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Legge 220/2010

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Assoluzione penale e Fisco: rinvio alle Sezioni Unite
Una contribuente, destinataria di un avviso di accertamento per redditi da scommesse non autorizzate, è stata assolta in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste". La Corte di Cassazione, investita del ricorso fiscale, ha sospeso il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione di massima riguardante gli effetti vincolanti dell'assoluzione penale nel processo tributario.
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Reddito da scommesse: il caso attende le Sezioni Unite
Un'impresa individuale, operante nel settore delle scommesse, ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati derivanti dalla raccolta di giocate per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha esaminato il caso. Rilevando la sopravvenuta assoluzione penale della contribuente "perché il fatto non sussiste" e la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite, la Corte ha deciso di sospendere il procedimento (rinvio a nuovo ruolo) in attesa della pronuncia nomofilattica sul vincolo tra giudicato penale e processo tributario.
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Assoluzione penale e tasse: stop al processo tributario
Un'imprenditrice, titolare di un centro scommesse, riceve un accertamento fiscale per redditi non dichiarati derivanti da un'attività di raccolta gioco per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo essere stata assolta in sede penale con la formula 'perché il fatto non sussiste', la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso dell'Agenzia delle Entrate, sospende il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione di massima riguardante il valore vincolante dell'assoluzione penale nel processo tributario.
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Assoluzione penale e accertamento fiscale: il rinvio
Un'imprenditrice, titolare di un centro scommesse, riceve un accertamento fiscale per ricavi non dichiarati derivanti da giocate raccolte per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo essere stata assolta in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste", la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso fiscale, sospende il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sul tema del vincolo tra giudicato penale e processo tributario. La questione centrale è se l'assoluzione penale possa invalidare l'accertamento fiscale basato sugli stessi fatti.
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Imposta forfettaria scommesse: la Cassazione e il 2015
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso sull'imposta forfettaria scommesse. È stato stabilito che il nuovo, più oneroso, metodo di calcolo forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 non era applicabile per l'anno d'imposta 2015, ma solo a partire dal 1° gennaio 2016. La modifica legislativa successiva ha infatti operato come una proroga, posticipando l'entrata in vigore della nuova disciplina e salvaguardando l'applicazione delle norme previgenti per il 2015.
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Deducibilità costi da reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità dei costi da reato è esclusa qualora venga esercitata l'azione penale, indipendentemente dal momento in cui ciò avvenga rispetto alla dichiarazione dei redditi. L'ordinanza chiarisce che il collegamento funzionale tra il costo e l'attività delittuosa è il criterio determinante per l'indeducibilità, respingendo la tesi che l'azione penale debba essere anteriore alla deduzione fiscale. La sentenza impugnata, che aveva permesso la deduzione, è stata quindi cassata con rinvio.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera, operante in Italia senza concessione, ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la sua piena responsabilità fiscale per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che, per le annualità dal 2011 in poi, l'imposta è dovuta in solido sia dal bookmaker estero che dall'intermediario locale (CTD), in conformità con il diritto dell'Unione Europea e le precedenti sentenze della Corte Costituzionale. Il controricorso dell'Agenzia Fiscale è stato invece dichiarato inammissibile.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2025, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2015. La Corte ha stabilito la piena legittimità dell'imposizione anche per gli operatori privi di concessione statale che raccolgono gioco in Italia. È stata inoltre confermata la costituzionalità del metodo di determinazione presuntiva della base imponibile, pari al triplo della media provinciale della raccolta, qualora l'operatore non abbia aderito al regime di regolarizzazione. La presunzione, secondo la Corte, non è assoluta ma relativa, consentendo al contribuente di fornire prova contraria.
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Incertezza normativa: no sanzioni su imposta unica
La Corte di Cassazione, con ordinanza 6244/2025, ha stabilito un importante principio in materia di imposta unica sulle scommesse. Un operatore estero, pur essendo stato ritenuto soggetto passivo per l'attività svolta in Italia nell'anno 2008 tramite un intermediario locale, ha ottenuto l'annullamento totale delle sanzioni. La Corte ha riconosciuto una condizione di oggettiva incertezza normativa preesistente alla legge interpretativa del 2010, che rendeva non chiara l'applicazione del tributo a soggetti privi di concessione. Di conseguenza, mentre l'imposta resta dovuta, la sanzione non è applicabile.
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Imposta unica scommesse: chi paga prima del 2011?
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativo all'anno 2007 a carico di un centro trasmissione dati. Seguendo una precedente sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che, per i periodi d'imposta antecedenti al 2011, il titolare del centro non è il soggetto passivo del tributo. La responsabilità ricade sul bookmaker, poiché il gestore del centro non aveva la possibilità di trasferire contrattualmente il carico fiscale.
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Raccolta scommesse illegale: onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un operatore condannato per raccolta scommesse illegale per conto di una società estera. La Corte ha stabilito che spetta all'imputato l'onere di provare la presunta natura discriminatoria della normativa nazionale rispetto al diritto UE, che avrebbe impedito alla società estera di ottenere la concessione. In assenza di tale prova, la condanna è legittima.
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Leasing immobiliare risolto: tasse fisse sul bene
La Corte di Cassazione ha stabilito che al trasferimento di un immobile a seguito di un leasing immobiliare risolto per inadempimento dell'utilizzatore si applicano le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, e non proporzionale. Questa regola vale anche se il trasferimento, disposto da una sentenza, è subordinato a una condizione che non si è poi verificata. La Corte ha chiarito che la normativa di riferimento (art. 35, D.L. 223/2006) non costituisce un beneficio fiscale 'una tantum', ma un regime fiscale specifico e proprio per questo tipo di operazioni.
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Definizione agevolata coobbligato: giudizio estinto
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio tributario relativo all'imposta unica sulle scommesse. La decisione deriva dal fatto che la definizione agevolata del coobbligato solidale, in questo caso un bookmaker estero, ha perfezionato il pagamento del debito, estendendo i suoi effetti benefici anche al ricorrente, titolare di un centro trasmissione dati. La pronuncia chiarisce l'efficacia liberatoria del pagamento effettuato da uno dei condebitori.
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