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Legge 248/2005

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Edificabilità terreno: quando si paga l’ICI?
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI per un terreno, sostenendone la non edificabilità poiché di estensione inferiore a quella minima richiesta per un piano di lottizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'edificabilità del terreno ai fini fiscali deriva dalla sua qualificazione nel piano regolatore generale, indipendentemente dall'adozione di strumenti attuativi. La mancanza di tali strumenti o di opere di urbanizzazione incide solo sulla determinazione del valore venale del bene, non sulla sua tassabilità.
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Edificabilità terreno ai fini ICI: la Cassazione chiarisce
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI, sostenendo la non edificabilità di alcuni terreni perché di estensione inferiore al lotto minimo previsto e privi di un piano di lottizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'edificabilità terreno ai fini fiscali deriva dalla sua classificazione nel Piano Regolatore Generale, indipendentemente dall'approvazione di strumenti attuativi. La ridotta potenzialità edificatoria, dovuta alla dimensione o alla mancanza di urbanizzazione, incide solo sulla determinazione del valore venale, ma non esclude l'assoggettabilità all'imposta.
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Esenzione ICI: no se l’attività è commerciale
Un consorzio che gestisce case vacanza ha richiesto l'esenzione ICI sostenendo la finalità istituzionale della sua attività. La Corte di Cassazione ha negato il beneficio, stabilendo che la richiesta di un corrispettivo non simbolico per i soggiorni qualifica l'attività come commerciale, anche se marginale, facendo così venire meno il requisito di esclusività necessario per l'esenzione. L'onere di provare la natura non commerciale spetta al contribuente.
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Rimborso spese legali: quando il ricorso è inammissibile
Un dirigente pubblico, assolto in un giudizio di responsabilità contabile, ha richiesto al suo ex ente il rimborso integrale delle spese legali, oltre a quanto già liquidato dalla Corte dei Conti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, poiché la precedente sentenza d'appello si basava su due motivazioni autonome e il ricorrente ne aveva contestata solo una, omettendo di censurare quella relativa alla mancata prova dell'effettivo pagamento delle somme richieste. Questo caso evidenzia l'importanza di impugnare tutte le 'rationes decidendi' di una sentenza per evitare l'inammissibilità.
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