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Legge 11 settembre 2020, n. 120

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Disoccupazione agricola: la decadenza per ricorso tardivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11197/2024, ha respinto il ricorso di una lavoratrice agricola, confermando la decadenza del suo diritto ad agire in giudizio per il disconoscimento di giornate lavorative. Il caso verteva sulla validità della notifica telematica effettuata dall'INPS sul proprio sito web, come previsto dal D.L. 98/2011. La Corte ha stabilito che tale modalità di notifica è legittima anche per periodi di lavoro antecedenti all'entrata in vigore della norma e che il mancato rispetto dei rigidi termini procedurali per l'impugnazione comporta la perdita irrimediabile del diritto. La decisione sottolinea l'importanza della vigilanza e del rispetto delle scadenze per la tutela dei diritti in materia di disoccupazione agricola.
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Demolizione abusiva: no sanatoria senza antisismica
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione abusiva per un edificio costruito senza alcun permesso in zona sismica. Viene respinta la richiesta di sostituire la demolizione con una sanzione pecuniaria (fiscalizzazione), poiché tale opzione è valida solo per difformità parziali e non per opere totalmente prive di titolo. La Corte chiarisce inoltre che la sanatoria è impossibile senza la preventiva autorizzazione sismica, requisito fondamentale per il principio della 'doppia conformità'.
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Abolitio criminis e abuso d’ufficio: la decisione
Un ex amministratore pubblico ha richiesto la revoca di due sentenze per abuso d'ufficio a seguito della riforma del reato (abolitio criminis). La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il giudice dell'esecuzione penale non può revocare le statuizioni civili se il relativo processo è ancora pendente in sede civile. Inoltre, ha confermato che la violazione di specifiche norme di legge continua a integrare il reato di abuso d'ufficio anche dopo la riforma del 2020.
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Dichiarazione integrativa: ammessa oltre i termini
Una società finanziaria, a causa dell'incertezza sulla cumulabilità di due agevolazioni fiscali (Tremonti Ambiente e Conto Energia), non ha usufruito di un beneficio nella dichiarazione originale. Successivamente, ha tentato di correggere l'errore con una dichiarazione integrativa presentata oltre i termini di legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in presenza di una oggettiva incertezza normativa poi risolta da un intervento chiarificatore, il contribuente ha il diritto di emendare la propria dichiarazione anche oltre i termini ordinari, cassando la sentenza di merito che aveva ritenuto tardiva la rettifica.
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TOSAP cavalcavia: Cassazione chiarisce il pagamento
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento della TOSAP (Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche) per l'occupazione del soprassuolo comunale con un cavalcavia autostradale. La Corte ha chiarito che la concessione statale per la gestione della rete autostradale non esonera dal tributo locale, poiché l'occupazione di un bene del demanio comunale costituisce il presupposto impositivo autonomo. La società concessionaria, agendo come soggetto privato, non può beneficiare delle esenzioni previste per lo Stato.
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Abuso d’ufficio: annullato per violazione di regolamento
La Cassazione annulla una condanna per abuso d'ufficio a carico di due membri di una commissione di concorso pubblico. La Corte ha stabilito che, a seguito della riforma del 2020, la violazione di una norma regolamentare (come quella che disciplina le modalità delle prove concorsuali) non integra più il reato, essendo necessaria la violazione di una legge o di un atto con forza di legge. La condanna per rivelazione di segreti d'ufficio a carico di uno degli imputati è stata invece annullata con rinvio per vizi di motivazione sulla prova.
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Corruzione per l’esercizio della funzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso del presidente di una federazione sportiva e di un imprenditore, accusati di corruzione e peculato. La Corte ha riqualificato il reato principale in corruzione per l'esercizio della funzione, dichiarandolo estinto per prescrizione. Anche un'accusa di peculato è stata riqualificata in appropriazione indebita e prescritta. Sono state invece confermate le condanne per altri episodi di peculato e la responsabilità amministrativa della società dell'imprenditore.
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Pianificazione attuativa: obbligo anche in zone urbane
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società immobiliare contro il sequestro di un cantiere, confermando che la realizzazione di un vasto complesso residenziale richiede una pianificazione attuativa specifica, anche se l'area è già urbanizzata. La mancanza di un piano di lottizzazione integra il reato di lottizzazione abusiva, rendendo illegittimo l'intervento edilizio basato su un semplice permesso di costruire. La Corte ha ribadito che la norma che impone tale piano è un principio fondamentale a tutela dell'ordinato sviluppo del territorio, non derogabile da normative regionali o prassi comunali.
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Peculato gioco lecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per peculato gioco lecito a carico dell'amministratore di una società di gestione che si era appropriato delle somme dovute a titolo di Prelievo Unico Erariale (PREU). La sentenza chiarisce che tali somme appartengono alla Pubblica Amministrazione sin dal momento della riscossione. Tuttavia, viene annullata la condanna al risarcimento del danno morale in favore della società concessionaria, poiché quest'ultima, pur essendo danneggiata patrimonialmente, non è la vittima del reato, ruolo che spetta esclusivamente allo Stato. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di riqualificare il fatto nel nuovo reato di indebita destinazione di denaro.
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TOSAP concessionaria autostradale: niente esenzione
Una società concessionaria di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento della TOSAP, relativa all'occupazione del soprassuolo di strade comunali con viadotti. La società sosteneva di non essere tenuta al pagamento, rivendicando un'esenzione fiscale e argomentando che la proprietà delle aree fosse di fatto trasferita allo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la costruzione di un'opera pubblica in concessione non trasferisce la proprietà del suolo comunale sottostante. Inoltre, ha chiarito che la società concessionaria, agendo come un'impresa privata con scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni previste per gli enti pubblici. Di conseguenza, è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione del suolo pubblico.
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TOSAP Viadotti: No esenzione per le concessionarie
Una società concessionaria autostradale ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP relativa a viadotti che sovrastano strade comunali, sostenendo che lo spazio aereo fosse di proprietà statale e di avere diritto all'esenzione fiscale prevista per lo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'occupazione del soprassuolo comunale è soggetta a tassazione. La Corte ha specificato che la concessionaria, in quanto soggetto economico privato che opera a scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni riservate agli enti pubblici, e che la costruzione dei viadotti non trasferisce automaticamente la proprietà dello spazio aereo sottostante. La TOSAP viadotti è quindi pienamente dovuta.
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TOSAP Viadotti: sì alla tassa per la concessionaria
Una concessionaria autostradale costruiva un viadotto sopra una strada comunale, occupandone lo spazio aereo. L'ente impositore locale richiedeva il pagamento della TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche), ma la società si opponeva sostenendo che l'area fosse di pertinenza statale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la costruzione del viadotto non trasferisce la proprietà della strada sottostante, che rimane del Comune. Di conseguenza, la concessionaria, agendo come un'impresa privata, è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione del soprassuolo pubblico.
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Bancarotta semplice: quando cessa l’obbligo contabile?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta semplice documentale di un liquidatore che aveva omesso la tenuta delle scritture contabili. L'imputato sosteneva che l'obbligo fosse cessato a causa dell'inattività prolungata della società, che ne avrebbe dovuto causare la cancellazione d'ufficio dal registro imprese. La Corte ha chiarito che l'obbligo contabile persiste fino alla formale e ufficiale cancellazione della società, e non cessa automaticamente con la semplice inattività, ribadendo la natura di reato di pericolo della bancarotta semplice documentale.
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Sequestro preventivo abuso edilizio: quando è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abuso edilizio. Il caso riguardava lavori non autorizzati su un manufatto che la ricorrente sosteneva essere preesistente al 1967. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, chiarendo che i lavori in corso, come la realizzazione di nuovi porticati e muri, integrano il requisito del 'periculum in mora' (pericolo nel ritardo). Inoltre, è stato ribadito il potere del Pubblico Ministero di riqualificare un sequestro d'urgenza da probatorio a preventivo, ritenendo la procedura seguita pienamente conforme alla legge.
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TOSAP Viadotti: Cassazione, i concessionari pagano
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria di autostrade deve pagare la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) per l'occupazione del soprassuolo di strade comunali con i propri viadotti. Secondo la Corte, l'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si estende al concessionario privato, in quanto quest'ultimo agisce come un'impresa autonoma che persegue un profitto, e l'occupazione del suolo pubblico, anche se de facto, costituisce il presupposto per l'applicazione del tributo.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione e la nuova legge
Un proprietario ha ricostruito un immobile con un lieve aumento di volume, scatenando una causa con il vicino per le distanze tra costruzioni. La Corte d'Appello ha considerato l'opera una nuova costruzione, imponendo l'arretramento. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che i giudici avrebbero dovuto applicare le recenti riforme legislative che hanno ampliato la nozione di "ristrutturazione edilizia", la quale può consentire modifiche volumetriche mantenendo le distanze preesistenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Distanze tra costruzioni e ristrutturazione: le novità
Una società immobiliare demolisce un piccolo fabbricato per costruirne uno più grande, violando, secondo i vicini, le norme sulle distanze tra costruzioni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20727/2025, accoglie il ricorso della società, chiarendo che le recenti riforme legislative hanno ampliato il concetto di "ristrutturazione edilizia". Ora, anche la demolizione e ricostruzione con aumento di volume e modifica di sagoma può beneficiare del mantenimento delle distanze preesistenti, a patto che l'edificio originario fosse legittimo. La Corte cassa la sentenza d'appello e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce della normativa sopravvenuta.
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