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Legge 136/2018

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Ricorso inammissibile: oneri procedurali non assolti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una cartella di pagamento. La decisione si fonda su molteplici vizi procedurali, tra cui la mancata notifica dell'istanza di discussione orale alle controparti e la genericità dei motivi di appello. La sentenza ribadisce che il rispetto rigoroso delle norme processuali è un requisito fondamentale per l'ammissibilità dell'impugnazione. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile in ogni sua parte, condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Motivazione parvente: Cassazione e accertamento fiscale
Una società edile impugnava un accertamento fiscale basato su presunte sottovalutazioni immobiliari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, giudicandolo inammissibile perché mirava a un riesame del merito. Ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza d'appello per motivazione parvente, poiché non aveva adeguatamente spiegato perché alcuni immobili non fossero comparabili ai fini della valutazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Inadempimento mandato: quando è infondato?
La sentenza analizza un caso di presunto inadempimento mandato per la vendita di un immobile. L'attore (mandante) ha citato in giudizio il convenuto (mandatario) chiedendo un risarcimento pari all'importo della plusvalenza fiscale scaturita dalla vendita. Il Tribunale ha rigettato la domanda, stabilendo che il mandatario non ha commesso alcun inadempimento, in quanto il mandante era pienamente a conoscenza delle operazioni e la plusvalenza fiscale costituisce un obbligo personale del venditore, non un danno risarcibile. Inoltre, il Tribunale ha condannato l'attore per lite temeraria, avendo agito in giudizio con mala fede.
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