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D.M. 147/2022

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Provvigione agenzia immobiliare: quando è dovuta?
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza il diritto alla provvigione dell'agenzia immobiliare in caso di risoluzione consensuale del contratto preliminare. Il caso riguardava la compravendita di un immobile da costruire. La Corte ha confermato che il diritto alla provvigione sorge alla conclusione dell'accordo, anche se poi le parti decidono di risolverlo. Tuttavia, ha ridotto l'importo della provvigione a quanto effettivamente pattuito, accogliendo parzialmente l'appello del promissario acquirente.
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Inadempimento Locazione: quando i vizi non bastano
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto il ricorso di un'azienda conduttrice, confermando la risoluzione del contratto per inadempimento locazione. La sentenza ha chiarito che i vizi dell'immobile, se non impediscono totalmente il godimento del bene, non legittimano la sospensione totale del pagamento del canone, specialmente se il conduttore ha continuato a utilizzare e persino a sublocare i locali. La condotta del conduttore è stata ritenuta contraria a buona fede e la sua inadempienza nel pagamento del canone è stata giudicata grave.
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Accollo di debito: la liberazione del debitore
Un debitore si oppone a un decreto ingiuntivo per una provvigione immobiliare, sostenendo che un terzo si era assunto il debito tramite un accollo. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando la responsabilità solidale del debitore originario, poiché il creditore non aveva mai acconsentito espressamente alla sua liberazione. La sentenza chiarisce inoltre la nullità della chiamata in causa del terzo effettuata senza la preventiva autorizzazione del giudice nel rito di opposizione.
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Inquadramento superiore CCNL Mobilità: mansioni e livello
La sentenza del Tribunale di Torino accerta il diritto di un lavoratore all'inquadramento superiore nel CCNL Mobilità, riconoscendogli il livello E (figura Operatore) e la posizione retributiva 2 dal 1°.4.2023. La decisione si fonda sull'effettivo svolgimento di mansioni di 'limitata complessità', come la guida di macchine lavasciuga e trattorini in ambienti ferroviari, che superano la genericità prevista per il livello F. Il Tribunale ha condannato la società convenuta al pagamento delle differenze retributive per il periodo 1°.4.2023 - 30.9.2023, oltre accessori.
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Revoca Reddito di Cittadinanza: quando è illegittima?
Il Tribunale ha accolto il ricorso di una cittadina contro il diniego del reddito di cittadinanza. La domanda era stata respinta perché presentata dopo una revoca reddito di cittadinanza, ma prima del termine di attesa previsto dalla legge. Poiché una precedente sentenza aveva dichiarato illegittima tale revoca, il giudice ha stabilito che nessun termine di attesa era dovuto, riconoscendo il diritto della ricorrente alla prestazione.
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Riscatto leasing tardivo: è valido?
Una società ha tentato di esercitare l'opzione di riscatto di un'autovettura in leasing dopo la scadenza contrattuale, basandosi su comunicazioni con agenzie terze. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, stabilendo che il riscatto leasing tardivo non è valido se la società concedente ha già manifestato la volontà di avvalersi della decadenza e se non è provato che le agenzie terze avessero il potere di rappresentarla e di rinunciare a tale decadenza. La decisione sottolinea la rigidità dei termini contrattuali e l'onere della prova a carico di chi afferma l'esistenza di un potere di rappresentanza.
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Impugnazione lodo arbitrale e ordine pubblico: i limiti
Una sentenza della Corte d'Appello di Roma stabilisce i limiti dell'impugnazione lodo arbitrale per contrarietà all'ordine pubblico. Il caso riguardava un appello contro un lodo che aveva dichiarato un credito prescritto. La Corte ha ritenuto l'appello inammissibile, specificando che le norme sulla prescrizione attengono all'ordine pubblico 'interno' e la loro violazione non giustifica l'annullamento del lodo, riservato a violazioni di principi fondamentali ('ordine pubblico internazionale').
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Riassunzione del processo: decorrenza del termine
Un investitore fa causa a una banca per presunte irregolarità in operazioni finanziarie. Durante la causa, la banca entra in liquidazione coatta amministrativa. Il Tribunale di primo grado dichiara estinto il processo, ritenendo tardiva la riassunzione del processo da parte dell'investitore. La Corte d'Appello riforma la decisione, stabilendo che il termine per la riassunzione decorre dalla dichiarazione giudiziale dell'interruzione e non dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, la Corte rigetta nel merito le domande dell'investitore, poiché non sussisteva nullità e, nel complesso, il portafoglio di investimenti aveva generato plusvalenze.
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Litisconsorzio necessario: appello assicuratore e terzo
La sentenza analizza un caso di compravendita immobiliare in cui un mediatore, citato per responsabilità, chiama in garanzia la propria assicurazione. La Corte di Cassazione, stabilendo un litisconsorzio necessario processuale, ha chiarito che l'appello tempestivo dell'assicuratore giova anche all'assicurato la cui impugnazione era stata dichiarata inammissibile. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, ha applicato tale principio, riformando la sentenza di primo grado, rigettando le domande contro il mediatore e regolando le spese di tutti i gradi di giudizio secondo il principio della soccombenza e di causazione.
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Spese legali azione revocatoria: come si calcolano?
Una Corte di Appello ha riformato una decisione di primo grado riguardo alla liquidazione delle spese legali in una causa di azione revocatoria. La sentenza stabilisce che il valore della causa, ai fini del calcolo dei compensi professionali, deve essere commisurato all'importo del credito tutelato (€ 208.600) e non a uno scaglione di valore inferiore, come erroneamente stabilito dal Tribunale. Di conseguenza, la Corte ha riliquidato i compensi per il primo grado e liquidato quelli per l'appello, applicando il corretto scaglione tariffario e confermando che la fase di trattazione va sempre compensata.
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Inammissibilità appello: motivi e conseguenze
La Corte d'Appello dichiara l'inammissibilità dell'appello proposto da un promittente venditore contro la sentenza che lo condannava a restituire una somma a una curatela fallimentare. La decisione si fonda su vizi procedurali, come la riproposizione di eccezioni già respinte in sede cautelare e la genericità dei motivi di gravame. La Corte ha inoltre condannato l'appellante per lite temeraria, evidenziando la manifesta infondatezza delle sue censure.
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Indennità Agente: Onere della prova e presupposti
Una società agente ha citato in giudizio la preponente per ottenere l'indennità di cessazione del rapporto. Il tribunale di primo grado aveva parzialmente accolto la domanda, ma la Corte di Appello ha completamente riformato la decisione. La Corte ha stabilito che l'agente non aveva soddisfatto l'onere della prova, non riuscendo a dimostrare né l'effettiva acquisizione di nuovi clienti né la persistenza di vantaggi sostanziali per la preponente dopo la fine del contratto. La domanda è stata quindi rigettata, ribadendo che l'agente deve fornire prove concrete e non può affidarsi a semplici elenchi o a richieste di esibizione documentale per sopperire alle proprie mancanze probatorie.
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Revoca finanziamento pubblico: quando è legittima?
La Corte d'Appello di Roma ha confermato la legittimità della revoca di un finanziamento pubblico concesso a un'impresa per la realizzazione di un progetto industriale. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione da parte della società beneficiaria di aver sostenuto le spese richieste nei tempi e modi previsti. La sentenza chiarisce che l'onere di provare il corretto utilizzo dei fondi grava sull'impresa e che il progresso del progetto va misurato sulla base della documentazione contabile ('stato di avanzamento contabile') e non sulla mera realizzazione fisica delle opere. Di conseguenza, la revoca del finanziamento pubblico e la richiesta di restituzione delle somme già erogate sono state ritenute corrette.
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Compenso mediazione lavori: non è dovuto senza SAL
Una società di consulenza ha citato in giudizio un gruppo edile per ottenere il pagamento del proprio compenso di mediazione lavori, pattuito al 4% del valore di alcuni appalti. Il contratto legava il pagamento all'emissione degli Stati di Avanzamento Lavori (SAL). Poiché i lavori non sono mai iniziati e nessun SAL è stato emesso, il Tribunale ha respinto la domanda, qualificando l'esecuzione dei lavori come una condizione sospensiva non avveratasi. La richiesta di risarcimento danni è stata parimenti rigettata per mancanza di prove.
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Opposizione decreto ingiuntivo finanziamento: la guida
Un debitore ha presentato opposizione a un decreto ingiuntivo per un finanziamento, sostenendo di aver ricevuto un importo inferiore a quello pattuito. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando che il debitore aveva autorizzato per iscritto l'uso di parte della somma per estinguere un debito precedente. La sentenza sottolinea l'importanza della prova documentale e della specificità delle contestazioni in un'opposizione a decreto ingiuntivo finanziamento.
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Danni da cose in custodia: onere della prova e caduta
Un pedone cita in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito di una caduta su una strada del centro storico, attribuendola a un dislivello causato da un chiusino e da sampietrini sconnessi. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda per responsabilità extracontrattuale e danni da cose in custodia. La decisione si fonda sulla mancata prova da parte del danneggiato sia dell'effettiva anomalia del manto stradale, sia del nesso causale tra questa e la caduta. La genericità delle accuse e l'inadeguatezza delle prove fotografiche, unite alla prevedibilità del fondo stradale in un centro storico, hanno portato a escludere la responsabilità dell'ente, condannando l'attore al pagamento delle spese legali.
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Consegna documentazione bancaria: il limite dei 10 anni
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la consegna della documentazione relativa a un conto corrente, inclusi contratti ed estratti conto sin dall'apertura nel 1991. La banca si è opposta invocando il limite decennale previsto dall'art. 119 del Testo Unico Bancario. Il Tribunale di Napoli ha accolto la domanda del cliente, ordinando la consegna degli estratti conto per l'intero periodo richiesto e stabilendo che il limite dei dieci anni si applica solo ai documenti relativi a 'singole operazioni' e non agli estratti conto, che documentano l'andamento complessivo del rapporto. La banca è stata anche condannata al pagamento di una penale per ogni giorno di ritardo.
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Disdetta contratto di locazione: preavviso tardivo
Una società ha presentato opposizione a un decreto ingiuntivo per canoni di locazione di un impianto industriale. Pur avendo inviato una disdetta del contratto di locazione, il Tribunale ha stabilito che il preavviso era troppo breve per consentire lo smontaggio dell'impianto. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare i canoni fino alla data dell'effettiva rimozione del bene, confermando il decreto ingiuntivo.
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Termine di decadenza: annullata sanzione per ritardo
Un'azienda si oppone a un'ordinanza di ingiunzione per omesso versamento di ritenute previdenziali. Il Tribunale del Lavoro di Milano ha accolto il ricorso, annullando la sanzione. La motivazione principale è che l'ente previdenziale ha notificato la violazione ben oltre il termine di decadenza di 90 giorni previsto dalla legge, causando l'estinzione dell'obbligazione pecuniaria. La complessità dei controlli interni dell'ente non è stata ritenuta una giustificazione valida per il ritardo.
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Diritto di servitù di passaggio: la prova è decisiva
Il Tribunale di Milano ha rigettato la domanda di un proprietario terriero che chiedeva il riconoscimento di un diritto di servitù di passaggio su un fondo confinante. La corte ha stabilito che i titoli di acquisto non provavano l'esistenza della servitù, non sussistevano i requisiti per l'usucapione e non era possibile costituire una servitù coattiva, in quanto il fondo non era assolutamente intercluso e la via richiesta non rappresentava la soluzione meno pregiudizievole per il fondo servente.
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