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D.P.R. 917/1986 — Sezione Terza Civile

Altri anni per D.P.R. 917/1986

Indennità di fine mandato: tra ritenuta d’acconto e interessi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Agente di Assicurazione contro una Compagnia assicurativa. La controversia riguardava l'applicazione della ritenuta d'acconto del venti per cento sull'indennità di fine mandato e il tasso di interesse applicabile in mancanza di specifica indicazione nella sentenza esecutiva. La Suprema Corte ha chiarito che l'indennità di fine mandato costituisce reddito da lavoro autonomo ed è soggetta a ritenuta d'acconto. Inoltre, se il titolo esecutivo non specifica la natura degli interessi, si applica esclusivamente il tasso legale ordinario e non quello commerciale o maggiorato. L'Agente è stato condannato anche per lite temeraria.
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Indennità di avviamento: nessun taglio per l’impresa familiare
Il caso riguarda il calcolo dell'indennità di avviamento dovuta al gestore uscente di una farmacia, organizzata come impresa familiare. Il nuovo gestore sosteneva che dal reddito imponibile utile al calcolo dell'indennità si dovesse sottrarre la quota spettante alla moglie del titolare. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del gestore uscente, stabilendo che per l'impresa familiare non è ammessa alcuna deduzione dal reddito complessivo per il lavoro svolto dai familiari. L'indennità di avviamento deve quindi essere calcolata sulla somma totale degli utili spettanti a tutti i componenti dell'impresa, senza decurtazioni. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Azione revocatoria separazione: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria separazione promossa dall'amministrazione finanziaria contro un contribuente. Quest'ultimo aveva trasferito l'intero patrimonio immobiliare alla moglie e alle figlie nell'ambito di un accordo di separazione, subito dopo aver ricevuto un accertamento fiscale milionario. La Corte ha stabilito che la pendenza di un giudizio sul debito non sospende la revocatoria e che gli accordi di separazione non scudano i trasferimenti fraudolenti.
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Tasso leasing: calcolo e trasparenza contrattuale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un istituto finanziario, confermando la legittimità del metodo di calcolo del canone di leasing. La Corte ha stabilito che il prezzo di riscatto, sebbene sia un'opzione, è una componente essenziale per determinare il tasso leasing, che rappresenta il costo complessivo dell'operazione e non un mero tasso di interesse. È stata inoltre respinta la richiesta di applicare sanzioni per mancanza di trasparenza, poiché, nonostante una certa opacità, gli elementi per determinare il costo effettivo erano presenti nel contratto.
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