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Legge 10/2014

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Spaccio di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta a causa degli elevati quantitativi ceduti, della natura della sostanza (prevalentemente cocaina), dell'ampia e assidua rete di clienti e della durata dell'attività criminale (circa due anni). Questi elementi, secondo la Corte, sono incompatibili con l'ipotesi di minima offensività richiesta per il reato minore.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di hashish, marijuana e cocaina. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta, poiché la Corte ha ritenuto che la varietà delle sostanze, la quantità (170 grammi di hashish), le modalità professionali di trasporto e il complessivo giro d'affari indicassero un'attività criminale non modesta, incompatibile con l'ipotesi di minima offensività richiesta dalla norma.
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Piccolo spaccio: quando l’organizzazione lo esclude
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane condannato per spaccio. Nonostante la quantità di droga non fosse ingente, la presenza di un'organizzazione professionale (bilancini, migliaia di bustine, appunti) ha impedito di qualificare il reato come piccolo spaccio e di concedere le attenuanti.
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Liberazione anticipata speciale: No ai reati ostativi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva la liberazione anticipata speciale. Il beneficio è stato negato in quanto il richiedente sconta una pena per reati ostativi, categoria esclusa da questa misura. La Corte ha stabilito che l'esclusione è legittima e non viola il principio di irretroattività, poiché la norma che introduce la liberazione anticipata speciale è un provvedimento eccezionale che può legittimamente definire i propri limiti di applicazione in base alla pericolosità dei reati.
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Liberazione anticipata speciale: i limiti della legge
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10111/2024, ha respinto il ricorso di un detenuto, chiarendo i rigidi limiti di applicazione della liberazione anticipata speciale. Il beneficio è stato negato a causa di gravi infrazioni disciplinari, che possono avere effetto retroattivo sui semestri precedenti, e per l'impossibilità di applicarlo a periodi trascorsi in detenzione domiciliare o a cavallo dell'arco temporale previsto dalla legge. La Corte ha escluso la possibilità di creare "semestri virtuali" per aggirare tali divieti.
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Lieve entità stupefacenti: quando è esclusa?
Un individuo è stato condannato per spaccio di stupefacenti dopo essere stato trovato in possesso di un'ingente quantità di cocaina. In sede di ricorso, ha richiesto la riqualificazione del reato nella fattispecie di 'lieve entità stupefacenti'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'elevato quantitativo della sostanza, l'alto grado di purezza e le circostanze fattuali (come il comportamento del soggetto e il luogo del ritrovamento) sono elementi sufficienti a escludere la fattispecie meno grave e a confermare l'intento di spaccio.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21265/2025, ha confermato la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità. La decisione si basa su una valutazione complessiva che ha tenuto conto della notevole quantità di droga (oltre 100 grammi di cocaina), del contesto organizzato dell'attività e della professionalità dimostrata dall'imputato. La Corte ha ribadito che anche un solo elemento di particolare gravità è sufficiente per negare la qualificazione del reato come di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: no con 160gr di cocaina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta, poiché la notevole quantità di cocaina (160,05 grammi), le modalità di confezionamento e il luogo pubblico del rinvenimento sono stati ritenuti elementi ostativi, prevalenti sulla giovane età e l'incensuratezza dell'imputato.
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