La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8129/2025, ha stabilito l'illegittimità della compensazione di un debito fiscale attraverso l'istituto dell'accollo del debito d'imposta. Il caso riguardava una società il cui debito era stato pagato da terzi (accollanti) tramite l'uso dei propri crediti fiscali. La Suprema Corte ha chiarito che, anche prima dell'esplicito divieto introdotto nel 2019, la compensazione tributaria richiede la coincidenza tra il soggetto debitore e il titolare del credito, principio non soddisfatto in caso di accollo.
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