La polizia controlla un monolocale in cui sorprende due occupanti e un terzo soggetto dopo circa venti minuti di attesa, scanditi dal rumore continuo dello scarico del water. All'interno gli agenti rinvengono materiale per il confezionamento, una dose di cocaina, bilancini e ventimila euro in contanti. I due occupanti subiscono la condanna per concorso nella detenzione di stupefacenti, mentre il terzo soggetto ottiene l'assoluzione per la presenza solo occasionale. I condannati propongono ricorso lamentando una mera connivenza passiva. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'impugnazione confermando la condanna. I giudici evidenziano che i due imputati hanno rivendicato la restituzione del denaro e hanno agito materialmente per disfarsi della sostanza durante il controllo.
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