di un nuovo processo. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando il principio di fiducia reciproca tra gli Stati membri.
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Permesso di soggiorno familiare: i requisiti alternativi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27772/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il rilascio del permesso di soggiorno familiare a favore di parenti di cittadini dell'Unione Europea. La Corte ha chiarito che i requisiti della "vivenza a carico" (dipendenza economica) e della "convivenza" sono alternativi e non cumulativi. Inoltre, la convivenza deve essere valutata con riferimento al paese di provenienza del richiedente, non in Italia. Nonostante questa importante precisazione, il ricorso del cittadino straniero è stato rigettato perché i giudici di merito avevano accertato la mancanza di prova di entrambi i requisiti.
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Società di comodo: no a diniego rimborso IVA
Una società immobiliare si è vista negare un ingente rimborso IVA perché considerata fiscalmente una "società di comodo" a causa di ricavi insufficienti. La Corte di Cassazione, applicando una recente sentenza della Corte di Giustizia UE, ha cassato la decisione. Ha stabilito che il diritto alla detrazione IVA non può essere negato solo sulla base del mancato superamento di una soglia di ricavi presunta, a condizione che l'impresa svolga un'effettiva attività economica e non vi siano frodi o abusi.
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Notifica PEC: valida anche se il mittente non è in INI-PEC
Una società ha contestato una cartella di pagamento ricevuta tramite Posta Elettronica Certificata, sostenendo la nullità della notifica PEC perché l'indirizzo del mittente (Ente di Riscossione) non era presente nei pubblici registri. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'assenza dell'indirizzo dal registro INI-PEC non invalida di per sé la notifica, a meno che il destinatario non dimostri un concreto pregiudizio al proprio diritto di difesa. Inoltre, la Corte ha escluso l'applicabilità del Regolamento europeo eIDAS a questo tipo di notifiche nazionali.
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Retribuzione ferie gente del mare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie gente del mare deve includere tutte le voci retributive ordinarie, anche se escluse dai contratti collettivi. La decisione, basata sui principi del diritto dell'Unione Europea, mira a garantire che il lavoratore non sia disincentivato dal godere delle ferie. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva negato a un direttore di macchina il diritto di includere indennità come quella di comando, di produttività e di risultato nel calcolo della retribuzione feriale e dell'indennità sostitutiva.
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Sanzioni CONSOB: natura e termini del procedimento
Un ex dirigente di un istituto di credito è stato sanzionato dalla CONSOB per molteplici violazioni. Ha impugnato la sanzione, sostenendo la sua natura sostanzialmente penale e la scadenza dei termini del procedimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la natura amministrativa delle specifiche sanzioni CONSOB e chiarendo che i termini procedurali non sono perentori, convalidando così la multa inflitta.
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Rimborso IVA: chi chiede il rimborso allo Stato?
Una società sanitaria ha richiesto il rimborso IVA sugli oneri di sistema elettrico direttamente all'Amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, di norma, il consumatore finale non ha legittimazione ad agire contro il Fisco. L'azione per il rimborso IVA va intentata verso il fornitore del servizio, il quale a sua volta richiederà il rimborso allo Stato. La Corte ha chiarito che l'azione diretta contro il Fisco è ammessa solo in casi eccezionali, come l'impossibilità di recuperare l'importo dal fornitore, condizioni non riscontrate nel caso di specie.
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Responsabilità consiglieri: doveri e sanzioni
Un ex consigliere di amministrazione non esecutivo di un istituto bancario ha impugnato una sanzione della Banca d'Italia per carenze gestionali. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la sua responsabilità consiglieri e chiarendo che anche gli amministratori senza deleghe hanno un dovere di vigilanza attiva e di agire informati, specialmente in presenza di segnali di allarme. La Corte ha inoltre precisato che, in materia di sanzioni amministrative, vige una presunzione di colpa, e spetta quindi al sanzionato dimostrare di aver agito senza colpevolezza.
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Provvedimento cautelare anticipatorio: la Cassazione dubita
La Corte di Cassazione esamina il caso di un provvedimento cautelare anticipatorio emesso per violazione di un marchio. La questione centrale è se tale misura perda efficacia se non viene avviato il giudizio di merito, alla luce del contrasto tra la legge italiana (che lo consente) e una direttiva europea (che sembra imporlo). Rilevando un dubbio interpretativo insanabile, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per chiarire la compatibilità della norma nazionale con quella comunitaria.
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Rimborso imposta benzina: Cassazione e diritto UE
Una società di distribuzione carburanti ha richiesto il rimborso dell'imposta regionale sulla benzina (IRBA) versata tra il 2015 e il 2020, sostenendone l'incompatibilità con la direttiva europea 2008/118/CE. La Corte di Cassazione, con la sentenza 3787/2025, ha accolto il ricorso, stabilendo che l'IRBA è illegittima perché priva di una 'finalità specifica' richiesta dal diritto UE. La Corte ha inoltre chiarito che la legittimazione passiva per le azioni di rimborso spetta esclusivamente all'Agenzia delle Dogane e non alla Regione, disponendo quindi il rimborso imposta benzina a favore della società.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive UE sulla retribuzione durante la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali inferiori, stabilendo che il diritto al risarcimento era estinto. La Corte ha affermato che il termine di prescrizione decennale per la prescrizione del risarcimento dei medici è iniziato il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5900/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una decisione della Corte dei Conti, ribadendo un principio fondamentale: il suo sindacato sulle giurisdizioni speciali è limitato ai soli casi di violazione dei limiti esterni della giurisdizione. Gli errori procedurali o di interpretazione della legge non configurano un eccesso di potere giurisdizionale, ma rientrano nell'autonomia decisionale del giudice speciale.
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Contributo unificato ONLUS: l’esenzione non è dovuta
Un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) del settore ambientale ha contestato l'obbligo di versare il contributo unificato per una causa amministrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione dal contributo unificato ONLUS non dipende dalla natura del soggetto che agisce in giudizio, ma dalla specifica materia del contendere, secondo un'interpretazione restrittiva delle norme fiscali. La Corte ha inoltre escluso qualsiasi contrasto con il diritto europeo sull'accesso alla giustizia.
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