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D.P.R. 243/2006

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Vittime del dovere: la Cassazione sui criteri di calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo dei benefici per le vittime del dovere. Con una recente ordinanza, ha chiarito che per determinare la percentuale di invalidità è obbligatorio confrontare due diverse tabelle di valutazione e applicare quella che risulta più favorevole al danneggiato. La sentenza di merito che aveva applicato un solo criterio, sfavorendo la vittima, è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Esenzione fiscale vittime dovere: non retroattiva
Un contribuente, riconosciuto come "vittima del dovere", ha richiesto il rimborso IRPEF per gli anni 2013-2016. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione fiscale vittime del dovere, introdotta dalla Legge n. 232/2016, si applica esclusivamente a partire dal 1° gennaio 2017 e non può essere applicata retroattivamente agli anni d'imposta precedenti.
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Vittima del dovere: status imprescrittibile, ma…
La Corte d'Appello di Trieste affronta il caso di un Carabiniere che ha richiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere anni dopo l'evento lesivo. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: lo status giuridico di vittima del dovere è imprescrittibile e non può essere negato per il solo passare del tempo. Tuttavia, i singoli benefici economici, come assegni e indennizzi, sono soggetti alla prescrizione decennale. Inoltre, l'accesso a determinate prestazioni, come gli assegni vitalizi, è subordinato al superamento di una soglia minima di invalidità (25%), che nel caso specifico non è stata raggiunta (17%). La Corte ha quindi riconosciuto lo status, ma ha negato la maggior parte dei benefici economici, ad eccezione dell'esenzione dalle spese sanitarie.
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Interesse ad agire: ricorso inammissibile, i dettagli
Una recente sentenza del Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile il ricorso della figlia di una vittima del dovere per il riconoscimento di benefici pensionistici. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione dell' 'interesse ad agire', poiché la ricorrente non ha provato di essere occupata, condizione necessaria per usufruire concretamente dell'aumento contributivo richiesto.
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