LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 741/1981

Pagina 2 di 2

Prescrizione appalti pubblici: decorrenza e collaudo
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione negli appalti pubblici. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il termine di prescrizione decennale per il diritto al saldo dell'appaltatore decorre dallo scadere dell'ottavo mese successivo alla data di ultimazione dei lavori, termine fissato per legge per il collaudo. Secondo la Corte, il mancato rispetto di questo termine da parte della stazione appaltante equivale a un rifiuto legale, rendendo il diritto esigibile. Un collaudo effettuato tardivamente è irrilevante ai fini dell'interruzione della prescrizione, poiché il potere della P.A. di effettuarlo si è consumato. Di conseguenza, il ricorso della società appaltatrice è stato respinto in quanto le sue pretese erano ormai prescritte.
Continua »
Prova esecuzione lavori: la Cassazione decide
Una società appaltatrice ha citato in giudizio un ente pubblico per il pagamento di lavori di manutenzione. In assenza del certificato formale, ha offerto fatture e testimonianze. I tribunali di merito hanno respinto la richiesta per carenza di prova esecuzione lavori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova grava sull'appaltatore e che non è possibile introdurre nuove questioni in sede di legittimità.
Continua »
Estinzione polizza fideiussoria: quando è valida?
Una società di costruzioni, dopo aver terminato i lavori di un appalto pubblico, riteneva conclusa la propria obbligazione di pagare i premi per una polizza fideiussoria. La compagnia assicurativa, invece, chiedeva il pagamento di una rata successiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice emissione del certificato di ultimazione lavori non è sufficiente a determinare l'estinzione polizza fideiussoria se, come nel caso di specie, sono presenti lavorazioni marginali da completare. La garanzia, e quindi l'obbligo di pagamento del premio, permane fino al completo adempimento di tutte le condizioni contrattuali.
Continua »
Revisione prezzi appalti: la decisione della Cassazione
Un'impresa appaltatrice ha citato in giudizio un Comune per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da sospensioni e ritardi nell'esecuzione di un appalto pubblico, oltre alla revisione prezzi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 309/2024, ha rigettato sia il ricorso dell'impresa, che lamentava un'errata quantificazione dei danni e il mancato riconoscimento della revisione prezzi, sia il ricorso incidentale del Comune. La Corte ha ribadito che la revisione prezzi non è un diritto automatico ma dipende da un potere discrezionale della stazione appaltante e ha confermato la correttezza della valutazione dei danni operata dai giudici di merito.
Continua »
Declinatoria arbitrato: nomina arbitro non è rinuncia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 208/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di appalti pubblici e arbitrato. Nel caso di una controversia tra un'impresa di costruzioni e un ente pubblico, la Corte ha chiarito che se la clausola arbitrale deriva dalla legge e non da un accordo tra le parti, la successiva declinatoria arbitrato da parte dell'ente è un diritto potestativo. La nomina del proprio arbitro, effettuata dopo la declinatoria e al solo fine di eccepire l'incompetenza, non costituisce una rinuncia alla scelta di adire la giurisdizione ordinaria. Di conseguenza, la sentenza della Corte d'Appello è stata cassata con rinvio.
Continua »
Interessi appalti pubblici: quando la mora è sospesa?
Un'impresa edile ha citato in giudizio un Comune per ottenere gli interessi di mora su pagamenti ritardati relativi a un appalto pubblico finanziato dalla Cassa Depositi e Prestiti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il calcolo degli interessi per appalti pubblici è sospeso durante il periodo necessario all'ente per ricevere i fondi. La Corte ha inoltre stabilito che la richiesta di restituzione delle somme versate in base a una sentenza poi annullata può essere legittimamente presentata per la prima volta nel giudizio di rinvio.
Continua »
Aliquota IVA appalti pubblici: quale applicare?
In un complesso caso riguardante un appalto pubblico interrotto da fallimento, la Corte di Cassazione esamina la corretta aliquota IVA da applicare. La controversia nasce dalla richiesta di pagamento per lavori eseguiti prima del fallimento, dove la società creditrice chiedeva l'applicazione della maggiore aliquota IVA vigente al momento del potenziale pagamento, anziché quella in vigore al tempo del contratto. La Corte, nel rigettare il ricorso, ha confermato la decisione della corte d'appello, stabilendo che la richiesta di una maggiore aliquota IVA appalti pubblici non era ammissibile in quanto costituiva una modifica della domanda originaria, i cui limiti erano stati fissati dal decreto ingiuntivo iniziale che già comprendeva l'IVA all'aliquota originaria.
Continua »
Interessi ritardato pagamento: la decisione della Corte
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un'amministrazione pubblica per il ritardo nel saldo di un appalto. Dopo un lungo percorso giudiziario, la Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo degli interessi ritardato pagamento si deve applicare la normativa in vigore al momento della stipula del contratto. La Corte ha rigettato l'ultimo ricorso dell'impresa, confermando che il giudice del rinvio aveva correttamente applicato i principi di diritto precedentemente fissati dalla stessa Cassazione.
Continua »
Polizza fideiussoria appalti: la competenza decide
Una società contesta il pagamento dei premi per una polizza fideiussoria appalti pubblici, sostenendo l'estinzione del contratto secondo una norma imperativa. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'assicurazione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rimette la questione alla Prima Sezione Civile, ritenuta tabellarmente competente per la specifica materia, evidenziando la delicatezza dell'interpretazione normativa.
Continua »
Revisione prezzi appalti: quando decide il giudice?
Una società costruttrice ha citato in giudizio un ente pubblico per ottenere il pagamento di somme relative a un contratto d'appalto, inclusa una richiesta di revisione prezzi. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla giurisdizione: una volta che la Pubblica Amministrazione ha riconosciuto, anche implicitamente, il diritto alla revisione prezzi, ogni successiva controversia sulla quantificazione di tale compenso (incluso il calcolo e la data di decorrenza) spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo, poiché si tratta di un diritto soggettivo e non più di un interesse legittimo.
Continua »