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Legge 190/2012

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Corruzione propria: Cassazione chiarisce e prescrive
La Corte di Cassazione ha analizzato un complesso caso di corruzione vedendo coinvolto un funzionario pubblico e diversi imprenditori. La Corte ha distinto i reati in corruzione propria per atti contrari ai doveri d'ufficio e corruzione funzionale. A causa di questa riqualificazione e del tempo trascorso, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione. Tuttavia, sono state confermate le statuizioni civili a favore di un Comune e la confisca delle somme illecite, sottolineando che l'estinzione del reato non cancella le conseguenze patrimoniali.
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Sanzione disciplinare proporzionalità: obbligo del giudice
Una dirigente pubblica viene sanzionata per plurime irregolarità. In sede giudiziale, alcuni addebiti vengono meno ma la sanzione è confermata. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo un principio fondamentale sulla sanzione disciplinare e proporzionalità: se la base accusatoria si riduce, il giudice ha il potere e il dovere di rivalutare e rideterminare la sanzione, anche in assenza di una specifica richiesta, per garantire che sia equa rispetto agli illeciti effettivamente accertati.
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Licenziamento disciplinare: la difesa è un diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento disciplinare di un dirigente, intimato prima della scadenza del termine per presentare le difese. La Corte ha stabilito che il recesso è ingiustificato se il datore di lavoro non attende la scadenza dei termini, specialmente se il lavoratore non ha potuto esercitare pienamente il suo diritto di difesa a causa di una detenzione domiciliare. La violazione di tali garanzie procedurali non comporta la nullità del licenziamento, ma lo rende 'ingiustificato', con diritto del lavoratore a un'indennità supplementare come previsto dalla contrattazione collettiva, escludendo la reintegrazione.
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