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Legge 23 dicembre 1994, n. 724, art. 30

Società non operative: stop al diniego del rimborso IVA
Una società è stata negata un rimborso IVA perché considerata 'non operativa' ai sensi della normativa nazionale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che le norme sulle società non operative che limitano il diritto alla detrazione IVA devono essere disapplicate in quanto contrastanti con i principi del diritto europeo. Il rimborso può essere negato solo in presenza di prove di frode o abuso, la cui dimostrazione spetta all'Amministrazione Finanziaria.
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Società di comodo: la crisi di settore giustifica
Una società è stata classificata come "società di comodo" per non aver superato il test di operatività. La società ha dimostrato che il mancato raggiungimento dei ricavi minimi era dovuto alla decisione di ridurre il canone di affitto di un ramo d'azienda a causa di una nota crisi di settore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che una situazione oggettiva e non dipendente dalla volontà dell'imprenditore, come una crisi di mercato, giustifica la disapplicazione del regime penalizzante previsto per le società di comodo.
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Interpello disapplicativo: quando è impugnabile?
Una società in perdita fiscale aveva presentato un interpello disapplicativo per evitare il regime delle società non operative. L'Agenzia delle Entrate aveva respinto la richiesta. Con l'ordinanza n. 30907/2024, la Corte di Cassazione ha confermato che il diniego è un atto immediatamente impugnabile. Ha inoltre stabilito che l'istanza è tempestiva se presentata in un momento in cui può ancora influenzare le scelte dichiarative del contribuente, anche dopo la scadenza ordinaria. Tuttavia, la Corte ha annullato la decisione del giudice di merito per non aver valutato le ragioni sostanziali della richiesta.
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Società non operative: sentenza nulla se motivazione è apparente
L'Agenzia delle Entrate ha qualificato una società come 'società non operative', emettendo un avviso di accertamento per maggiori imposte. La Commissione Tributaria Regionale, pur confermando la legittimità del 'test di operatività' applicato, ha creato una contraddizione insanabile ordinando di rideterminare l'imponibile con un diverso studio di settore. La Corte di Cassazione ha annullato tale sentenza per 'motivazione apparente', poiché il ragionamento del giudice di secondo grado era illogico e incomprensibile, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Società di comodo: quando si applica alle agricole?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4113/2025, ha chiarito che la disciplina sulle società di comodo si applica anche alle imprese agricole per le annualità antecedenti al 2012. La sola natura agricola dell'attività non è sufficiente a superare la presunzione legale di non operatività. Per vincere la presunzione, il contribuente deve fornire la prova di situazioni oggettive e straordinarie che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente escluso l'applicazione della normativa, rinviando la causa per un nuovo esame.
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