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Legge 218/1995

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Giurisdizione internazionale e contratti tra imprese
Una società italiana ottiene un decreto ingiuntivo contro una società francese per un contratto d'appalto. La società francese si oppone, sostenendo la competenza del giudice francese. La Corte d'Appello accoglie l'opposizione, riconoscendo una precedente sentenza francese sulla questione. La Corte di Cassazione, investita del caso, ritiene la questione sulla giurisdizione internazionale di tale complessità da rimettere la decisione alle Sezioni Unite, l'organo supremo della Corte stessa.
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Accettazione tacita giurisdizione: quando non vale
La Cassazione ha stabilito che un convenuto straniero non manifesta un'accettazione tacita della giurisdizione italiana se le sue difese nel merito sono espressamente subordinate all'eccezione di difetto di giurisdizione. Nel caso, una banca estera, pur chiedendo misure cautelari, aveva sempre basato le sue istanze sulla fondatezza della sua eccezione principale, escludendo così una volontà di sottomettersi al giudice italiano.
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Sentenza straniera non notificata: no al riconoscimento
La Corte d'Appello di Torino ha respinto la richiesta di riconoscimento di una sentenza di divorzio francese del 1999. La decisione si fonda sul fatto che la sentenza straniera non notificata alla controparte entro il termine di sei mesi previsto dalla legge francese, non è mai diventata definitiva ('passata in giudicato'). Tale vizio insanabile impedisce che la decisione possa avere efficacia nel nostro ordinamento, rendendo irrilevante la successiva notifica avvenuta a 25 anni di distanza.
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Riconoscimento provvedimento straniero: sì dalla Corte
La Corte d'Appello di Venezia ha accolto la richiesta di due genitori per il riconoscimento di un provvedimento di tutela emesso da un tribunale statunitense a favore della figlia maggiorenne incapace. Il Comune si era opposto, ma la Corte ha chiarito che il riconoscimento provvedimento straniero di nomina del tutore è un atto distinto dalla successiva autorizzazione a compiere specifici atti in Italia, affermando la compatibilità dell'istituto statunitense con l'ordine pubblico italiano.
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