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Legge 214/2011

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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata contro la decisione di merito che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che tali prelievi, qualificabili come prestazioni patrimoniali, possono essere istituiti solo dalla legge statale (principio della riserva di legge) e non rientrano nell'autonomia gestionale degli enti previdenziali. Inoltre, è stato confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata su una pensione già liquidata. La Corte ha stabilito che tali enti non hanno il potere di imporre prelievi, assimilabili a prestazioni patrimoniali, che sono di esclusiva competenza del legislatore statale. Inoltre, è stato confermato che il diritto alla restituzione di tali somme si prescrive in dieci anni e non in cinque, poiché la controversia riguarda la quantificazione stessa del trattamento pensionistico e non singole rate non pagate.
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Immobili collabenti: tassazione ICI esclusa dalla Cass.
Una società si opponeva ad avvisi di accertamento ICI per il 2008-2009 emessi da un Comune, contestando la tassazione di immobili collabenti (cat. F/2) e di immobili ritenuti rurali. La Cassazione ha accolto il ricorso della società sugli immobili collabenti, stabilendo che non sono tassabili né come fabbricati (perché privi di rendita) né come aree edificabili. Ha però accolto il ricorso del Comune sugli immobili rurali, affermando la decisività della classificazione catastale per l'esenzione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un Ente di Edilizia Residenziale Pubblica ha contestato avvisi di accertamento IMU per gli anni 2014-2017, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili quali "alloggi sociali". La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha cassato la sentenza di secondo grado. La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra la detrazione di 200 euro, prevista per gli alloggi ex IACP, e la piena esenzione IMU alloggi sociali, applicabile dal 2014 a quegli immobili che rispettano i requisiti del D.M. 22/04/2008. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente che gestisce edilizia residenziale pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione precedente. I giudici hanno chiarito la distinzione fondamentale tra alloggi regolarmente assegnati (ex IACP), che beneficiano solo di una detrazione, e gli 'alloggi sociali', che hanno diritto alla totale esenzione IMU dal 2014. La causa è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione basata su questi principi, in particolare per verificare se gli immobili in questione soddisfino i requisiti specifici per l'esenzione IMU alloggi sociali.
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Esenzione IMU casa coniugale: serve la residenza
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU/TASI a una contribuente a cui era stata assegnata la casa coniugale, ma che risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU casa coniugale sono indispensabili sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Il solo provvedimento di assegnazione del giudice non è sufficiente a garantire l'agevolazione fiscale.
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Pensione in deroga: l’età non si cristallizza
Una lavoratrice, autorizzata ai versamenti volontari prima della riforma del 2011, ha richiesto la pensione in deroga. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che la deroga si applica ai requisiti contributivi ma non blocca l'adeguamento dell'età anagrafica, che resta quella vigente al momento della domanda.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che solo la legge statale, e non i regolamenti interni degli enti, può imporre prelievi patrimoniali. Inoltre, ha confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5959/2025, ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, è di esclusiva competenza del legislatore. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere il rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni, non nel termine più breve di cinque anni.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cassa previdenziale, confermando che il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di una professionista era illegittimo. La Corte ha ribadito che solo una legge dello Stato, e non una delibera autonoma dell'ente, può imporre un prelievo di natura patrimoniale. È stato inoltre confermato il diritto al rimborso entro il termine di prescrizione di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: calcolo su tutta la pensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1396/2025, ha stabilito che il contributo di solidarietà introdotto per il quinquennio 2012-2017 deve essere calcolato sull'intero importo delle pensioni erogate dai fondi speciali soppressi (come quello dei telefonici), e non solo sulla parte che eccede il trattamento del regime generale. La Corte ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, chiarendo che la finalità della norma era riequilibrare i fondi pensionistici, giustificando così il prelievo sull'intera prestazione maturata nel regime speciale.
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Contributi integrativi: stop ai pagamenti e diritto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che negava il calcolo dei contributi integrativi a un lavoratore del settore gas a causa di una temporanea interruzione dei versamenti. La Corte ha stabilito che una singola interruzione non costituisce una rinuncia al diritto, specialmente quando il lavoratore aveva già maturato i requisiti per la pensione in regime di salvaguardia. Il ricorso dell'ente è stato giudicato generico e non in grado di contestare le precise motivazioni della corte d'appello.
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Contributo di solidarietà: calcolo sulla pensione intera
Un gruppo di pensionati di un fondo speciale ha contestato l'applicazione del contributo di solidarietà sull'intero importo della loro pensione, sostenendo che dovesse applicarsi solo alla parte eccedente rispetto al regime generale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando un orientamento consolidato: il contributo si calcola sull'intera pensione maturata nel fondo speciale, in linea con la finalità della norma di riequilibrare le gestioni previdenziali speciali.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge statale può introdurre, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. L'autonomia delle casse non si estende fino a poter imporre trattenute su trattamenti pensionistici già determinati. Il ricorso della cassa è stato quindi respinto.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
Una cassa di previdenza per professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, dichiarando il prelievo illegittimo. La Corte ha ribadito che solo lo Stato, tramite una legge, può imporre contributi finanziari obbligatori, e non le casse di previdenza private. Di conseguenza, il ricorso della cassa è stato respinto, confermando l'obbligo di restituire le somme trattenute e applicando una prescrizione di dieci anni per la richiesta di rimborso.
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Interessi rimborso IRES: decorrenza dal versamento
Una società creditizia ha richiesto un rimborso IRES a seguito della sopravvenuta deducibilità parziale dell'IRAP. La controversia riguardava la data di decorrenza degli interessi su tale rimborso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che gli interessi decorrono dalla data dell'originario versamento e non dalla data di entrata in vigore della legge che ha introdotto la deducibilità. La Corte ha chiarito che la normativa tributaria sui rimborsi è speciale e prevale su quella civilistica dell'indebito, affermando la natura compensativa degli interessi, volti a reintegrare il patrimonio del contribuente dal momento in cui ha effettuato il pagamento non dovuto, a prescindere dalla buona fede dell'Amministrazione Finanziaria. La sentenza ha quindi cassato la decisione di secondo grado, che aveva fissato una decorrenza successiva, e ha accolto il ricorso incidentale dell'Amministrazione Finanziaria su un altro punto processuale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo il legislatore può istituire, e non può essere deliberato autonomamente dagli enti. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale la cui imposizione è riservata esclusivamente alla legge dello Stato, come previsto dall'art. 23 della Costituzione. Le casse private non possono, di propria iniziativa, introdurre trattenute di questo tipo, neanche per garantire l'equilibrio di bilancio. Il ricorso dell'ente è stato dichiarato inammissibile.
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Tetti retributivi: si applicano ai contratti in corso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i tetti retributivi di 240.000 euro, introdotti dal D.L. 66/2014 per i dirigenti di società a partecipazione pubblica, si applicano a tutti i contratti di lavoro, inclusi quelli stipulati prima dell'entrata in vigore della legge. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito, sottolineando la natura generale e sostitutiva della norma, finalizzata alla razionalizzazione della spesa pubblica e priva di eccezioni per i rapporti preesistenti.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
Una Cassa Previdenziale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo, stabilendo che tali misure possono essere introdotte solo dal legislatore e non dagli enti previdenziali autonomi. L'ente è stato condannato per aver ignorato la giurisprudenza consolidata.
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