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L. 18 dicembre 2020, n. 176

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Deposito appello penale: vale il luogo di invio
La Corte di Cassazione ha chiarito che, anche durante la vigenza della normativa emergenziale Covid, il deposito appello penale effettuato presso la cancelleria di un tribunale diverso da quello che ha emesso la sentenza è da considerarsi tempestivo se avvenuto entro i termini. La normativa che introduceva il deposito telematico non ha abrogato le modalità tradizionali. Pertanto, la Corte ha annullato la declaratoria di inammissibilità per tardività emessa dalla Corte d'Appello, rinviando gli atti per il giudizio di merito.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, respingendo le doglianze di un imputato. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi: il primo, di natura procedurale, è stato smentito dalla corretta applicazione della normativa emergenziale; il secondo, volto a una nuova valutazione delle prove, è stato ritenuto inammissibile in sede di legittimità, specialmente in presenza di una "doppia conforme" dei giudizi di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione reato permanente: il caso dell’evasione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per evasione, il quale sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha stabilito che l'evasione è un reato permanente, la cui consumazione si protrae fino alla cessazione della condotta illecita. Di conseguenza, il termine di prescrizione decorre dalla fine del comportamento criminoso e si applicano le norme vigenti in quel momento, inclusa la cosiddetta "Riforma Orlando" che ha introdotto un'ulteriore causa di sospensione dei termini. Pertanto, la prescrizione non era maturata.
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Raddoppio termini accertamento: i limiti per l’IRAP
Una società e i suoi soci impugnano un accertamento fiscale per IRAP, IVA e IRPEF basato su fatture fittizie. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo che il principio del raddoppio termini accertamento, previsto in presenza di reati tributari, non si estende all'IRAP, in quanto per tale imposta non sono contemplate sanzioni penali. La sentenza viene quindi cassata su questo specifico punto con rinvio per un nuovo esame.
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Diritto alla discussione: sentenza nulla se negato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva deciso un appello basandosi solo sugli atti, nonostante la richiesta di una delle parti per un'udienza. La Corte ha stabilito che negare il diritto alla discussione orale, quando richiesto, costituisce una violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio, portando alla nullità della decisione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Notifica Udienza: Cassazione rinvia per vizio formale
Una società impugna un accertamento fiscale per IRES, IRAP e IVA. Dopo la sconfitta in appello, ricorre in Cassazione lamentando diversi vizi, tra cui la mancata notifica dell'udienza. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a nuovo ruolo, ordinando l'acquisizione del fascicolo d'ufficio per verificare il potenziale difetto procedurale relativo alla notifica udienza, ritenuto pregiudiziale per la prosecuzione del giudizio.
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