LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 119/2018

Pagina 8 di 40

Definizione agevolata della controversia: stop al diniego
L'Agenzia delle Entrate ha notificato ad alcuni contribuenti un avviso di liquidazione per il pagamento dell'imposta di registro su una sentenza civile. I contribuenti hanno impugnato l'atto e, durante la causa, hanno presentato domanda di definizione agevolata della controversia pagando l'intero importo richiesto. L'ente impositore ha tuttavia respinto l'istanza, sostenendo che l'avviso di liquidazione fosse un semplice atto di riscossione escluso dalla procedura agevolata. I contribuenti hanno impugnato il diniego dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici Supremi hanno stabilito che l'avviso di liquidazione costituisce il primo atto impositivo con cui il fisco comunica la pretesa debitoria. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso dei contribuenti, ha annullato il diniego dell'ufficio e ha dichiarato estinto il processo tributario.
Continua »
Cessazione materia del contendere tributaria: lite fiscale risolta con accordo
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento fiscale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, il Contribuente ha aderito a una "definizione agevolata delle pendenze tributarie" (una sorta di condono fiscale) prevista dalla legge, presentando la documentazione che attestava la richiesta e l'inizio dei pagamenti. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la "cessazione della materia del contendere tributaria". Questo significa che non c'era più una controversia da risolvere in tribunale, poiché la questione era stata risolta tra le parti tramite l'accordo agevolato. Le spese legali sono state compensate.
Continua »
Fatture Inesistenti e Definizione della Controversia: Chiude il Contenzioso Tributario
L'Amministrazione finanziaria contestava a un Promotore Finanziario costi dedotti e IVA detratta, ritenendo le fatture "oggettivamente inesistenti". Dopo un iter giudiziario, il Promotore Finanziario ha aderito alla "definizione della controversia tributaria" ai sensi dell'Art. 6, d.l. n. 119/2018, saldando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, poiché la lite era stata risolta. Le spese sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
Continua »
Definizione Agevolata: Il Processo Tributario si Estingue
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro un Contribuente per maggiori imposte (Irpef, Irap, Iva) relative a ricavi non dichiarati e costi non deducibili. Dopo un iter giudiziario, la controversia è giunta in Cassazione. Qui, il Contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie, procedura confermata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario, con le spese a carico della parte che le aveva anticipate, riconoscendo l'efficacia della definizione agevolata.
Continua »
Sanzioni Tributarie: Definizione Agevolata Possibile anche con Pagamento Tardivo
L'Azienda ha versato in ritardo una tassa di concessione governativa, ricevendo sanzioni dall'Amministrazione Fiscale. Dopo aver perso in appello, l'Azienda ha tentato la definizione agevolata delle sanzioni tributarie, chiedendo l'azzeramento. L'Amministrazione ha negato, sostenendo che la definizione agevolata si applicasse solo agli atti impositivi, non alle mere riscossioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha chiarito che la definizione a zero delle sanzioni è possibile se il tributo sottostante è già stato definito o pagato, anche tardivamente, estinguendo il giudizio.
Continua »
Sospensione termini impugnazione tributaria: l’errore della CTR
L'Amministrazione finanziaria ha contestato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato tardivo il suo appello contro l'annullamento di avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La Corte di Cassazione ha stabilito che la Commissione Tributaria Regionale ha sbagliato a non applicare la sospensione termini impugnazione tributaria prevista dal D.L. n. 119/2018. Questa norma sospende i termini di impugnazione per nove mesi per le controversie definibili. Di conseguenza, l'appello dell'Amministrazione era tempestivo. La Cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato il caso alla CTR per un nuovo esame.
Continua »
Definizione agevolata: istanza inammissibile, processo estinto
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda una "sopravvenienza non tassabile" (un guadagno non previsto che non dovrebbe essere tassato) emettendo un avviso di accertamento. L'Azienda ha impugnato l'atto. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha chiesto di avvalersi della definizione agevolata, sostenendo che la procedura si fosse perfezionata per silenzio dell'Agenzia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di trattazione dell'Azienda e ha confermato l'estinzione del procedimento già disposta. La Corte ha ritenuto che l'Azienda non avesse un interesse sostanziale a chiedere la revoca del decreto, poiché l'esito finale sarebbe stato identico. Le spese sono state compensate.
Continua »
Giudicato Esterno Tributario: Quando un precedente non salva i costi
Un agente di commercio ha contestato avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA, relativi a costi considerati non inerenti o derivanti da operazioni inesistenti. Il contribuente ha invocato il `giudicato esterno tributario`, sostenendo che precedenti sentenze avessero già riconosciuto la deducibilità di spese simili per altri anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il `giudicato esterno tributario` non si applica automaticamente alle spese deducibili, poiché la loro inerenza è una valutazione annuale e variabile. Spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza e inerenza delle operazioni, non essendo sufficiente la sola fattura, soprattutto in presenza di indizi che suggeriscono operazioni fittizie e commistione tra le parti.
Continua »
Prescrizione tributi erariali: termine di dieci e non cinque anni
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle esattoriali per debiti fiscali. I giudici di merito hanno annullato parte degli atti sostenendo l'avvenuta prescrizione tributi erariali nel termine breve di cinque anni. L'Agente della Riscossione ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'applicabilità del termine ordinario di dieci anni. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente di riscossione. I giudici hanno chiarito che le imposte statali come IRPEF e IVA non sono prestazioni periodiche e soggiacciono alla prescrizione decennale in assenza di norme speciali contrarie. Inoltre, la Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere per i debiti inferiori a mille euro annullati per legge e ha rinviato il caso ai giudici territoriali per un nuovo esame.
Continua »
Definizione Agevolata Lite Tributaria: Contribuente Vince, Fisco si Arrende
Una Contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per una plusvalenza IRPEF derivante dalla vendita di un immobile, riqualificato come terreno edificabile. Dopo vari gradi di giudizio, la Contribuente ha richiesto la definizione agevolata lite tributaria, pagando l'importo dovuto. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha negato la richiesta entro i termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio e cessata la materia del contendere. Le spese processuali sono state poste a carico della Contribuente.
Continua »
Definizione agevolata della lite: inutile chiedere l’estinzione
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro una Società per un accertamento fiscale relativo a ricavi non contabilizzati. Durante il giudizio, la Società ha scelto di aderire alla definizione agevolata della lite, presentando la relativa domanda di condono. Successivamente, la Corte ha emesso un decreto che ha dichiarato l'estinzione del processo per mancanza dell'istanza di trattazione nei termini. La Società ha quindi chiesto di fissare un'udienza per revocare quel decreto e ottenerne un altro che certificasse l'estinzione per l'avvenuta definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile questa richiesta. I giudici hanno stabilito che non esiste un interesse concreto nel sostituire un'estinzione con un'altra pronuncia identica nei suoi effetti. Il decreto di estinzione è stato quindi confermato con compensazione delle spese.
Continua »
Definizione agevolata della lite: stop a cartella milionaria
Una contribuente ha impugnato due cartelle esattoriali per quasi due milioni di euro e la conseguente ipoteca sulla propria casa. La donna ha contestato difetti di notifica, decadenza dell'azione impositiva e mancato invio dell'avviso bonario. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata della lite versando l'importo ridotto previsto dalla legge per chiudere il debito fiscale originario. L'Agenzia delle Entrate - Riscossione ha verificato l'integrale pagamento delle somme e ha confermato l'azzeramento della pretesa tributaria. La Suprema Corte ha preso atto della regolarizzazione e ha dichiarato formalmente estinto il contenzioso, disponendo la totale compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
ICI e Definizione Agevolata Liti Tributarie: La Cassazione Estingue la Causa
Un'Azienda aveva contestato un avviso di accertamento per l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI). Successivamente, l'Azienda ha aderito alla **definizione agevolata liti tributarie**, un meccanismo che permette di chiudere le controversie fiscali con condizioni favorevoli. L'Amministrazione Comunale ha confermato il discarico dell'imposta. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere, poiché l'accordo tra le parti ha reso inutile una decisione giudiziale. Le spese processuali sono rimaste a carico della parte che le aveva anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti e spese di lite
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società Contribuente presunte operazioni soggettivamente inesistenti ai fini IVA e IRAP per gli anni 2003 e 2004, emettendo un avviso di accertamento. I giudici di primo e secondo grado hanno annullato l'atto ritenendo insufficienti le prove presentate dal Fisco. L'Amministrazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la Società Contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal Decreto Legge 119/2018, provvedendo al versamento dell'importo dovuto. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il perfezionamento della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: estinta la causa fiscale sui beni esteri
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un privato la mancata dichiarazione di investimenti finanziari all'estero per diversi anni. L'ente ha poi inviato un secondo atto con le sanzioni oltre il termine di decadenza annuale. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione al privato, ma l'ente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il cittadino ha richiesto la definizione agevolata della controversia pagando la prima rata entro i termini previsti dal decreto legge. La Corte di Cassazione ha riscontrato la regolarità del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese processuali a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata liti tributarie: dal maxi accertamento alla pace
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società commerciale la deducibilità di costi per oltre un milione di euro relativi a premi e compensi promozionali riconosciuti a sei imprese affiliate in franchising. L'ufficio fiscale riteneva assenti i requisiti di certezza della spesa e recuperava maggiori imposte. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società ricorrente ha presentato istanza per la definizione agevolata liti tributarie, dimostrando il versamento completo di tutte le venti rate previste dalla legge. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate e non è stato applicato alcun raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata liti pendenti: sì al condono del diniego
L'Azienda ha richiesto la definizione agevolata liti pendenti per risolvere una controversia originata dal rifiuto opposto dal Fisco a una precedente sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria ha respinto la domanda richiamando il divieto di applicare un secondo condono sulla stessa imposta. La Corte di Cassazione ha ribaltato il provvedimento di rifiuto, stabilendo un importante principio di diritto: il divieto di condono su condono opera solo quando la nuova istanza riguarda direttamente l'imposta originaria. Qualora il giudizio penda sul rigetto o sulla validità del primo condono, la controversia diventa del tutto nuova e autonoma. Di conseguenza, il contenzioso è pienamente ammissibile alla definizione agevolata liti pendenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente e dichiarato estinto il processo principale.
Continua »
Rottamazione ter: l’ente non contesta e perde in Cassazione
Un cittadino riceve un avviso di addebito dall'ente previdenziale per contributi omessi. Per risolvere la pendenza, il debitore aderisce alla Rottamazione ter. La Corte d'Appello dichiara la cessazione della materia del contendere poiché l'ente non ha smentito l'avvenuto versamento delle rate. L'ente previdenziale ricorre in Cassazione sostenendo che la sanatoria richiede il pagamento integrale del debito e la relativa prova documentale. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso dell'ente. L'istituto ha contestato soltanto la norma in astratto, senza smentire l'accertamento di fatto sui versamenti già eseguito in appello. Vince il contribuente, mentre l'ente perde la causa ed è condannato al pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: la Cassazione chiude il contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a un Contribuente per omesso versamento di IRPEF e IVA relative all'anno 2010 per oltre 39.000 euro. Dopo che il Contribuente ha ottenuto l'annullamento dell'atto sia in primo che in secondo grado, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Suprema Corte, il privato ha aderito alla procedura di definizione agevolata e l'Agenzia delle Entrate ha confermato lo sgravo totale del debito iscritto a ruolo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per avvenuta definizione agevolata, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo sanzioni processuali aggiuntive.
Continua »
Definizione agevolata: il saldo anticipato estingue la lite
Alcune ex socie di una società estinta impugnano le cartelle esattoriali per mancato versamento IVA. Una delle contribuenti presenta domanda di saldo e stralcio per grave difficoltà economica. L'Agente della Riscossione respinge la richiesta, ma i giudici di merito dichiarano illegittimo il rifiuto e riconoscono il diritto alla sanatoria. L'Agenzia ridetermina il piano rateale del debito residuo. La contribuente decide quindi di saldare tutte le rate in anticipo e deposita la documentazione della transazione. La Corte di Cassazione dichiara estinto il contenzioso fiscale. L'integrale versamento delle somme dovute perfeziona la definizione agevolata ed elimina l'interesse delle parti a proseguire la lite.
Continua »