LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 35-bis

Diritto di difesa del detenuto: l’eccezione non sollevata costa cara
Un Detenuto aveva ricevuto una sanzione disciplinare. Il Tribunale di Sorveglianza aveva annullato questa sanzione, ritenendo che il Detenuto non avesse avuto tempo sufficiente per preparare la propria difesa. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha stabilito che il Detenuto avrebbe dovuto sollevare immediatamente l'eccezione sul suo diritto di difesa durante l'udienza disciplinare. Non avendolo fatto, il vizio procedurale è stato considerato sanato. La Corte ha quindi annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, confermando la validità della sanzione disciplinare originaria.
Continua »
Permanenza all’aperto 41-bis: Ore separate da socialità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10585/2023, ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, stabilendo un principio fondamentale sulla permanenza all'aperto 41-bis. La Corte ha confermato che le due ore massime di permanenza all'aperto per i detenuti in regime speciale sono destinate alla tutela della salute e sono distinte e aggiuntive rispetto al tempo dedicato alla socialità in locali interni. Questa decisione ribadisce che le due attività hanno finalità diverse e non possono essere sommate in un unico limite orario.
Continua »
Trasferimento detenuto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego di trasferimento. La Corte ha stabilito che la decisione sul trasferimento del detenuto è un atto puramente amministrativo, rientrante nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria e non incide su diritti soggettivi, rendendo il ricorso non giudicabile nel merito.
Continua »
Detenuti 41-bis: limiti orari per cucinare legittimi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia, annullando la decisione che consentiva a una detenuta in regime speciale di cucinare fuori dagli orari prestabiliti. La Suprema Corte ha chiarito che imporre fasce orarie per la cottura dei cibi ai detenuti 41-bis non è illegittimo né discriminatorio se tale restrizione è giustificata da concrete esigenze di sicurezza e organizzazione interna dell'istituto penitenziario, rappresentando un ragionevole bilanciamento di interessi e non una misura meramente vessatoria.
Continua »
Diritto cottura cibi detenuto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di un detenuto a cucinare i propri cibi in cella costituisce un diritto soggettivo. Di conseguenza, ogni limitazione imposta dall'amministrazione penitenziaria, come restrizioni sugli orari di utilizzo di fornelli e stoviglie, non può essere decisa sommariamente ma deve essere valutata dal Magistrato di Sorveglianza attraverso un reclamo giurisdizionale che garantisca il contraddittorio tra le parti. La Corte ha annullato l'ordinanza che aveva rigettato il reclamo di un detenuto, rinviando il caso per un nuovo giudizio nel rispetto delle corrette procedure.
Continua »
Diritti detenuti 41-bis: uso CD player e limiti
Un detenuto sottoposto al regime del 41-bis era stato autorizzato a utilizzare un lettore CD anche di notte. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo una netta distinzione: mentre il diritto a possedere l'oggetto è tutelabile, le modalità di utilizzo, come l'orario, rientrano nel potere organizzativo dell'amministrazione penitenziaria per garantire la sicurezza. Questa sentenza è cruciale per definire i confini dei diritti detenuti 41-bis e l'autonomia gestionale delle carceri.
Continua »
Sanzione disciplinare detenuto: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un carcerato avverso una sanzione disciplinare detenuto. La decisione sottolinea che il ricorso per cassazione non può mirare a una nuova valutazione dei fatti, ma solo a contestare violazioni di legge. In questo caso, la motivazione del Tribunale di Sorveglianza è stata ritenuta logica e coerente, respingendo la tesi della legittima difesa e confermando la sanzione.
Continua »
Lavoro esterno: quando il rischio di recidiva lo nega
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di ammissione al lavoro esterno per un detenuto, ritenendo corretta la valutazione del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sull'elevato pericolo di recidiva e sulla sostanziale inaffidabilità del soggetto, dimostrate da gravi condotte illecite commesse durante una precedente misura alternativa. Secondo la Corte, la sola buona condotta carceraria non è sufficiente in assenza di una concreta rivisitazione critica del proprio passato criminale, elemento indispensabile per una prognosi favorevole.
Continua »
Reclamo tribunale sorveglianza: annullato il decreto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto con cui il Presidente del Tribunale di sorveglianza aveva dichiarato inammissibile il reclamo di un detenuto. La Suprema Corte ha stabilito che la decisione sull'ammissibilità di un reclamo al tribunale di sorveglianza spetta esclusivamente all'organo collegiale e non al solo Presidente, configurando altrimenti una nullità assoluta per vizio di costituzione del giudice.
Continua »