LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 119/2018

Pagina 45 di 40

Sospensione termini impugnazione: onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La causa di sospensione dei termini di impugnazione prevista per le liti tributarie non era applicabile, in quanto la società non ha dimostrato la necessaria adesione del Comune alla procedura agevolata, un onere probatorio che grava sul contribuente.
Continua »
Notifica cartella pagamento: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato la validità della notifica di una cartella di pagamento consegnata alla moglie, sostenendo la necessità di una raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la notifica cartella pagamento eseguita direttamente dall'agente di riscossione, la consegna a un familiare convivente è sufficiente a perfezionare l'atto e a interrompere la prescrizione, senza bisogno di ulteriori comunicazioni.
Continua »
Discriminazione stranieri bonus: no a residenza lunga
La Corte di Cassazione ha confermato il carattere discriminatorio di due delibere di una Regione che imponevano lunghi periodi di residenza (5 o 10 anni) per l'accesso di cittadini stranieri a un 'bonus bebè' e un 'bonus affitti'. La Corte ha stabilito che tale requisito di residenza prolungata viola il principio di parità di trattamento sancito dalla normativa nazionale ed europea, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ordinato la rimozione della clausola discriminatoria. Si tratta di un'importante pronuncia sulla discriminazione stranieri bonus.
Continua »
Accertamento induttivo puro: costi deducibili forfettari
In un caso di accertamento induttivo puro dovuto a omessa dichiarazione dei redditi, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deduzione forfettaria dei costi di produzione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che, in assenza di contabilità, spetta all'Ufficio stesso determinare non solo i ricavi, ma anche i costi inerenti, basandosi sulla natura dell'attività e applicando una percentuale presuntiva, in linea con i principi della Corte Costituzionale.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società impugnava un estratto di ruolo relativo a tributi locali. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata, pagando il dovuto e chiedendo di dichiarare cessata la materia del contendere. La Corte Suprema, accogliendo la richiesta, ha dichiarato estinto il processo, sottolineando che l'adesione alla sanatoria implica la rinuncia al giudizio e comporta la compensazione delle spese legali.
Continua »
Motivazione apparente: annullata la sentenza tributaria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che annullava accertamenti fiscali verso una società di persone e i suoi soci. Alcuni soci hanno aderito alla definizione agevolata, estinguendo la loro posizione. Per la socia rimanente, la Cassazione ha annullato la decisione d'appello per motivazione apparente, poiché i giudici avevano usato formule generiche senza analizzare le prove specifiche, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Notifica PEC errata: nullità e rinvio al giudice
Una società impugna una sentenza tributaria a causa di una notifica PEC errata dell'udienza, che ha leso il suo diritto di difesa. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, dichiarando la nullità della sentenza. Il caso viene rinviato al giudice di secondo grado per una nuova valutazione, chiarendo anche i principi sulla prescrizione dei crediti tributari, specificando che non si converte automaticamente in decennale senza un titolo giudiziale definitivo.
Continua »
Cessioni intracomunitarie: la prova per l’esenzione IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17727/2025, ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sia quello incidentale del contribuente. La Corte ha stabilito che per le cessioni intracomunitarie, la prova dell'effettivo trasferimento dei beni può essere fornita anche con "fatti secondari" come le comunicazioni Intrastat e le dichiarazioni dei cessionari, non essendo obbligatorio il modello CMR. Ha inoltre dichiarato inammissibile l'appello incidentale tardivo del contribuente, poiché l'interesse a impugnare una parte della sentenza di primo grado preesisteva all'appello principale dell'Agenzia e non ne era una diretta conseguenza.
Continua »
Sospensione riscossione: quando l’istanza è valida?
Una società impugnava un'intimazione di pagamento, sostenendo che la sua precedente istanza di sospensione della riscossione avrebbe dovuto portare all'annullamento del debito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che tale procedura si applica solo a vizi imputabili all'ente creditore e non all'agente della riscossione. Inoltre, ha ribadito che un'eventuale nullità della notifica è sanata se l'atto ha raggiunto il suo scopo, come dimostrato dalla capacità del contribuente di difendersi.
Continua »
Tassazione separata: no per addetti alla riscossione
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli assegni straordinari erogati dal Fondo di solidarietà per il personale addetto alla riscossione tributi non beneficiano del regime di tassazione separata. A differenza del fondo per il settore del credito, la normativa istitutiva di questo specifico fondo non richiama la disciplina fiscale agevolata. La Corte ha quindi annullato la sentenza di merito che aveva dato ragione al contribuente, confermando l'applicazione della tassazione ordinaria da parte dell'Amministrazione Finanziaria e rigettando anche la richiesta di definizione agevolata della lite.
Continua »
Responsabilità consulente tributario: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società di consulenza, accusata di concorso in violazione tributaria di un'azienda cliente. La decisione si fonda su due principi: l'inapplicabilità di sanzioni a persone giuridiche per il principio personalistico del sistema sanzionatorio tributario e l'effetto preclusivo dell'accertamento con adesione del cliente, che impedisce di verificare l'esistenza della violazione. La Corte ha ritenuto che l'Agenzia non abbia adeguatamente contestato le motivazioni della sentenza d'appello, confermando la decisione favorevole alla società di consulenza.
Continua »
Definizione agevolata: estingue il processo fiscale
Una contribuente impugnava una cartella di pagamento per IRPEF. Durante il ricorso in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata. La Corte Suprema, verificata la domanda di definizione e la sua notifica alla controparte, ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando l'efficacia della procedura di sanatoria.
Continua »
Termine riassunzione processo: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha chiarito che il termine riassunzione processo per i giudizi iniziati prima del 4 luglio 2009 è di un anno e non di sei mesi. La Corte ha annullato una decisione che aveva erroneamente dichiarato estinto un giudizio tributario per tardiva riassunzione, specificando che la norma applicabile è quella vigente al momento dell'instaurazione della causa, a prescindere dalle fasi successive.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a una plusvalenza da cessione d'azienda. I contribuenti, durante il giudizio di legittimità, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Avendo presentato istanza e versato gli importi dovuti, e in assenza di un diniego da parte dell'Amministrazione finanziaria nei termini di legge, il processo è stato dichiarato estinto per cessata materia del contendere, senza esame del merito.
Continua »
Definizione agevolata: stop a dinieghi ipotetici
Una società contesta una cartella esattoriale e, durante il giudizio in Cassazione, richiede la definizione agevolata della lite. L'Amministrazione Finanziaria nega la richiesta, adducendo motivazioni ipotetiche legate a un separato processo penale che potrebbe invalidare la sentenza di merito. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del contribuente, annullando il diniego perché basato su presupposti futuri, incerti ed estranei alle cause di esclusione previste dalla legge. Di conseguenza, il giudizio tributario viene dichiarato estinto.
Continua »
Estinzione giudizio tributario: il caso del diniego
Una società impugnava un'intimazione di pagamento. Dopo un esito altalenante nei primi due gradi di giudizio, ricorreva in Cassazione. Durante il processo, presentava istanza di definizione agevolata, che veniva però respinta dall'Amministrazione finanziaria. La mancata impugnazione del diniego e la mancata richiesta di fissazione dell'udienza hanno portato la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio tributario, rendendo definitiva la sentenza sfavorevole al contribuente.
Continua »
Avviso di liquidazione atto impositivo: sì alla sanatoria
Un contribuente ha impugnato alcuni avvisi di liquidazione per omesso versamento dell'imposta di registro. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'appello tardivo, negando l'applicazione della sospensione dei termini prevista per le liti pendenti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'avviso di liquidazione è un vero atto impositivo quando rappresenta il primo documento con cui il Fisco comunica la pretesa, rendendo così applicabile la sospensione dei termini.
Continua »
Tassazione separata: no per addetti alla riscossione
Una ex dipendente di un istituto di credito, operante nel settore della riscossione tributi, aveva ricevuto assegni straordinari da un fondo di solidarietà. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali somme non possono beneficiare del regime di tassazione separata, poiché la normativa specifica per il suo settore non lo prevede, a differenza di quanto disposto per il personale del settore creditizio. La Corte ha inoltre chiarito che la cartella emessa per il recupero del rimborso precedentemente concesso non costituiva un atto impositivo idoneo alla definizione agevolata.
Continua »
Accertamento bancario: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento bancario. La decisione si fonda su vizi formali dell'appello, come la mancanza di specificità dei motivi e l'errata contestazione dell'atto impositivo originario anziché della sentenza di secondo grado. L'ordinanza sottolinea il rigore procedurale richiesto nei giudizi di legittimità, confermando che l'omessa allegazione dell'autorizzazione alle indagini bancarie non invalida di per sé l'accertamento.
Continua »
Estinzione processo Rottamazione-Ter: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla "Rottamazione-Ter". Poiché nessuna delle parti ha richiesto la fissazione di un'udienza entro il termine legale del 31 dicembre 2020, il processo si è automaticamente estinto, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata. Le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate.
Continua »