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Legge 2 dicembre 2016, n. 242

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Errore di diritto e cannabis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per un imprenditore agricolo accusato di detenzione di oltre 1.400 kg di marijuana. Il giudice di primo grado lo aveva assolto per un presunto errore di diritto inevitabile, dovuto alla complessità normativa sulla cannabis. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che un operatore professionale del settore non può invocare l'ignoranza scusabile, specialmente dopo che le Sezioni Unite avevano già chiarito la legge. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Commercializzazione cannabis light: la Cassazione fa chiarezza
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30475 del 2019, hanno affrontato la questione della legalità della commercializzazione di derivati della cosiddetta "cannabis light". Il caso nasce dal ricorso di un Procuratore della Repubblica contro l'annullamento di un sequestro di inflorescenze di canapa. La Corte ha stabilito che la legge n. 242/2016, che promuove la filiera agroindustriale della canapa, non legalizza la vendita al dettaglio di foglie, inflorescenze o resine. Tale commercializzazione cannabis light, pertanto, integra il reato previsto dal Testo Unico Stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990). Tuttavia, la punibilità è esclusa se il giudice accerta, caso per caso, che il prodotto è concretamente privo di qualsiasi effetto drogante, in applicazione del principio di offensività.
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