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D.Lgs. 66/2010

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Indennità di amministrazione estero: lo Stato perde, il Dipendente vince
Un gruppo di dipendenti pubblici in servizio fuori Italia ha contestato la decisione del Ministero di non includere nel loro stipendio l'indennità di amministrazione estero. Il Ministero si basava su una legge specifica che la escludeva. La Corte di Cassazione, applicando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che quella legge era illegittima. La norma violava i diritti dei lavoratori perché li penalizzava retroattivamente. Di conseguenza, l'indennità di amministrazione estero è una parte fissa dello stipendio e deve essere pagata. La vittoria è andata ai dipendenti.
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Violata consegna: quando l’ordine militare è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un ufficiale per il reato di violata consegna, avendo omesso per cinque volte le ispezioni notturne previste in caserma. La difesa sosteneva l'illegittimità dell'ordine per difetto di delega e la mancanza di dolo. I giudici hanno stabilito che la consegna militare è tassativa e insindacabile dal subordinato, salvo casi di manifesta illegalità o ordini diretti contro le istituzioni. La reiterazione della condotta ha inoltre precluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Servizio militare: punteggio pieno nelle graduatorie
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un docente al riconoscimento del punteggio pieno per il servizio militare prestato, anche se non in costanza di nomina. Il Ministero dell'Istruzione contestava l'attribuzione di 12 punti, sostenendo che il servizio dovesse essere valutato come aspecifico (6 punti) poiché svolto prima dell'assunzione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il servizio militare è valido a tutti gli effetti per la carriera e l'accesso ai ruoli, rendendo illegittime le limitazioni previste dalle ordinanze ministeriali che tentano di ridurne il valore.
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Indennità richiamo alle armi: negata per la Croce Rossa
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente privato, capitano nel Corpo militare della Croce Rossa, non ha diritto all'indennità richiamo alle armi. La decisione si basa sulla natura privatistica dell'ente e sulla distinzione tra l'inquadramento nelle Forze Armate e il servizio in un corpo ausiliario, che per legge è prestato a titolo gratuito.
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Inquinamento da relitto: Cassazione annulla condanna
Il Presidente di un'Autorità Portuale, inizialmente accusato di inquinamento doloso, è stato condannato per il reato colposo di inquinamento da relitto a seguito di una riqualificazione del fatto. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, evidenziando una contraddizione cruciale nel ragionamento del tribunale: il reato contestato si applica a una 'nave', ma la corte stessa aveva definito l'oggetto come un 'relitto'. Il caso è stato rinviato per un nuovo processo.
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Punteggio servizio militare ATA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22429/2024, ha stabilito la legittimità della differenziazione del punteggio del servizio militare ai fini delle graduatorie del personale ATA. Viene confermato che il servizio prestato in costanza di rapporto di lavoro riceve una valutazione maggiore rispetto a quello svolto prima dell'instaurazione di un impiego nel settore scolastico. Quest'ultimo viene equiparato al servizio reso presso altre pubbliche amministrazioni, ottenendo un punteggio inferiore. La Corte ha ritenuto tale diversità di trattamento ragionevole e non discriminatoria.
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Rapporto di lavoro subordinato: docenti scuole militari
Un docente civile, impiegato presso una scuola militare sulla base di convenzioni annuali, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione, accogliendo il suo ricorso, ha stabilito che tale rapporto ha natura di lavoro subordinato di pubblico impiego. La Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello, affermando che la valutazione degli indici di subordinazione deve essere complessiva e non frammentaria, e ha rinviato il caso per una nuova decisione in linea con questo principio.
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Docenti civili scuole militari: è lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rapporto di lavoro dei docenti civili presso le scuole militari, anche se basato su convenzioni annuali, deve essere qualificato come lavoro subordinato di pubblico impiego. L'ordinanza accoglie il ricorso degli eredi di un professore, cassando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva negato la natura subordinata del rapporto. La Suprema Corte ha ribadito un proprio orientamento consolidato, sottolineando l'applicazione del principio di non discriminazione per i lavoratori a tempo determinato e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Servizio militare: punteggio ATA sempre valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che il periodo di servizio militare deve essere sempre riconosciuto ai fini del punteggio nelle graduatorie del personale ATA, anche se svolto prima dell'instaurazione di un rapporto di lavoro nel settore scolastico. La Corte ha ritenuto illegittima e disapplicato la norma ministeriale che limitava tale riconoscimento al solo servizio prestato "in costanza di nomina". La decisione si fonda sull'interpretazione estensiva della normativa primaria, che garantisce la valutazione del servizio militare nei concorsi pubblici senza tale restrizione.
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Lex specialis concorso: vince la data del bando
Un lavoratore si vede negare l'assunzione per una riserva di posti in un concorso pubblico perché la legge di riferimento era stata abrogata. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che la "lex specialis concorso" si cristallizza con la pubblicazione del bando sul Bollettino Regionale (BUR), non con quella successiva sulla Gazzetta Ufficiale (G.U.). Pertanto, le regole del bando, valide al momento della loro pubblicazione, devono essere applicate.
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Punteggio servizio militare: sì nelle graduatorie
Un docente si è visto annullare un contratto a tempo determinato dopo che l'amministrazione scolastica aveva rettificato il suo punteggio, escludendo i 12 punti per il servizio militare obbligatorio non prestato in costanza di servizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8586/2024, ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il punteggio servizio militare deve essere sempre riconosciuto nelle graduatorie, in quanto le norme primarie (come l'art. 485, co. 7, D.Lgs. 297/1994) hanno portata generale e non possono essere derogate da fonti secondarie come i decreti ministeriali. La Corte ha affermato che il servizio reso alla patria è valido 'a tutti gli effetti', inclusa la valutazione nelle selezioni pubbliche come le graduatorie scolastiche.
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Rifiuto servizio militare: il reato non è abrogato
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reato di rifiuto del servizio militare per motivi di coscienza non è stato abrogato con la sospensione della leva obbligatoria. La sentenza conferma la continuità tra la vecchia e la nuova normativa, respingendo la richiesta di revoca di una condanna divenuta irrevocabile prima della riforma. La Corte ha chiarito che la sospensione del servizio di leva non cancella retroattivamente gli effetti delle sentenze definitive.
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Prova della proprietà: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5261/2024, ha rigettato il ricorso di un cittadino che rivendicava la proprietà di una cavità sotterranea a Napoli. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: nell'azione di accertamento, l'onere della prova della proprietà grava interamente su chi agisce in giudizio. Documenti come un testamento o comunicazioni di enti terzi non sono stati ritenuti sufficienti a fornire tale prova. La decisione sottolinea che le argomentazioni della parte convenuta, anche se deboli, non esonerano l'attore dal suo onere probatorio.
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Punteggio servizio militare: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9738/2025, ha stabilito la legittimità della differenziazione del punteggio servizio militare nelle graduatorie del personale scolastico ATA. Il servizio prestato in costanza di rapporto di lavoro viene valutato maggiormente (6 punti) rispetto a quello svolto prima dell'assunzione (0,60 punti), poiché mira a non penalizzare chi interrompe la propria carriera per adempiere a un dovere civico. La Corte ha ritenuto tale differenziazione non discriminatoria e conforme alla normativa primaria.
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Punteggio servizio civile: sì nelle graduatorie scuola
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un docente a vedersi riconosciuto il punteggio del servizio civile nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). La sentenza stabilisce che il servizio civile, equiparato a quello militare, deve essere sempre valutato, anche se prestato prima dell'inizio del rapporto di lavoro nel mondo della scuola. Le norme ministeriali che negano questo diritto sono state considerate illegittime e quindi non applicabili.
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Punteggio servizio militare: sì alla differenziazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13705/2025, ha stabilito la legittimità della differente valutazione del punteggio servizio militare nelle graduatorie del personale scolastico. Il servizio svolto non in costanza di rapporto di lavoro viene valutato meno rispetto a quello prestato interrompendo un incarico scolastico. Secondo la Corte, questa differenziazione non è discriminatoria ma ragionevole, in quanto tutela chi è costretto a interrompere il proprio servizio per adempiere a un obbligo di legge, equiparando tale periodo al servizio effettivo. Per chi svolge il servizio militare prima di entrare nel mondo della scuola, il punteggio è correttamente assimilato a quello di un generico servizio reso presso un'altra amministrazione pubblica.
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Punteggio servizio militare GPS: vale sempre
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Istruzione, stabilendo che il punteggio per il servizio militare deve essere sempre riconosciuto nelle graduatorie docenti (GPS), anche se svolto non in costanza di nomina. La Corte ha dichiarato illegittima l'ordinanza ministeriale che ne prevedeva la totale esclusione, in quanto viola il principio secondo cui un dovere obbligatorio verso lo Stato non può tradursi in un pregiudizio per la carriera del cittadino.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti del giudice
Un generale in congedo, sanzionato per la sua attività politica, ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato dinanzi alla Cassazione, lamentando un eccesso di potere giurisdizionale. Sosteneva che i giudici avessero creato una norma inesistente per rigettare la sua eccezione di tardività della contestazione disciplinare. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la semplice interpretazione di una norma, anche se discutibile, non configura un eccesso di potere giurisdizionale, a meno che non si traduca in una "radicale infedeltà" alla legge stessa, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Valutazione servizio militare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un docente contro il Ministero dell'Istruzione, stabilendo che la valutazione del servizio militare ai fini delle graduatorie scolastiche deve essere sempre riconosciuta, anche se prestato non in costanza di un rapporto di lavoro. La Corte ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, affermando che una diversa interpretazione sarebbe discriminatoria e contraria ai principi costituzionali. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio consolidato.
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Omessa denuncia: Carabiniere assolto se sa del reato
Un Comandante dei Carabinieri, accusato del reato di omessa denuncia per aver ritardato la segnalazione di un presunto abuso d'ufficio appreso dalla moglie, è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di denuncia per un pubblico ufficiale sorge solo se la notizia di reato è acquisita 'nell'esercizio o a causa delle sue funzioni'. Poiché l'informazione era stata ricevuta in un contesto puramente privato e familiare, non sussisteva alcun obbligo di denuncia e, pertanto, il fatto non costituisce reato.
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