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Legge 145/2013

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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: no a migliorie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7234/2024, ha negato il beneficio del credito d'imposta ricerca e sviluppo a un'impresa di servizi di sicurezza. La Corte ha stabilito che le semplici migliorie organizzative, realizzate con tecnologie già note sul mercato, non costituiscono attività di ricerca e sviluppo agevolabile. Per ottenere il beneficio fiscale, è necessaria un'innovatività che superi l'ambito della singola impresa, puntando all'acquisizione di nuove conoscenze attraverso sperimentazione e ricerca.
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Credito inesistente: la Cassazione chiarisce la colpa
Un imprenditore, condannato per l'indebita compensazione di un credito d'imposta per Ricerca e Sviluppo, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che il credito fosse solo "non spettante" e non "inesistente", e di aver agito senza dolo, fidandosi di consulenti esterni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la natura di credito inesistente in quanto mancavano i presupposti costitutivi oggettivi. Ha inoltre ribadito che l'affidamento a professionisti non esonera automaticamente dalla responsabilità penale, poiché la non esistenza del credito è un forte indizio della volontà di frodare il Fisco.
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Prededuzione crediti: la funzionalità prevale sull’esito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di prededuzione crediti professionali. Il caso riguardava un professionista il cui compenso non era stato ammesso in prededuzione nel fallimento successivo a un concordato preventivo, poiché quest'ultimo era stato revocato. La Corte ha cassato la decisione, affermando che il diritto alla prededuzione non dipende dall'esito finale della procedura, ma dalla "funzionalità" della prestazione valutata "ex ante", ovvero al momento in cui è stata resa. Il giudice deve verificare se il servizio era strumentale alla procedura concorsuale, non se ha effettivamente prodotto un beneficio.
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Lavoro subordinato: quando il tirocinio non basta
Un'azienda è stata sanzionata per aver impiegato una lavoratrice senza regolare comunicazione, sostenendo si trattasse di un tirocinio. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, ritenendo che la mancanza di documentazione formale e la presenza di indizi concreti (orari fissi, direttive) provassero l'esistenza di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato.
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Crediti prededucibili: quando sono ammessi?
La Corte di Cassazione interviene sul tema dei crediti prededucibili sorti durante la fase di concordato con riserva. Una società fornitrice di imballaggi chiedeva il riconoscimento della prededuzione per le forniture effettuate a un'azienda poi fallita. La Suprema Corte ha stabilito che, per riconoscere tali crediti, non basta la mera funzionalità dell'atto all'attività d'impresa, ma è necessaria una valutazione rigorosa sulla sua natura di 'ordinaria amministrazione'. Questo implica verificare la coerenza dell'atto con il tipo di piano concordatario previsto e, soprattutto, con l'interesse della massa dei creditori, al fine di non pregiudicare il patrimonio del debitore.
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