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Legge n. 47 del 1985, art. 20, lett. c)

Ordine di Demolizione: L’Abuso Non Prescrive, Anche per i Nuovi Proprietari
Un proprietario ha impugnato un **ordine di demolizione** per un immobile abusivo, sostenendo di non essere l'autore dell'abuso e che l'ordine fosse prescritto. L'immobile era stato donato al ricorrente dopo la condanna della precedente proprietaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'ordine di demolizione ha carattere reale, si trasmette ai successivi proprietari e non è soggetto a prescrizione. L'inerzia della Pubblica Amministrazione non crea diritti per il proprietario. La Corte ha confermato la validità dell'ordine di demolizione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Abuso edilizio prescritto: la demolizione è totale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37245/2024, ha stabilito che l'ordine di demolizione per nuove opere abusive deve estendersi all'intero immobile, anche se il reato per la costruzione originaria è stato dichiarato estinto. La Corte chiarisce che un abuso edilizio prescritto non equivale a un condono o a una sanatoria, e qualsiasi intervento successivo, anche di manutenzione, costituisce una ripresa dell'attività illecita, giustificando la demolizione totale come misura ripristinatoria dello stato dei luoghi.
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Permesso in sanatoria: quando il giudice può annullarlo
La Corte di Cassazione conferma che il giudice penale ha il potere di disapplicare un permesso in sanatoria se lo ritiene illegittimo, anche se rilasciato dalla Pubblica Amministrazione. Nel caso specifico, un ampliamento alberghiero di 2210 mc aveva ottenuto una sanatoria nonostante superasse il limite legale di 750 mc. La Corte ha stabilito che tale limite si applica a tutti gli immobili, residenziali e non, e che un permesso rilasciato in violazione di legge non estingue il reato edilizio né l'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: quando si perde l’immobile
Un uomo ha impugnato l'ordine di demolizione di un immobile abusivo, originariamente intestato alla moglie defunta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale è la carenza di interesse ad agire: una volta che l'immobile, a seguito dell'inottemperanza, è stato acquisito al patrimonio del Comune, l'ex proprietario non ha più titolo per chiederne la revoca. La speranza di una futura riassegnazione da parte del Comune non costituisce un interesse giuridicamente rilevante.
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Ordine di demolizione: quando copre l’intero immobile
Una proprietaria, condannata per abuso edilizio, ha contestato un ordine di demolizione sostenendo che dovesse applicarsi solo all'ultimo piano sopraelevato e non all'intero edificio. Dopo un lungo iter giudiziario, durante il quale i permessi in sanatoria ottenuti sono stati giudicati illegittimi, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione si applica all'intera costruzione, poiché questa costituisce un manufatto unico e l'illegalità delle parti iniziali si estende a quelle successive. Le questioni già decise non possono essere riproposte.
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Ordine di demolizione: a chi spetta eseguirlo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che contestava un ordine di demolizione, sostenendo di non essere il possessore dell'immobile abusivo. La Corte ha ribadito che l'ordine di demolizione ha 'carattere reale', ovvero segue l'immobile e non la persona che ha commesso l'illecito. Pertanto, l'obbligo di demolire grava su chiunque abbia la disponibilità attuale del bene, indipendentemente dai passaggi di proprietà o possesso successivi alla costruzione.
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