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legge 23 agosto 1988, n. 400, art. 17

Requisiti ONLUS: statuto e attività connesse
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un'associazione, annullando la decisione che ne consentiva l'iscrizione all'anagrafe delle ONLUS. La Corte ha stabilito che i requisiti ONLUS, previsti dalla legge, devono essere interpretati in modo rigoroso. Il tribunale di merito non aveva verificato adeguatamente che le attività statutarie (come istruzione e beneficenza) fossero rivolte esclusivamente a soggetti svantaggiati e che le attività di raccolta fondi avessero carattere meramente occasionale, come richiesto dalla normativa per beneficiare del regime fiscale agevolato.
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Contributi compensativi ICI: calcolo del minor gettito
Un Comune ha citato in giudizio i Ministeri competenti per ottenere il pagamento di contributi compensativi ICI per un importo di circa 1,4 milioni di euro, a causa della riduzione del gettito fiscale derivante dall'autodeterminazione della rendita catastale per gli immobili industriali. La Corte di Cassazione, riformando le decisioni dei giudici di merito, ha accolto la tesi dei Ministeri. Ha stabilito che, per verificare il superamento delle soglie minime per l'accesso ai contributi, non si deve tener conto delle perdite di gettito già compensate negli anni precedenti, poiché queste si 'consolidano' diventando un trasferimento statale stabile. Possono essere considerate solo le nuove perdite dell'anno e quelle passate che, essendo sotto soglia, non erano state compensate.
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Contributi statali ICI: come si calcola il rimborso?
Un Comune ha citato in giudizio due Ministeri per ottenere i contributi statali ICI a compensazione di un minor gettito fiscale. La controversia riguardava il metodo di calcolo per verificare il superamento delle soglie di rimborso. La Corte di Cassazione ha stabilito che, una volta compensata, una perdita di gettito si "consolida" e non può essere ricalcolata negli anni successivi ai fini del superamento delle soglie. Il calcolo annuale deve includere solo le nuove perdite e quelle degli anni precedenti mai compensate perché al di sotto delle soglie.
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Diritto all’assunzione: quando non spetta lo scorrimento
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'assunzione a dipendenti pubblici risultati idonei in una graduatoria per una progressione di carriera. La decisione si fonda su due pilastri: la mancanza di una specifica autorizzazione governativa per i posti eccedenti i primi coperti e l'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) prima dell'approvazione della graduatoria. Secondo la Corte, i candidati vantavano solo una mera aspettativa e non un diritto quesito, poiché la loro posizione giuridica non si era ancora consolidata.
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Progressione verticale: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla progressione verticale a due dipendenti pubblici. Nonostante fossero risultati idonei in una selezione per 920 posti, l'Amministrazione aveva ricevuto autorizzazione solo per 460. La Corte ha stabilito che la mancanza dell'autorizzazione per i posti successivi e l'entrata in vigore di una nuova normativa (d.lgs. 150/2009) hanno impedito il sorgere di un diritto soggettivo all'inquadramento superiore, trattandosi di una mera aspettativa.
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Progressione verticale: quando sorge il diritto?
Un dipendente pubblico, risultato idoneo in una procedura di progressione verticale, si è visto negare la promozione a causa di una nuova legge (ius superveniens) entrata in vigore prima del consolidamento del suo diritto. La Cassazione ha confermato che il diritto all'assunzione sorge solo con l'approvazione della graduatoria e la collocazione in posizione utile per un posto autorizzato, non con la mera idoneità.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria a un gruppo di dipendenti pubblici. La sentenza chiarisce che, in assenza di una specifica autorizzazione governativa per i posti aggiuntivi e a seguito di una nuova legge più restrittiva (ius superveniens), i candidati idonei non vantano un diritto soggettivo all'assunzione, ma solo una mera aspettativa.
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24 CFU abilitazione: non bastano per la II fascia
La Corte di Cassazione ha stabilito che il possesso di una laurea e dei 24 CFU non è sufficiente per l'inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. Questa pronuncia chiarisce la distinzione fondamentale tra i requisiti di accesso al concorso per docenti e la vera e propria abilitazione all'insegnamento. La Corte ha accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello e respingendo la domanda dell'aspirante docente, che deve quindi essere inserito in terza fascia. La sentenza sottolinea che l'abilitazione si consegue solo superando il concorso, non semplicemente possedendone i titoli di ammissione.
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Indennità di custodia: gli usi locali prevalgono
La Corte di Cassazione ha stabilito che per calcolare l'indennità di custodia di beni sequestrati non previsti da tariffe nazionali, si deve fare riferimento agli 'usi locali'. Questi possono includere le tabelle prefettizie per i sequestri amministrativi, senza necessità di riduzioni equitative. Il caso riguardava la custodia di materiale contraffatto. Il Ministero della Giustizia, che proponeva un importo inferiore, ha visto il suo ricorso respinto, confermando la decisione del Tribunale di merito che aveva aumentato significativamente l'indennità basandosi proprio su tali usi locali, provati in giudizio dalla società custode.
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Licenziamento età pensionabile: diritto a continuare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24917/2025, ha stabilito che il licenziamento per età pensionabile è illegittimo se il lavoratore ha espresso la volontà di proseguire l'attività lavorativa. Il caso riguardava un conducente di un'azienda di trasporti, licenziato al raggiungimento dei 62 anni, età prevista per la pensione di vecchiaia anticipata nel suo settore. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che la facoltà del dipendente di optare per la continuazione del rapporto di lavoro prevale sulla mera maturazione dei requisiti pensionistici anticipati, configurando un diritto soggettivo che non richiede il consenso del datore di lavoro.
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Comunicazione ENEA: tardiva non fa perdere il bonus
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la mancata o tardiva comunicazione all'ENEA dei lavori di riqualificazione energetica non comporta la perdita della relativa detrazione fiscale. Secondo i giudici, questo adempimento ha una finalità puramente statistica e di monitoraggio, e non costituisce un requisito sostanziale per l'accesso al beneficio. In assenza di una norma che preveda espressamente la decadenza, il contribuente che ha sostenuto le spese e possiede i requisiti mantiene il diritto all'agevolazione.
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Abilitazione insegnamento: Laurea e 24 CFU bastano?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il possesso di una laurea e di 24 CFU non equivale ad una piena abilitazione insegnamento. Pertanto, un docente con questi titoli non ha diritto all'inserimento nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto, riservata ai docenti abilitati, ma deve essere collocato in terza fascia. La Corte ha chiarito che tali requisiti consentono solo la partecipazione ai concorsi, mentre l'abilitazione si consegue unicamente con il superamento degli stessi.
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