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Legge 137/2020 — Sezione Quarta Penale

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Altri anni per Legge 137/2020

Pericolo di recidiva: la Cassazione e le misure cautelari
La Corte di Cassazione conferma un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso di un indagato. La sentenza stabilisce che la valutazione del pericolo di recidiva non può basarsi su mere presunzioni, ma richiede un'analisi concreta e attuale della personalità dell'individato, valorizzando anche precedenti penali recenti, nonostante il tempo trascorso dai fatti contestati.
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Sospensione patente: cumulo delle sanzioni per più reati
Un conducente, condannato con patteggiamento per omissione di soccorso e fuga dopo aver investito un pedone, si è visto applicare una sospensione della patente di otto mesi. La Procura Generale ha impugnato la decisione, sostenendo che la durata della sanzione dovesse essere la somma dei minimi previsti per ogni reato (pari a due anni e sei mesi). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in caso di più illeciti che prevedono la sospensione patente, i periodi non si assorbono ma si sommano. La sentenza è stata annullata sul punto e rinviata al Tribunale per un nuovo calcolo della sanzione.
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Affectio societatis: Cassazione e associazione criminale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La difesa contestava la sussistenza della 'affectio societatis' e la necessità della misura detentiva. La Corte ha ritenuto logica la motivazione del Tribunale del Riesame, basata sulla pluralità di reati, la collaborazione stabile e la condivisione dei proventi, confermando che tali elementi sono sufficienti a dimostrare l'inserimento consapevole nel sodalizio criminoso.
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Risarcimento del danno: demolizione tardiva non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la demolizione di un'opera edilizia abusiva, se effettuata dopo l'emissione di un'ordinanza di demolizione da parte dell'autorità amministrativa, non consente di beneficiare dell'attenuante del risarcimento del danno. Secondo la Corte, per ottenere lo sconto di pena, la riparazione deve essere spontanea e non una conseguenza di un'azione impositiva della pubblica amministrazione. Il ricorso degli imputati, condannati per reati edilizi, è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Colpa grave e ingiusta detenzione: quando non spetta
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a una persona assolta, ritenendo sussistente la colpa grave. La sua consapevole vicinanza alle attività illecite del compagno, pur senza partecipazione diretta al reato, ha integrato la condotta ostativa al risarcimento, secondo l'art. 314 c.p.p.
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Termine di comparizione: la Cassazione chiarisce
Un individuo condannato per spaccio di lieve entità ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la violazione del nuovo termine di comparizione introdotto dalla Riforma Cartabia e la mancanza di prova sull'efficacia drogante della sostanza. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando, sulla base di una recente sentenza delle Sezioni Unite, che il nuovo termine si applica solo alle impugnazioni successive al 1° luglio 2024. Inoltre, ha ribadito che nel rito abbreviato l'efficacia drogante può essere desunta da elementi indiziari, senza necessità di una perizia tecnica.
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Prescrizione e guida in ebbrezza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, che lamentava l'intervenuta prescrizione. La Corte chiarisce che per i reati commessi tra il 2017 e il 2020 si applica la Legge Orlando, la quale prevede una specifica causa di sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Furto in abitazione: la prova indiziaria è sufficiente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione di un individuo trovato in possesso di un'auto rubata da un cortile privato. La sentenza stabilisce che una serie di indizi gravi, precisi e concordanti (come il possesso del veicolo, degli arnesi da scasso e la tempistica) sono sufficienti a provare la colpevolezza, anche in assenza di una confessione. Il ricorso è stato respinto anche in merito alla richiesta di pene sostitutive, poiché non avanzata tempestivamente nel giudizio di appello.
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Riparazione ingiusta detenzione: quando è negata
Un soggetto, assolto in via definitiva dall'accusa di associazione mafiosa, si vede negare la richiesta di risarcimento. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che la frequentazione abituale di soggetti legati alla criminalità organizzata costituisce una 'colpa grave' che osta alla riparazione per ingiusta detenzione, poiché tale condotta ha contribuito a generare il sospetto che ha portato all'arresto.
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