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Legge 56/1987

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Attività stagionali e CCNL: la Cassazione decide
Un lavoratore, impiegato per anni con contratti a tempo determinato per la manutenzione di impianti irrigui, ha chiesto la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato, sostenendo il superamento del limite massimo di 36 mesi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la contrattazione collettiva può legittimamente individuare nuove "attività stagionali" non previste dalla legge. Tale qualificazione permette di derogare al limite dei 36 mesi, rendendo legittima la successione dei contratti a termine per le mansioni specificate dal CCNL.
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NASpI lavoro carcerario: sì al sussidio per i detenuti
La Corte di Cassazione ha stabilito che i detenuti hanno diritto alla NASpI per lavoro carcerario quando il loro contratto a termine scade. La cessazione è considerata involontaria, equiparando il lavoro in carcere a quello libero ai fini previdenziali, respingendo le tesi dell'Ente Previdenziale.
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Clausola di contingentamento: onere della prova del datore
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. L, n. 7589 del 18/03/2019, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia aerea in amministrazione straordinaria, confermando la nullità di un contratto a termine. La Corte ha ribadito due principi chiave: la competenza del giudice del lavoro per le cause sullo 'status' del lavoratore anche in caso di insolvenza aziendale, e l'onere del datore di lavoro di provare il rispetto della clausola di contingentamento. La mancata allegazione specifica dei dati numerici non può essere sanata da una richiesta di prova testimoniale.
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