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Legge 83/2015

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Compenso avvocato transazione: la decisione Cassazione
Una società sportiva ha contestato diverse ingiunzioni di pagamento per le parcelle di un legale. La Corte di Cassazione, pur confermando gran parte della decisione di primo grado, ha corretto il calcolo del compenso avvocato transazione. La Corte ha stabilito che, anche in caso di accordo, al legale spetta il compenso per la fase decisionale non svolta, più un aumento. È stato inoltre sanzionato l'abuso del processo per frazionamento del credito, limitando il rimborso delle spese legali.
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Opposizione atti esecutivi: rimedi e inammissibilità
Una società, inizialmente aggiudicataria di un immobile all'asta, ha proposto opposizione atti esecutivi dopo la revoca dell'aggiudicazione da parte del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'opposizione radicalmente inammissibile, chiarendo che il rimedio corretto contro quella specifica ordinanza era un altro. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza di merito perché la causa non avrebbe mai dovuto essere proposta, evidenziando l'importanza di scegliere il corretto strumento processuale.
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Riqualificazione personale giustizia: la Cassazione frena
Due dipendenti del Ministero della Giustizia avevano ottenuto in primo e secondo grado il diritto alla riqualificazione in un'area funzionale superiore. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Ministero, ha ribaltato la decisione. L'ordinanza chiarisce che la normativa sulla riqualificazione personale giustizia ha natura programmatica e non crea un diritto soggettivo automatico all'inquadramento superiore, il quale resta subordinato all'espletamento di specifiche procedure selettive e alla disponibilità di risorse.
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Riqualificazione pubblico impiego: no a diritti automatici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20623/2025, ha stabilito che le norme sulla riqualificazione del pubblico impiego, come l'art. 21-quater del D.L. 83/2015, non creano un diritto automatico al superiore inquadramento per i dipendenti. La Corte ha chiarito la natura programmatica della norma, che si limita ad autorizzare l'Amministrazione ad avviare procedure selettive, senza conferire diritti soggettivi azionabili in giudizio. La sentenza ha quindi ribaltato la decisione della Corte d'Appello, respingendo la richiesta di un dipendente del Ministero della Giustizia che chiedeva la riqualificazione da Area II ad Area III.
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