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Legge 78/2010

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Notifica al curatore: quando inizia l’impugnazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fallimento, la notifica di un avviso di accertamento fiscale effettuata solo presso la sede legale della società fallita, e non al curatore, è inefficace per far decorrere il termine di impugnazione. Il 'dies a quo', ovvero il giorno da cui parte il termine per ricorrere, coincide con la data in cui l'atto viene correttamente notificato al curatore fallimentare, unico soggetto legittimato a rappresentare l'impresa in giudizio. La Corte ha quindi accolto il ricorso della curatela, ritenendo tempestiva l'impugnazione.
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Blocco stipendi PA: non si applica al privato
Una lavoratrice di un Comune, assunta con contratto di diritto privato del settore edile, si è vista negare gli aumenti contrattuali a causa delle norme sul blocco stipendi pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il blocco della contrattazione collettiva previsto per il settore pubblico (art. 9, c. 17, D.L. 78/2010) non si applica ai rapporti di lavoro regolati da CCNL privati, anche se il datore di lavoro è un ente pubblico. La Corte ha distinto tale blocco da quello, più generale e temporalmente limitato, relativo al trattamento economico individuale.
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Notifica avviso di addebito: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di addebito I.N.P.S. tramite raccomandata con 'invio diretto' è valida secondo le regole del servizio postale ordinario. Non è necessaria la seconda raccomandata informativa (C.A.D.) prevista per gli atti giudiziari. Di conseguenza, l'opposizione presentata da un contribuente è stata respinta perché tardiva, essendo il termine decorso dalla perfezione della notifica per compiuta giacenza.
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Notifica irreperibilità assoluta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'invalidità di un avviso di accertamento notificato a una società di fatto. La decisione si fonda sulla mancata documentazione, da parte del messo notificatore, delle ricerche svolte per accertare la cosiddetta "notifica irreperibilità assoluta" del destinatario. La Corte ha stabilito che questo onere procedurale sussiste anche quando il destinatario è una società non iscritta al Registro delle Imprese, rendendo nulla la pretesa fiscale a causa del vizio di notifica dell'atto presupposto.
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Avviso di addebito nullo? Il giudice decide nel merito
Un contribuente si oppone a un avviso di addebito dell'ente previdenziale. Le corti di merito annullano l'avviso per un vizio formale legato a un precedente accertamento fiscale. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione, stabilendo che in caso di opposizione a un avviso di addebito, anche se nullo, il giudice ha il dovere di esaminare nel merito la fondatezza della pretesa contributiva, sostituendo di fatto con la propria sentenza il titolo esecutivo invalido.
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Notifica irreperibili: le ricerche sono obbligatorie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la nullità di un avviso di presa in carico. La decisione si fonda sulla non corretta procedura di notifica irreperibili dell'atto presupposto (avviso di accertamento) a una società di fatto. È stato ribadito che, per la validità della notifica, il messo notificatore deve sempre effettuare e documentare le ricerche volte a verificare l'effettiva e assoluta irreperibilità del destinatario, anche se si tratta di un'entità non iscritta nei pubblici registri.
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Contratto preliminare e art. 2932: i requisiti
Un promissario acquirente ha richiesto il trasferimento di un immobile tramite un'azione ex art. 2932 c.c., basata su un contratto preliminare. Il Tribunale ha dichiarato la domanda improcedibile. La causa è la mancanza delle dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale, considerate condizioni essenziali dell'azione. Senza questi requisiti, il giudice non può emettere una sentenza che trasferisca la proprietà.
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Pensione anticipata invalidità: la guida completa
Il Tribunale di Torino riconosce il diritto alla pensione anticipata per invalidità a una lavoratrice con invalidità dell'81%. La sentenza chiarisce che il requisito sanitario (invalidità > 80%) si basa sulla capacità lavorativa generica, non specifica, confermando anche l'applicabilità della cosiddetta 'finestra mobile' per la decorrenza del trattamento.
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